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Applausi solo al Castel, Romito eroe che mortifica il Napoli!

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di Paolo Jr Paoletti - Gabriel Romito, portiere del Castel Di Sangro, è l’eroe locale della prima settimana di ritiro del Napoli. Ha azzerato Milik, parato un rigore a Younes, acclamato dai presenti allo e celebrato anche sul posto di lav, il bar Serricchio di Castel di Sangro.

Racconta: “In 48 ore ho trovato un giro nella testa che ancora non riesco a izzare. Il calcio che viviamo oggi è puro divertimento. Non siamo stipendiati, c’è stato un grande applauso da parte di tutti perché hanno capito che siamo giocatori che fanno questo per passione. La cosa bella è stata quando siamo stati acclamati dal Napoli, dai nostri. Il calcio che aiamo fatto noi è quello che vogliono vedere”.

CALCIO A CASTEL. “Qui il calcio si vive in un modo non professionistico. Noi giochiamo per passione, per portare avanti un progetto e non aandonare il sogno del calcio. Tutti ci chiedono come mai non proviamo a fare calciomercato prendendo qualcuno di forte. Ma siamo amici, viviamo questa passione tra noi dando per provare a fare dei numeri in . Questo è lo spirito di Castel di Sangro e sarà sempre così”.

IL COL. Ho stretto la mano a tutti, sono stati molto gentili. È stato un onore parlare con Meret, che mi ha dato anche la maglietta. Stringergli la mano, vedere lui che viene verso di me e mi dice ‘Sei grande, sei un gran portiere’ e avere la sua maglia è stato un onore. C’è stato anche un battibecco con Younes sul rigore, ma alla ne ci siamo stretti la mano ed è stato molto bello”.

EROE. “Spero non dipenda da me la ne dell’esperienza a Napoli di Milik, altrimenti mi dovrò mettere tutta Napoli contro. Al di fuori di Arkadiusz, che è un grandissimo giocatore, sono contento di quello che è successo. Lui è uscito tra i schi, ma io tra una standing ovation”.

IL RIGORE. “È stata un’emozione. I sono sempre una lotta per i portieri che li parano per fortuna, provano a giocarsela, ma alla ne lo specialista è sempre quello che tira. Quando c’è stato il rigore ho pensato ‘Devo far vedere quello che sono, provo almeno a dimostrarlo’. Poi si è izzato, l’ho intuito ed è successo quello che doveva succedere”.

VINCE LO SPIRITO. “Questo lo fa principalmente chi ha passione a questi livelli. Fermarsi non è stato semplice. Noi fortunatamente siamo rientrati nelle prime tre e siamo saliti in Eccellenza. Ma mi metto nei panni delle altre squadre, è stata una botta perché non è bello ricevere notizie del genere. Il calcio dilettantistico lo vediamo in questo modo, mettendoci tutta la forza possibile, facendo entrare tutti i giocatori e far vedere cosa sappiamo fare”.

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