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Andrea e Steven: presente e futuro del calcio italiano!

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di Antonella Lamole e Nina Madonna - Andrea ha compiuto 43 anni, gli ultimi 8 trascorsi a vincere 14 trofei con la .

Sofando sulle candeline il desiderio dichiarato è la Champions, successo che gli manca e che gli permetterebbe di avvicinarsi a Boniperti e Chiusano, i più vincenti della storia bianconera, scelti da suo zio Gianni e suo padre Umberto per guidare la negli anni d’.

Entrambi a quota 16, entrambi con una Coppa dei Campioni in bacheca.

Sedici sono anche gli anni che separano Andrea da Steven Zhang.
Pure lui festeggerà il compleanno a dicembre, il 21. Ne farà 27!
E se è presidente da poco più di 8 anni, Zhang lo è da poco più di un mese: sarà dunque il suo primo derby d’Italia da numero 1 nerazzurro.

e Zhang sono l’incarnazione di due caratteristiche peculiari dei club, richiamate anche dai l nomi.
Ma per un gioco di scambio di ruoli abbiamo voluto invertirle.

Andrea è il simbolo dell’internazionalità italiana, soprat per quello che rappresenta: la grande industria inter con la svolta americana nel 2011 del marchio at, simbolo degli asset della famiglia .

Ma inter è anche il suo prolo. A 27 anni, cioè all’età del suo collega, faceva esperienza alla Philip Morris International.

Steven Zhang invece incarna meglio di chiunque il concetto di gioventù: il più giovane presidente della serie A, il più giovane della storia dell’Inter, considerato dalla rivista Fortune uno degli imprenditori under 40 più influenti al mondo.
La sua formazione è a stelle e strisce nel settore degli investimenti bancari.

e Zhang sono entrambi eredi di una dinastia.
Lunghissima quella degli , meno quella Zhang.

La famiglia di Torino è nella dal 1923, gli Zhang nell’Inter dal 2016. Andrea è il quarto alla guida della società, Zhang ufcialmente è il primo.

Se la at è presente in Cina dal 1986, il Suning Group è sbarcato in Italia quest’anno con un ufcio commerciale che si occuperà di espandere i vari del gruppo in , soprat la ricerca di prodotti di qualità da introdurre nel mercato cinese.

Le competenze in maniera di nanza non mancano ai due giovani, internazionali, . Dunque sanno decifrare, e lo hanno già fatto anche blicamente nel caso di , i dati relativi all’ultimo o della stagione 2017-2018 che raccontano un’inversione di tendenza: l’Inter cresce ed è in rimonta sulla , in leggero calo.

Il club bianconero continua a fatturare di più, 502 milioni di euro, ma il 10% in meno rispetto alla stagione precedente, che però era da record dunque difcilmente eguagliabile, con 562 milioni di incassi e un utile di 42 milioni.
Nell’ultimo anno invece la perdita è stata di 19 milioni a causa di minor ricavi. Forse per questo in casa Juve si è reso necessario, più che limitare i costi, investire per generare ricavi, vedi l’investimento per eccellenza: Cristiano Ronaldo.

L’Inter invece è stata brava a perdere solo 17 milioni di euro: valore più basso dalla stagione 2002-2003 e a fatturare complessivamente 347 milioni (288 sono ricavi puri al netto dei trasferimenti dei giocatori).
Una cifra che ha segnato il nuovo record, permettendo all’Inter attuale di battere addirittura quella del Triplete ferma a 323 milioni.
E senza Champions: infatti il gap di crescita a ne stagione potrebbe ulteriormente ridursi.

Accanto al o stagionale economico c’è quello sportivo. Il confronto degli ultimi sette anni non è sostenibile per l’Inter, ma se si estende alla storia del club la musica cambia, specie se la musica è quella della Champions. La partita del palmares si è giocata soprat fra il 2008 e il 2009, alimentata dalla polemica a distanza fra Mourinho e Ranieri, colpito dall’anatema portoghese degli zeru tituli e allora confrontandoli emerge che in una voce la è davvero ancora a quota “zeru”: il tanto sospirato triplete. L’Inter è l’unica società italiana ad averlo centrato. Se in Italia la ha vinto di più, fuori dai nostri conni l’Inter continua ad essere inseguita dai bianconeri grazie alla terza Champions alzata nel 2010, il desiderio che forse esprimerà davanti a 43 candeline.

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