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Voti Sesto: da Pipita a Buffon, eccellenze bianconere!

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Juve, meriti e voti. Dalle promesse del Pipita, a Cuadrado e Mandzukic… com’è lontano il tramonto di Buffon.
Bonucci leader della BBC, pur con quel fuori-programma fra lui e Allegri, e il genio di Dybala che si è aggiunto e tolto qualcosa, fermo restando un fenomeno necessario nei meccanismi di gioco juventini.
Il racconto di una stagione-scudetto, sesto dal 2012, mai accaduto nella storia del calcio italiano, passa dalla sequela di voti che raccontano una parte di questa avventura. Giudizi e opinioni, opinabili quanto basta e nessuna insufcienza. Ci mancherebbe!

ECCELLENZE…
8,5 – Poteva dare (fare) di più? Non è detto. Certo: partendo dai 36 azzurro-Napoli e dai 90 milioni-clausola, uno si fa idee stratosferiche. E dunque attese sovraesposte. Ma quel che ha fatto e fa il Pipita a casa-Juve, gioco, fatica, senso tattico e , basta e avanza per considerarlo un grande: calciatore e affare.
Dybala 8 – Può sembrare poco (troppo basso?) il voto al successore di Lionel . Paulo è il portento, si sa. Lo sarà sempre di più. E certi suoi frammenti di calcio sublime gli appartengono, esclusivi. Quest’anno si è sottoposto al sacricio: e nemmeno lui credeva di poterci riuscire. Meno presenza in zona-, più palloni giocati da un’area all’altra, quasi da regista a tutto campo, nel girotondo del 4-2-3-1 in cui ce n’è per tutti: gloria e sacricio. Gli è piaciuto e gli piace così. Ha acceso meno fuochi d’articio in zona-. Resta un fenomeno: fondamentale nella meccanica juventina.
Mandzukic 8 – Lo fa per vocazione, quel che gli ha chiesto Allegri: da terzino a uomo- scorrendo tutti e 100 i metri del campo. Lo fa per vocazione e un consumo energetico senza limiti. Sorprendente? Prima, nessuno glielo aveva chiesto. Dunque, bravo Max e magnico Mandzu che lo trovi sullo linea della porta di Buffon e anche davanti all’altra porta. L’ubiquità.
Buffon 8 – La costante dell’eccellenza e anche il difetto di un… pregio: che cosa dire di lui che non sia già stato detto e scritto? Appunto. Niente da aggiungere al fenomeno-Gigi. Ne riparleremo fra un anno, verso -si spera, in tema azzurro- il di Russia. O magari fra due settimane, verso quella Cardiff che…
Bonucci 7,5 – Perché mezzo punto in meno dei migliori? Beh, c’è stato quel pezzo -non pregiato- del caso Bonucci-Allegri che è parso il preludio a una stagione no: personale e collettiva. E’ durato poco, la scia che ne è rimasta vedremo se è davvero svanita, e comunque Leo era e resta sempre il più forte. Difensore italiano.
Cuadrado 7,5 – In tema di sorprese, la migliore e -aggiungiamo- la meno attesa. Il Cuadrado bravo solo a prendere palla, scappare e estraniarsi dal senso tattico e del collettivo è un elemento di vita calcistica che Allegri e la Juve hanno azzerato. Il colombiano, oggi, è il prototipo del calciatore completo: difende, attacca, fa e assist. Insieme a Mandzukic, è l’emblema della svolta-Juve di metà gennaio.
Alex Sandro 7,5 – Dei brasiliani che non sanno difendere com’è nello stile-Italia (e dunque bianconero) ci sono ampie tracce nel campionato. Sul conto di Alex, le perplessità sono durate mezza stagione, la prima juventina. Nell’anno-bis, Alex ha fatto sfoggio di una padronanza del ruolo come minimo da invidiare. E con i muscoli di Mandzukic a corredo, poi…
LE COLONNE PORTANTI
Pjanic 7,5 – Lo dice lui: Allegri e la Juve mi hanno cambiato. In meglio. Si è adattato a un nuovo modo di fare calcio, a metà campo: la vocazione offensivista è diventata un ingegno da spendere nelle due fasi: eccellendo in quella a lui -si pensava- meno adatta. Segno anche di una sua peculiarità: capire il calcio e come adatsi a nuovi copioni.
Dani Alves 7,5- All’inizio no. Non andava come voleva lui e come si aspettava la Juventus. L’inverno gli ha schiuso le porte e la primavera l’ha restituito al suo valore: compresa la “vendetta” consumata sui suoi amici blaugrana. E un nale di stagione come i migliori anni della sua vita (calcistica).
Chiellini 7 – Magari soffrendo, qualche acciacco che spunta e gli costa qualcosa (soste forzate), la fatica sul binario dell’anagrafe, 33 anni non sono tanti, ma la carriera è lunga tre lustri. Si è preso anche una laurea, per non farsi mancare niente. Uno più bravo di lui nella BBC ancora non c’è, comunque sia.
Khedira 7 – Appare poco, ma c’è sempre. Metronomo del centrocampo e intuitivo quanto basta per servirsi della zona-. In bianconero ha afnato il suo temperamento tattico, andando a impreziosire le sue capacità tecniche. Ha anche avuto meno patemi sici da smaltire.
Barzagli 6,5 – Nel la triade della BBC ha messo nel conto la soglia dei 36 anni: non sono uno spartiacque, ma quasi. Accettando tutto ciò che Allegri gli ha proposto e facendo la sua parte. Nel ruolo, ha pochi eguali. Della sua età, poi, nessuno lo vale. Neppure lontanamente.
L’ORO DELLA PANCHINA
Rugani 6,5 – Strappare una maglia da titolare, nelle retrovie, è un’impresa da titani. Al secondo anno di vita juventina ha messo da parte altre pagine del suo diario di apprendimento. Preparando -crediamo- la scalata all’anno che verrà. Le doti e lo spirito giusto non gli mancano. Deve avare pazienza. Ce l’ha.
Asamoah 6,5 – Chiamato in causa, non l’ha mai tradita: la causa. Sbagliando quasi niente. Da cinque anni alla Juve, ha raccolto tutto quel che poteva sognare.
Marchisio 6,5 – Si è dovuto sistemare nelle retrovie. E accontensi, Succede quando la sfortuna ti insegue e ti colpisce. Il lungo stop gli ha tolto il piacere di giocare quasi tutta la stagione. Tornare non è stato facile, e nel pieno della primavera è tornato per davvero. C’è un futuro davanti: se lo saprà godere.
Lemina 6 – Prometteva di più, non è detto che non le mantenga, le promesse. In una Juve di professori d’orchestra, il limite degli errori concessi ai è troppo vicino allo zero: difcile emergere se non si è fenomeni (vedi Dybala). Deve saper crescere.
Sturaro 6 – Il percorso di crescita, alla seconda stagione, si è un po’ inaridito. Può essere che ricominci, a patto che impari a rischiare qualcosa di più.
Pjaca 6 – L’infortunio, grave, gli ha cancellato gli ultimi due mesi. Un altro colpo della malasorte, a ottobre, gli aveva azzerato l’autunno. Sarà l’uomo in più del 2017-18.
Benatia 6 – Difcile approccio, malanni che lo hanno inseguito e tormentato tre volte, a settembre, novembre e a /aprile. Un po’ troppo.
Neto 6 – Farsi largo nel mondo-Buffon è pressoché impossibile. Farlo senza tremare non è semplice. E a parte un mezzo da brivido in contro il Napoli, Neto ha fatto il suo. Dovere. Vincendo da protagonista la nale di .
GLI ALTRI
Da rammene, nella corsa al sesto storico scudetto, la partecipazione di (10 presenze), poi ceduto a gennaio; quella di Evra (6 presenze), che ha salutato commosso, la giovane promessa Kean, ragazzo del futuro.