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ADL non è sàtrapo e non gestisce con giustizia!

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di Paolo Paoletti - Su ‘Italia Oggi’, Riccardo Ruggeri analizza l’operato dei presidenti di Serie A e dà un giudizio anche su Aurelio .

Scrive… “La modalità managerialmente corretta è quella adottata al Napoli da Aurelio . Il presidente di una squadra di si deve comportare da satrapo mascherato dal mente corretto (modello Harvey Weinstein prima maniera), come hanno sempre fatto i produttori di film. Visto che i quattrini sono suoi, tutti i poteri a lui, che gestisce con di ferro personaggi «viziati» per definizione, come gli attori e i registi, ergo i calciatori. I supermanager? Inutili, basta un buon ragioniere. Punto”.

Al gentile Riccardo Ruggeri bisogna stare una definizione inadeguata e falsa nel caso di .

Da Treccani – ‘sàtrapo’, Governatore di una satrapia, cioè di una delle circoscrizioni amministrative e militari in cui re Dario I divise alla fine del 6° sec. a.C. l’Impero persiano.

Da Wikipedia – L’istituzione delle satrapie, izzate durante il regno di Ciro il Grande (558-529 a.C.), aveva lo scopo di suddividere amministrativamente le terre conquistate. I satrapi persiani coniarono in alcuni casi anche proprie monete lasciando incidere la propria immagine o il proprio nome.
L’idea corrente è che le immagini rappresentanti i satrapi non raffigurassero mente la persona in questione ma svolgessero la generica funzione di mostrare un comandante.

I satrapi erano scelti tra i nobili o gli appartenenti alla famiglia e, avevano il compito di amministrare la giustizia, di riscuotere i tributi e di reclutare le truppe per l’esercito del “Gran Re”.

Il loro operato era controllato annualmente da funzionari i itineranti, chiamati “gli occhi e le orecchie” del Gran Re.

Forniti di estesi poteri amministrativi, militari e giudiziari all’interno della propria provincia, di fatto i satrapi erano veri e propri principi vassalli.

In momenti particolarmente critici e soprattutto nelle regioni periferiche, essi tendevano a ottenere (e talora, come Mausolo di Caria, ottennero) una sempre maggiore autonomia dal potere centrale, giungendo non di rado all’aperta ribellione, come nel caso della rivolta, detta appunto “dei satrapi”, che negli anni intorno al 360 a.C. dilagò dall’Asia Minore all’Egitto.

Con Alessandro Magno e con i suoi successori, i satrapi conservarono i poteri civili, ma persero quelli militari”.

Devo aggiungere che nel linguaggio mporaneo è usato per definire colui che ostenta il suo potere economico e amministrativo nell’esercizio delle sue funzioni.

E’ evidente che non amministra la giustizia, se non quella personale, abusando del potere amministrativo (presidenza) che si è conferito.
La giustizia per una società di è perseguire il risultato ivo, non mente quello economico. Se il Napoli è 7° in classifica con 150 milioni cash in banca, non è gestito con giustizia.

non è un nobile del e non appartiene alla famiglia del football. E’ certamente un traditore, rivoluzionario, contro il potere costituito ma solo quando gli fa comodo, non per lo sviluppo e la crescita del movimento calcistico italiano.

Ne è prova il fatto che come veniva chiesto invece ai Sàtrapi, riscuote lauti tributi (diritti televisivi) ma non recluta truppe (calciatori) per l’esercito (Nazionale italiana) del Gran Re. Mettendo a disposizione (e mal volentieri) il solo Insigne!

Rifiuta il controllo istituzionale (occhi ed orecchie del Gran Re), ed esercita il suo potere civile (economico) ostentandolo oltre la e funzione di in-prenditore e rappresentante legale di un club ivo.
Recentemente ha dichiarato: “il non è un gioco ma una industria”. Falso. Non esiste industria nel mondo che abbia tanto seguito popolare, tifosi, interesse commerciale indiretto da cui derivano quasi tutti i proventi.

I club calcistici sono infatti aziende di diritto privato ma di enorme interesse blico dal quale derivano le risorse finanziarie per esistere e privilegi su cui nessuno può contare.

Se diritti televisivi, botteghino (biglietteria e ormai pochissimi abbonamenti) e commerciale (sponsorizzazioni) rappresentano oltre il 80% del fatturato della SSCNapoli è palese l’incapacità di fare prodotto, sfruttando ricchi incassi che derivano dal sentimento popolare (tifo a prescindere), la legge Melandri che suddivide gran parte dei diritti per bacino di utenza e quantità di tifosi (non opera sua), investimenti di privati (sponsor) sempre legati alla passione per il più che ad un e commerciale.

Caro Ruggeri, se volevi dire che usa metodi militari verso i suoi dipendenti, è questa l’unica verità.

Per fortuna Carlo Magno, pur essendo un illetterato comprese a fondo l’importanza della cultura nel governo, limitando i poteri dei sàtrapi e facendosi autore della più grande riforma culturale di tutti i tempi… in architettura, nelle arti filosofiche, nella letteratura, nella poesia.

Non cine-panettoni!

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