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Addio Gaetà, indimenticabile amico dei sogni giovanili!

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di Paolo Paoletti - Io l’ho conosciuto, anzi siamo cresciuti insieme.

Lui promessa del italiano, io 4 anni più grande del giornalismo, all’epoca cittadino.
Ci hanno diviso le carriere, gli anni, il destino.
Ma ho sempre ricordato Gaetanino, esempio di scugnizzo talentuoso e vincente.

Un sabato sera, lo incrociai a La Mela, night club – allora si diceva ancora così – alla moda, anzi snob della bene. Uu segno distintivo degli adolescenti rampanti. Come delle icone della nobile borghesia napoletana. Gaetano, origini umili, apparteneva ai primi. Io e la mia famiglia ai secondi.
Era facile intendersi, inseguendo il successo. Lui aveva conquistato Paoletta Vivaldi, una delle più corteggiate nelle comitive. E per Paoletta, quella notte aveva tradito, ‘scappando’ dal Paradiso, ritiro dei giocatori azzurri.

“Ma che ci fai qui a quest’ora?” Io giocavo amatoriale, dopo aver sognato e sfiorato il professionismo con la ‘Primavera’ di Gianni Di Marzio. Era lui, che il giorno dopo doveva giocare. Ed in , mica i campi polverosi dell’osciale.
Un’occhiata d’intesa e via, scomparve con Paola tra la folla sulla pista da ballo.

Era così Gaetano Musella, per amore sfidava ogni cosa. Ha sfidato la morte e stavolta ha perso.
Una amarezza insopportabile!

Il cadavere del 53enne Gaetano Musella, ex calciatore di , Bologna e Palermo, è stato scoperto nel primo pomeriggio sul promontorio di Caprazoppa tra Finale Ligure e Borgio Verezzi (Savona). A lanciare l’allarme è stato un turista tedesco che ha notato il corpo seminudo sul bordo dell’Aurelia. Si indaga per stabilire la causa del decesso. Non si esclude alcuna pista, dal malore all’omicidio, anche se non sono state trovate tracce di sangue.

Nell’area è stata trovata un’auto, presumibilmente di Musella: una Seicento blu.

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