Possibile mai che il calcio italiano non ne faccia mai una dritta? Doveva essere il giorno dei programmi di Giovanni Malagò e Adriano Galliani che il 14 dicembre si sfideranno per la presidenza della federazione Italiana Giuoco Calcio. Ma sullo sfondo il ‘caso Genoa’, che aveva garantito con il suo presidente il supporto a Malagò, ma inizialmente attraverso il suo Ad aveva dato il proprio sostegno a Galliani (poi revocato).
La questione, in modo ridicolo, verrà affrontata e decisa entro 10 giorni da una commissione, nominata dallo stesso Malagò, nel suo ruolo di commissario Figc: quale firma sarà ritenuta valida? Una decisione che per Malagò significa conferma di candidatura, per Galliani 1 voto in più!
La corsa elettorale è iniziata: Malagò da una parte, Galliani dall’altra. Sul tavolo i programmi ma sopratutto ancora storie di ordinaria follia!
Il programma di Malagò
Malagò mette in luce ciò che è già stato fatto o avviato rispetto al precedente, nell’introduzione ad esempio di un direttore tecnico per la Nazionale e di ruoli dedicati alla direzione tecnica delle giovanili piuttosto che l’accelerazione del percorso finalizzato all’organizzazione di Euro 2032. Investimenti nei vivai, nuova fiscalità, sostenibilità, rimangono essenziali.
Il programma di Galliani
“Uno sprint di due anni” è il titolo scelto da Galliani, che mette in evidenza il poco tempo a disposizione – 2 anni di mandato – e la conseguente priorità di andare oltre le spaccature e mettersi a lavorare tutti nella stessa direzione, compreso il Governo. E il supporto della politica nei suoi confronti non sarebbe in discussione. Sono 18 i punti, con attenzione specifica alle singole componenti: sviluppo delle Under 23, incentivi ai club che utilizzano giovani cresciuti nei vivai, utilizzo di tecnici qualificati fin dalle categorie 5-12 anni, rafforzamento della ‘Riforma Zola’. Anche qui la sostenibilità del calcio è centrale: favorire bilanci più equilibrati, ridurre il peso fiscale e sviluppare nuove fonti di ricavo commerciali anche attraverso la modernizzazione degli stadi.
Caso Genoa
Al momento i programmi sono in secondo piano rispetto ad un’altra vicenda, che potrebbe rivelarsi decisiva. E’ la storia di una firma, quella del Genoa, che potrebbe diventare ago della bilancia. Il club ligure, come noto, ha garantito con il suo presidente il supporto a Malagò, ma inizialmente attraverso il suo Ad aveva dato il proprio sostegno a Galliani: firma poi revocata con diffida, ma presentata comunque dal senatore di Forza Italia, che dalla sua ha già il 30% garantito da allenatori e calciatori.
Sarà la commissione nominata dallo stesso Malagò in qualità di commissario straordinario della Figc, a dover stabilire entro 10 giorni quale firma vale o se le due si annullano.
Per Malagò, che in 4 mesi ha perso 8 club di A (tra questi Inter, Milan e Juventus) Genoa significa la possibilità di portare avanti la candidatura, per Galliani un voto in più. In ogni caso, eventuali ricorsi e controricorsi non inciderebbero sulla data del 14 dicembre fissata per le elezioni.
Decisivi i confronti con le Leghe di B, Lega Pro e Dilettanti, che non si sono sbilanciate.
Un grande manager sportivo e un grande dirigente del calcio. Due candidati e un ennesimo caso da risolvere.