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Resa dei conti: il business ha ucciso il calcio!

ITALY SOCCER SUPER LEAGUE

di Paolo Paoletti - Adesso si va addirittura sul personale! Ceferin dice: “ è una grandissima delusione, mai vista una persona così falsa!!!”

Incredibile, la baraonda suscitata dalla Superleague, sta dilaniando il mondo del calcio. Forse è un bene e sarebbe dovuto accadere prima. Se non è stato così è proprio per la falsità del Sistema. A cominciare da fa e Uefa. Adesso però, come sempre accade, le guerre ricompattano le fazioni ed è molto facile prevedere chi sta insieme e per quale motivo.

Tranne che per i calciatori impauriti e schiacciati da questa , di cui già hanno chiesto una immediata soluzione perchè il solo pensiero di giocarsi le Nazionali hanno fatto saltare i nervi a tutti gli assistiti. Già i calciatori, storto o morto l’unica fazione che potrebbe rimetterci le penne nonostante la legge Bosman!

I 12 club che hanno fondato la ‘Superleague’, sono tutti club ricchi. E spesso di proprietà straniere: sceicchi, russi, americani, cinesi. Cercano più soldi, sempre di più. A nessuno interessa che il calcio sia stato rovinato proprio dai soldi; ed infatti se siamo arrivati a questo punto è perchè sono i soldi a determinare i risultati, riducendo ad elementi risibili il talento, la competenza, la passione, l’identità.

Esempio lampante: Totti è stato l’ultimo dei Grandi a lasciare, dopo una carriera animata da un amore sfrenato per la e la città di . Poteva andare al Real Madrid, riutò. Francesco ha lasciato a giugno 2019, sembra passata un’eternità. E’ passata infatti una intera dimensione del calcio. Sempre più orientato allo sfrenato arricchimento, invece della ricerca del risultato sportivo.

Da che calcio è stato calcio hanno sempre vinto i calciatori ed i loro club, una squadra, un insieme di meriti. Oggi invece conta solo partecipare alla spartizione della ricchezza, poi vinca chichessia…

La Superleague addirittura azzera il risultato sportivo, perchè delle 20 squadre partecipanti, 15 sono e saranno sempre le stesse. Che vincano o perdano. Un carrozzone… un assurdo, un offesa allo sport. Ed appena 5 tra le 20, incluse con criteri meritocratici, ma a patto che non diano fastidio! Chi dice che Real, Barça o Atletì rappresentino il meglio della Liga in Europa? Perchè chi vince sul campo non dovrebbe essere premiato con la possibilità di battersi in campo internazionale?

E perchè solo i ric sono gli unti del Dio Palla?

In , quando il Leicester di vinse, con questa Superleague avrebbe dovuto rinunciare all’Europa? E perchè, per chi? Bene hanno fatto Bayern Monaco e Borussia Dortmund a prendere le distanze da questo obbrobrio. Una aberrazione che qualcuno dovrà fermare.

Mancini intanto trema: dopo aver ottenuto la riapertura dell’Olimpico per l’Europeo, adesso potrebbe vedersi sottratti i giocatori di Juve, Inter e Milan. Possibile? Possibile…

Ora tutto questo ragionamento però va riportato anche al solo . da anni rompe per un campionato che elimini le piccole. Una Superserie A che azzeri e resetti, imponendo la logica per cui non può e non deve vincere chi non fa ascolti, essendo un peso inutile. Uno schifo cui adesso tutti si ribellano perchè follia di larga scala. Uefa e fa non possono fare a meno di condannare e le federazioni calcistiche altrettanto perchè timorosi del delle nazionali. Ma anxche di vedersi slare dalla mani l’enorme della televisione.

Bisogna mettersi in testa che il calcio, benchè non sia più uno sport almeno da 40 anni, deve essere gestito come bene comune! In quanto le società sono si di diritto privato mettendo tantissimi soldi in tasca ai presidenti; ma è l’enorme interesse pubblico che muove e fa incassare ai ricchi-scemi 1 miliardo l’anno di diritti tv. Più che sopravalutati n quando esisteranno aziende che devono essere pompate per poi essere vendute o ottimizzate rispetto a costi irragionevoli e insopportabili.

Proprio come è accaduto a Sky che prima ha unito le consorelle in circuito internazionale, poi ha mollato il calcio rispetto ad offerte folli come quelle di DAZN che le esprime gli stessi scopi che spinse Murdoch in Italia anni fa!

Anni fa, molti più anni prima dell’esistenza di Sky, le società calcistiche erano senza scopo di lucro, si giocava tutti alla stessa ora, sempre di domenica e ascoltava ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ attendendo un tempo di una partita di serie A dopo 90°. Era il vero calcio, dove avevano un senso l’Ascoli di Rozzi, il Pisa di Anconetani, l’Avellino di Sibilia padre.

Nel 1965, il dì 29 giungo, la SSCNapoli diventò Società per Azioni prendendo questa denominazione. Che aveva ripudiato! Ma fu la legge 91 del 1981 con il secondo comma dell’art. 10 a cancellare l’ obbligo dei club a reinvestire gli utili realizzati “per il perseguimento ESCLUSIVO dell’attività sportiva”.

Sono quindi 40 anni che i padroni dei club si mettono in tasca gli utili e lo fanno come vera, a volte unica, mission delle società di calcio!

Con questo criterio, man mano, è scomparso l’interesse a vincere, lasciando come unico obiettivo il protto personale. E questa è la molla che ha fatto nascere la Superleague, lo stesso interesse che ha trovato nel calcio. Godendone come mai nella sua vita. Presidenti ricchi, scemi e ciechi, perchè senza il movimento di base, senza il pubblico, senza le Nazionali, senza la mutualità verso i campionati minori, il calcio dei ricchi non è niente. E nirà tra le macerie.

La Superleague, se veramente vedrà la luce, alla lunga ne esprimerà conferma!

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