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Voti del tris: Conte 10, Buffon e Pirlo 9. Ok Tevez-Llorente.

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di Antonella Lamole – Mai nel dopoguerra si era centrato il tris: 3 scudetti di fila. C’è riuscita la 2013-14 con una media altissima, grazie anche al grandissimo campionato della di Garcia.
Ma grazie soprattutto a , che in 3 anni ha trasformare la più mediocre della sua storia, nella record!
Ad Antonio va di diritto il 10 con lode.

I BIANCONERI:
BUFFON 9. A Firenze sul non irresistibile gol di Pepito , molti lo avrebbero rottamato. Gigi è tornato unico, superando il momento difficile con prestazioni da Buffon. Con Pirlo è il leader della . Lo sarà anche ai Mondiali brasiliani, specialmente se la sua vita privata tornerà Sere-dova.

STORARI 6,5. Il Marco non si svaluta, mai. Anche se le sue apparizioni sono state limitate nell’arco di questo campionato. Solo 3 presenze da titolare, ma quando è stato chiamato in causa, non solo ha sostituito degnamente Buffon ma si è fatto trovare pronto. Decisiva e splendida la parata su Klose all’Olimpico contro la Lazio.

CACERES 6. L’uruguagio è difensore di sicurissimo affidamento. Lo ha ripetutamente dimostrato quando lo ha mandato in campo per sostituire l’acciaccato Barzagli. Impeccabile, mai una sbavatura, ha confermato nelle 15 partite giocate, 13 da titolare, di essere importante alla causa tricolore dei bianconeri.

BARZAGLI 7. Non è stata la sua miglior stagione per colpa degli infortuni che lo hanno spesso costretto in tribuna.Tuttavia, colui che Andrea Agnelli aveva definito due anni fa il miglior acquisto della ntus in quanto a qualità e prezzo (era costato 300.000 euro), non ha mai sbagliato partita quando lo ha mandato in campo.

BONUCCI 7. Non sarebbe del tutto un reato di “lesa maestà” chiamarlo Franz, nel ricordo del mitico Franz Beckenbauer, il Keiser, colui che partendo dal centro della difesa dava il la alla costruzione dell’azione della sua squadra. Bonucci, dimostrando carattere, tecnica e personalità, ha spesso fatto le veci di Von-Karajan-Pirlo, con l’aggiunta di un paio di golletti.

OGBONNA 6,5. L’ex granata, alla sua prima stagione sull’altra sponda del Po, ha alternato buone prove ad altre leggermente sottotono. E’ stato impiegato per meno della metà delle gare del torneo, e quindi ha avuto meno possibilità, rispetto ad altri, di far vedere in toto il suo valore. Ma nelle ultime partite ha dimostrato di essere in crescita.

CHIELLINI 7. E’ in assoluto il boss del pacchetto difensivo bianconero. La ruspa che con grinta, determinazione, possanza, allontana i pericoli dall’area di rigore. Un ciclone inarrestabile quando avanza verso l’altra area di rigore, quella avversaria. Dominatore nel gioco aereo, come dimostrano anche i 3 gol realizzati. E pensare che pure lui ha dovuto spesso dare forfait per infortunio.

LICHTSTEINER 7,5. Non ha saputo ripetere in quanto a presenze le due stagioni precedenti. Colpa dell’infortunio patito contro il Galatasaray che lo ha costretto a saltare diverse gare. Tuttavia ha contribuito alla sua maniera, con la solita spinta sulla sua corsia preferenziale e pure con un paio di gol, alla causa tricolore della Signora.

ISLA 6. Il cileno aveva iniziato timidamente, quasi in punta di piedi, chiuso là, dove si trova più a suo agio, da Lichtsteiner. Partita dopo partita – solo 9 volte è stato schierato da titolare – ha superato la timidezza iniziale, ma ha le potenzialità per fare sicuramente di più: per ritornare a essere devastante come ai tempi di Udine.

MARCHISIO 7. Stagione cominciata male per il Principino, costretto a star fuori 3 mesi dopo l’infortunio nella Supercoppa di Lega contro la Lazio. Piano piano ha ripreso ad essere se stesso nonostante le diminuite possibilità d’impiego in un centrocampo in cui ci solo 3 posti per 4 . Quando è stato schierato ha sempre detto la sua, alla sua maniera, da ntino dentro, firmando anche gol importanti come quello contro il Sassuolo.

VIDAL 8. Arturo è praticamente tutto. Difende, contrasta a centrocampo, si inserisce coi tempi giusti, fa gol a raffica (11 finora in campionato ), non è mai in affanno. Mentre gli altri arrancano, lui corre e sorride, facendo sembrare uno svago da week-end una partita tra professionisti. Se lo cercano club di mezza Europa, un motivo ci deve pur essere…

PIRLO 9. Si corre il rischio di essere banali, scontati e ripetitivi spendendo elogi nei confronti del Von Karajan bianconero. Il mondo o ha detto tutto quanto andava detto sul suo conto. In questo campionato forse – ma è questione di millimetri – non ha avuto la stessa continuità dei due precedenti: ma quando la ntus aveva il fiatone, ci ha pensato lui con le sue “benedette” punizioni a spegnere le speranze della .

POGBA 8. Il francesino dai capelli nero-oro è una certezza, non solo bianconera, ma del mondiale. E’ il presente e il futuro, giocatore universale, a tutto campo, fisicamente possente, abile palleggiatore, forte di testa e capace di segnare con colpi letali dalla distanza. E’ quarto nella classifica dei cannonieri ntini di questo campionato. E’ l’oggi, è il domani.

PELUSO 6. Ha fatto il suo, e pur giocando poco a causa di un infortunio, si è tolto pure la soddisne di andare in gol nel 4-0 dell’andata contro il Sassuolo: la sua stagione sarebbe stata sicuramente da sottolineare se non gli fosse stato annullato quell’altro gol regolare all’Olimpico in contro la .

PADOIN 6. E’ stato spesso chiamato in causa, arrivando a sfiorare le 20 presenze, di cui 6 da titolare. Continuità, regolarità e affidabilità lo contraddistinguono. E’ il classico jolly di centrocampo, anche se predilige le corsie esterne. , quando allenava l’Atalanta, l’aveva soprannominato “San Padoin l’onesto”.

ASAMOAH 7. Dovendo esprimere un giudizio sul campionato di questo giocatore, si rischia di farsi condizionare dalla facilità, quasi di stampo brasiliano, con cui riesce ad addomesticare anche i palloni apparentemente imbizzarriti. Corre, dribbla, segna pure, come testimoniano i due gol e di questi quello splendido contro la Fiorentina. Da mezzala a terzino, un’invenzione di .

TEVEZ 9 Nonostante fosse stato presentato come il classico acquisto-Top Player, non poche erano le perplessità sul suo conto, alla luce delle precedenti esperienze a Manchester. Invece l’Apache ha saputo dimostrare tutta la professionalità e il talento di cui la ntus necessitava, andando ben oltre in fatto di gol alle più rosee previsioni: con 19 reti è l’assoluto capocannoniere della squadra.

8 Il navarro ha faticato parecchio ad integrarsi negli ingranaggi del modulo di , a tal punto che dopo i primi mesi c’era chi ne prevedeva la cessione nel mercato di Gennaio. Lui ha saputo aspettare, la ntus ha saputo aspettare lui e alla fine si sono visti i risultati: 15 gol e tante sponde. Niente male per uno arrivato a costo “zero”.

GIOVINCO 6. A piace e non senza una valida ragione. Rapido negli spazi stretti, veloce, capace di fare pressing quasi da solo, spesso immarcabile, la Formica Atomica possiede tutte le qualità per poter spaccare la partita: come ha saputo fare ad Udine nel penultimo tappone di montagna prima del traguardo finale.

OSVALDO 5. Avrebbe potuto e soprattutto “dovuto” dare di più. Probabilmente si è giocato la possibilità di rimanere in bianconero anche in futuro, fornendo prestazioni appena al di sopra del minimo sindacale. Un campione che si è espresso sui livelli di un giocatore normale.

VUCINIC 5. Colui che era stato il miglior attaccante delle prime due stagioni, è stato purtroppo penalizzato in questo campionato dall’esplosione della coppia Tevez- e dalla grave distorsione al ginocchio che lo ha tenuto fermo un mese. Ha comunque lasciato il segno con un paio di gol.

QUAGLIARELLA 5. Solo 3 presenze da titolare, impreziosite comunque da 2 gol,in un campionato che lo ha visto troppo spesso ai margini del progetto bianconero. Quaglia ha tutto per essere un attaccante di valore. Gli è mancata la possibilità di dimostrarlo.

PEPE sv