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I 100 anni del Cagliari: Riva profeta dell’unico scudetto!

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Una storia lunga cento anni che, a metà strada, è diventata . Al Cagliari piacciono le cifre tonde e la primavera: il 30 maggio 1920 nasceva, dalle “mani” del chirurgo Gaetano Fichera, il rossoblù; cinquant’anni dopo, il 12 aprile 1970, arrivava lo . Un secolo di vita: dai campi dello stallaggio Meloni a quelli, qualche decina di metri più indietro, dello stadio di via Pola, teatro del primo tentativo di raggiungere la Serie A naufragato in uno spareggio promozione perso con la Pro Patria nella stagione 1953/’54.

Una maledizione, quella degli spareggi: il Cagliari dei gemelli sardi del Virdis e Piras, perse il treno per la A nel 1976/’77. E retrocesse in B a Napoli, in una gara secca giocata vent’anni più tardi contro il Piacenza. Ma le fortune sono state sempre superiori alle sfortune. Una su tutte: l’acquisto di Gigi Riva nell’estate del ’63. Con lui – che in B esplose nel finale di campionato – il Cagliari conquistò per la prima volta la A. Una toccata e fuga, diceva la classifica di andata del campionato 1964/’65, con il Cagliari ultimo; e poi, invece, quella squadra finì sesta, alle spalle delle big. Sembrava l’apice, ma arrivarono nel 1968/’69 il platonico titolo di campione d’inverno e l’anno dopo lo vero. Battendo anche il record in difesa, con appena undici subiti: nessuno è più riuscito a fare meglio.

Era un Cagliari dei miracoli: per poco, sei undicesimi di quella squadra non riuscirono a vincere anche il , sconfitti solo in finale dal Brasile di Pelè. Il declino rossoblù iniziò dopo l’infortunio di Riva in Nazionale contro l’Austria. E nella stagione 1975/’76, con un altro infortunio di Rombo di tuono, il Cagliari precipitò addirittura in B. Riva, pur nelle figurine della Serie cadetta della stagione successiva, in campo non tornò più. L’addio, dopo qualche tiro in porta insieme ai bambini della sua scuola calcio nello sterrato delle Saline, lo diede nell’aprile del ’77.

Successivamente, per il Cagliari alterne vicende: il tra le big nel ’79 e la nuova retrocessione nell’83. Fino alla caduta in C. A salvare la società dal falento fu indirettamente Diego Armando . Piras segnò il che einò dalla ’86 la ntus e che consentì al Cagliari di giocare la semifinale con il Napoli del Pibe de : fu quell’incasso – ama ricordare Piras – a tenere finanziariamente a galla il sardo.

La rinascita si ebbe con Claudio Ranieri, l’era Cellino, il in Europa con Mazzone e Francescoli e la semifinale di Uefa con l’. Ancora alti in A e bassi in B. Sino al nella massima Serie con Gianfranco Zola, nel 2003/’04. Quindi, cinque anni fa, l’acquisto della società da parte di Tommaso Giulini e, qualche mese fa, di nuovo il profumo d’Europa.

Sabato la sorpresa potrebbe essere il suono delle sirene in porto, onore tributato di solito a Sant’Efisio, il santo protettore della Sardegna. Ma in tempi di cnavirus, la ricorrenza si celebrerà a distanza con i social in compagnia di tanti eroi della storia rossoblù: da Albertosi a Naingan.

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