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ADL-Sarri, assurdo! Zitti e pedalare…

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l Real ha vinto 3-1, eppure non è stato un grande Real: non travolgente, non irresistibile tranne che nel – effettivamente fantastico – di Casemiro. Per questo il parte da Madrid con un rimpianto enorme: non avere giocato – nella notte più importante – la sua migliore partita, anzi avere disputato una delle sue gare peggiori per precisione nei passaggi, per qualità nel palleggio, per attenzione nei disimpegni. Se dovessimo definirla in poche parole, la chiameremmo mancanza di serenità: il miedo escenico del Bernabeu ha avuto effetto sugli azzurri, che hanno sprecato un’occasione straordinaria, quella di affrontare il con un risultato decisamente migliore rispetto a questo. Ciò detto, bisogna anche tenere presente che il aveva davanti la squadra campione d’Europa e del mondo, una da guerra. Insomma: non può diventare una tragedia una sconfitta per 3-1 sul campo del Real.

Invece De Laurentiis, con un’uscita assolutamente sorprendente e fuori luogo, ha messo sul banco degli imputati non solo la squadra (tranne ) ma anche e soprat Sarri. Gli ha rimproverato, addirittura, l’impiego di Mertens in un ruolo che non è il suo, quello di centravanti: ma com’è possibile, se il belga è stato uno dei grandi protagonisti del calcio no e internazionale negli ultimi mesi proprio in quella posizione? La sensazione, e anche qualcosa in più di una sensazione, è che il presidente sia furibondo per il mancato impiego di Pavoletti, che a lui è costato 15 milioni e che a Madrid è scivolato addirittura in tribuna (in panchina è andato Milik). In tutta franchezza, e con profondo rispetto nei confronti dell’ex genoano, diventa complicato pensare che il problema del a Madrid sia stata la sua esclusione dall’elenco dei 18.

Sarri a sta facendo un lavoro fenomenale, da fuoriclasse: gli azzurri giocano il miglior calcio del nostro campionato, e forse addirittura d’Europa, e i risultati finora sono stati positivi (vanno messe a o anche la vittoria nel girone eliminatorio di Champions e la qualificazione alla semifinale di Coppa ). Mettere in discussione per una sconfitta – peraltro onorevole – contro il , è una clamorosa esagerazione. Una sparata in perfetto stile De Laurentiis, di cui spesso abbiamo elogiato le strategie societarie ma che a volte sceglie strade ai confini con il masochismo.

Il violento attacco alla squadra e soprat a Sarri apre una grande incognita sulla stagione del e sul futuro stesso dell’allenatore. D’ora in avanti, può accadere. E una situazione che sembrava inattaccabile e positiva, la base di un progetto eccezionale, viene improvvisamente minata proprio dal proprietario del . Una follia. Così come ci ha colpito il paragone – più volte proposto – tra Sarri e , uno che De Laurentiis non ha mai dimostrato di rimpiangere.

Da Madrid torna un altro . Non meno forte in campo, ma molto meno compatto al proprio interno. E con tanti punti interrogativi sul proprio futuro.

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