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Ancelotti: 3 punti pesanti, ma ha vinto il sarrismo!

Soccer: Serie A; Lazio-Napoli

di Paolo Paoletti - Ha vinto il sarrismo anche con Ancelotti in panchina. Carlo non si discute, ma la verità dell’Olimpico è questa!

Una vittoria importantissima per l’ambiente e la convinzione, in una sfida tra le due società di alta classifica che hanno fatto meno sul .
Un 2-1 giusto e troppo sofferto dal Napoli nella prima mezz’ora.

Bene ha fatto Ancelotti a schierare gli stessi dell’ex allenatore.
Ha vinto, infatti, la squadra di Sarri anche nel gioco sopratutto quando ha dovuto riprendere in mano la gara, recuperare, rimone.

Rimasti in panchina circa 90 milioni, sopratutto Fabian Ruiz e Verde.
Ma un Callejon non può rese fuori ed è già tanto alternare e Milik.

La prima è andata bene a Carletto sopratutto per questa scelta: Milik ha segnato il pari, aveva giù segnato l’1-1 annullato giustamente per fallo stupido di Koulibaly su Radu in aera di rigore.

Certo il palo di Acerbi a 2 minuti dalla fine del recupero è una conferma dello stellone che accompagna gli azzurri.

Mentre preoccupano seriamente le incertezze difensive come nell’occasione del vantaggio siglato da che uccella 3 avversari in area di rigore lasciando incredibilmente di stucco Koulibaly e Albiol!

Napoli da rivedere, pessima. La differenza era enorme ed è rimasta: lo scorso anno finì con 19 punti di vantaggio: Napoli 91, 72… una distanza che non può anche regalare De Vrji e Felipe Anderson!

Il peggio del Napoli è stata la lentezza con cui si muoveva la palla nella prima mezz’ora. L’orgoglio e le rimembranze di 3 anni fantastici hanno ridato vita agli azzurri. L’ombra più grande resta che ricomincia come aveva finito: sostituito al 70′ Marek ormai non ha più 60′! Mentre di Allan, ottimo, non ci si può stupire.

Ancelotti ha tanto da fare. Bisogna avere fiducia nella sua esperienza. Ma bisogna decidere subito se cambiare o insistere sul sarrismo.
Carletto ovviamente teneva molto a tornare in con una vittoria dopo 9 anni all’estero. Ma sono i canoni, la visone che divide Ancelotti e Sarri su cui bisogna riflettere.

Ancelotti imposta la difesa che punta l’avversario e non la palla. Una baricentro molto più basso ed una fase offensiva di profondità che ha bisogno di spazio e incisività.
Vedremo.

Carletto dice: “Torno ad allenare in dopo nove anni di assenza, sono molto emozionato. Contento di essere qui e molto felice di essere tornato. Molte cose sono cambiate e la tragedia che ha colpito Genova ha avuto ripercussioni sull’umore di tutta . Questa tifoseria attende da tempo di vincere siamo qui per questo, per lavorare e fare in modo di dare l soddisne. Ho scelto Napoli per fare una nuova esperienza, completamente diversa dalle precedenti per vivere in una tà totalmente differente: la calma di Parigi e Londra, contro la passione e l’entusiasmo di questa piazza. Vincere aiuta a vincere e io ricordo le vittorie e non le delusioni, anche se l’animo umano tiene addosso più le delusioni”.

NOTE. Infilato al 25′ da meraviglioso, con colpo di tacco a liberarsi di tre difensori azzurri prima di battere Karnezis con un sinistro a girare – il Napoli rimonta con Milik (47′, tocco da due passi su assist di Callejon) e Insigne (59′, destro sotto il sette) per 3 punti già pesantissimi.

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