Hanno mostrato una “assoluta disinvoltura ad improvvise azioni distruttive e di rara violenza” i giovani arrestati a Milano dopo la due giorni di devastazioni rischiano da 8 a 15 anni di carcere.
I grandi marchi abbassano le saracinesche, il personale annuncia le chiusure nei negozi del Lusso in via Montenapoleone e all’accesso di via Manzoni c’è una camionetta della polizia mentre un blindato presidia San Babila.
Hermès e Chanel hanno chiuso alle 14. La stesa cosa ha fatto Pomellato. Poco distante, in via Monti, Goyard ha lasciato un cartello all’ingresso: ‘date le manifestazioni, rimarremo chiusi’. Il quadrilatero della moda di Milano, dopo gli scontri del weekend, ha paura. ‘C’è un’aria di tensione’ dicono negozianti e commessi temendo un nuovo assalto.

“Non vogliamo ritrovarci con i danni che hanno subito gli altri: si parla di tantissimi soldi”. In via Torino, il titolare di Rinascimento ha raccontato che i manifestanti hanno colpito la vetrina con tavoli di ferro mentre lui cercava di mettere al riparo clienti e commesse. Ha riferito che, nel giro di poco, la vetrina è stata sfondata e alcune persone sono entrate nel negozio. Il clima è di agitazione e preoccupazione. Un uomo al telefono racconta all’interlocutore: “È tutto chiuso, c’è la polizia, qui succede qualcosa”.
Tra le strade del quadrilatero della moda si aggirano anche turisti e passanti. “Siamo venuti per fare un giro ma abbiamo trovato tutto sbarrato – racconta un uomo che cammina lungo i marciapiedi presidiati – L’atmosfera è pesante, c’è troppa polizia e si respira un clima di attesa strano, come se dovesse succedere qualcosa da un momento all’altro”.
Al Sud invece la protesta degli autotrasportatori nega l’arrivo di cibo fresco: finiti pesce e merce fresca ma anche latte e farina sono in esaurimento nei supermercati. Al Nord il Luxury è vietato, al Sud non c’è più cibo da mangiare.
Questa è l’Italia della Meloni, il cui Governo si accinge a votare l’ottavo decreto sicurezza. Ridicolo. In 4 anni, la vita di tutti i giorni è peggiorata moltissimo: caro bollette, 10% in più di tasse in busta paga e pensioni, carburanti alle stelle, Sanità allo sbando, Scuola alla canna del gas (ma è certo che nelle aule non ci possa essere oltre il 30% di figli di immigrati). Straridicolo.
In Francia, dove la protesta sociale è una cosa seria nel DNA dei francesi, il popolo sa come ottenere ciò che chiede. In Italia la protesta ormai e delegata ai minorenni, aizzati da un 10% di infiltrati che inneggia alla violenza su tik-tok che andrebbe immediatamente vietato e chiuso.
Ma noi abbiamo Giorgia: una donna, una madre, una cristiana. Quella della ruberia delle accise, del Nobel a Trump, del 5% per armamenti, per la neutralitrà sul genocidio di Gaza e la faccia girata dall’altra parte sul mandato di cattura di Netanyau per crimini di guerra.
Uno schifo che si spera finirà presto. Quando massimo tra un anno, la ‘underdog’ dei fratelli e delle sorelle d’Italia, lascerà la poltrona per fare comunella col Vannacci di turno. Questa è l’Italia, cosa vogliamo dai giovani che hanno perso tutto al punto di rischiare la galera vera azzerando anche la pur minima speranza di futuro? Grave l’accusa dei giovanissimi: “E’ l’unico modo per farci sentire, anche noi abbiamo sogni, lo scontro si alzerà ancora”.