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ADL spara su Lori: un capitano guida alle vittorie!

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di Carmen Castiglia - Fabio Capello in tivvù lo ha denito insipido… De Laurentis da Madrid, vetrina dello scontro politico tra ‘piccoli e grandi’ club per i format delle Coppe Uefa, spara su Lorenzo

non aspetta un incontro con me e nemmeno un rinnovo, al massimo un prolungamento. Se vuole rimanere a vita allora ce lo dice e noi facciamo un’eventuale discussione su come tenerlo a vita e farlo diventare un simbolo del Napoli, anche se già lo è vista la sua tà”.

“È napoletano, quindi come napoletano ha tutte le credenziali per essere capitano. Queste però sono cose che bisogna desiderare, volere e attuarle facendo anche presa sullo spogliatoio. Un vero capitano non è solo quello che porta il gagliardetto o la fascia; è anche quello che sa parlare alla squadra e sa come convincerla a poter raggiungere determinati traguardi”.

Traguardi che non sono stati raggiunti, anche se De Laurentis si dice soddisfatto della stagione: “Sono soddisfattissimo. Non bisogna mai dimenticarsi che Ronaldo è quel plus inimmaginabile e che la Juventus aveva una continuità di allenatore, noi avendolo cambiato è come se avessimo ricominciato da capo. Siamo a 10 punti dall’Inter, 14 dal Milan e 15 sulla Roma e le milanesi fatturano molto più del Napoli.

E il Ronaldo della panchina? Ancelotti era stato presentato così ai , invece adesso si dipinge come un tecnico che doveva aggiornarsi sul calcio no, non conosceva Napoli, non poteva essere il valore aggiunto di una squadra capace di conquistare 91 punti! Tutte bugie, sapendo di mentire…

“Il voto di Ancelotti? Otto. Perché è arrivato in un sto che non conosceva, in un calcio no completamente diverso da ciò che aveva frequentato negli anni, quindi chapeau, va benissimo così”.

Poi mercato…
“Trippier e Lozano? Di nomi ne aiamo tantissimi sul taccuino, ma è più importante curare il mercato in uscita, perché l’anno scorso aiamo dovuto sistemare giocatori importanti al e ad altri club. Non possiamo comprarne altri per farli giocare altrove”.

Inne la Superlega: “Io sono dell’avviso che sia la League che l’Europa League hanno fatto il l corso, ma non è che con una manciata di in più si acntano gli altri club, perché così facendo non acnti la crescita del calcio”.

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