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Annabel smentisce Chomsky: un cervello artificiale parla!

Lights of ideas

di Serena Paoletti - Si chiama Annabell ed ha imparato a riconoscere parole e ree del linguaggio umano ‘dialogando’ con l’uomo. E’ il cervello artificiale nato in e che ha imparato da zero.
Era una ‘tabula rasa’ che ora sa dialogare con l’uomo grazie ai suoi due milioni di neuroni artificiali connessi.
Descritta nella rivista ‘Plos One’, Annabell è stata izzata dal gruppo dell’università di Sassari coordinato da Bruno osio, in collaborazione con il gruppo di Angelo Cangelosi, dell’università britannica di Plymouth.

“E’ una sorta di cervello artificiale sviluppato per capire come le nostre competenze linguistiche emergono dai processi neurali che avvengono nel cervello”, ha spiegato osio. Per il momento Annabell (Artificial Neural Network with Adaptive Behavior ploited for Language Learning) è un modello cognitivo che esiste in un computer, ma è destinata a crescere. Se adesso il suo cervello ha imparato a usare il linguaggio umano, un domani potree imparare anche da percezioni sensoriali. Potree, per esempio, avere qualcosa di simile alla vista e al tatto, insieme alla capacità di localizzare oggetti nello spazio e di controllare i movimenti.

Per il momento Annabell è uno straordinario simulatore: per la prima volta permette di studiare in dettaglio i processi che rendono possibile sviluppare una funzione complessa come il linguaggio in un organo complicato come il cervello umano, formato da circa un miliardo di neuroni in comunicazione tra l attraverso segnali elettrici.
E’ un dato importante nel dibattito che da decenni divide gli studiosi del linguaggio fra col che, come Noam Chom, sostengono che si basa su conoscenze innate e chi è convinto del contrario.

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