PUBBLICITÀ

PUBBLICITÀ

Marquez, Sprint mondiale: a +10, vola verso il 10°. Melbourne può decidere tutto, Martin fratturato.

Era solo la Sprint, eppure resterà nella storia di questa stagione. La sensazione è che possa essere stata il momento che ha deciso tutto. Ovviamente, in una GP500 che ci ha già fatto vedere una serie infinita di colpi di scena, nulla è definitivo.

Ma da mettere in conto non c’è solo il risultato della gara, non c’è solo il trionfo di Marc Marquez, purtroppo c’è tutta l’incertezza su Jorge Martin, caduto e portato al Centro Medico.

I primi bollettini sono già sentenza, le rx fatte in circuito hanno confermato frattura al radio destro, con sospetta frattura anche dell’ulna.

Domani non correrà, difficilmente potrà farlo la prossima settimana in Malesia.

E allora Marquez si invola verso il decimo titolo. Lo fa grazie al successo, ottenuto con una straordinaria pole e poi dopo un gran duello con lo stesso Martin, fino alla sua caduta al giro 8. Mentre Marco Bezzecchi ha avuto difficoltà in qualifica, sull’asfalto bagnato, è partito solo 9°, ha fatto vedere di avere velocità e performance, tanto da risalire con una bella rimonta. Ma solo fino al quarto posto.

Così che sul podiolino con Marc sono andati il fratello Alex e Fabio Di Giannantonio, per la tripletta Ducati, ottenuta con tutte e tre le sue colorazioni. Mentre Pecco Bagnaia si è ritirato per mancanza di feeling con la moto.

E allora Marc Marquez che arrivava in Australia a -3 da Martin ora è a +10 da lui: ha 365 punti contro i 355 del pilota Aprilia. Il Bez è a 315, lontano, troppo lontano.

Marc soddisfatto dice: “Prima di tutto spero che Martin stia bene: E’ anche per l’interesse del campionato. Sapevo che avrei dovuto lottare con lui, che sarebbe arrivato, certo non mi aspettavo di trovarmelo davanti già al terzo giro”. Jorge infatti scattava dalla seconda fila.

Spiega: “È stata una lotta bella, pulita. Jorge era più veloce di me nell’ultima curva. Di solito sono forte in quel punto, oggi col vento faticavo. Era in gioco il titolo, con un altro non l’avremmo fatta così. Eravamo tutti e due al limite, in quel momento stavo guidando pulito per non consumare troppo la gomma anteriore”.

Triste ma sorridente, Martin. “Peccato per la caduta. Ora vediamo che esami fare. L’importante è non avere niente di grave, perché la caduta è stata molto pericolosa”.

altri articoli