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Voti ai Campioni: Allegri. Buffon, Dybala i migliori!

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di Antonella Lamole - Il 10 e lode sarebbe anche poco per come la Juve ha vinto il Quinto, eguagliando l’impresa bianconera di 80 anni fa nel quinquennio tra il 1931 ed il ’35 e come il Grande dal 43′ al 49′.

Dopo le prime 10 partite con soli 12 punti e 14° posto, nessuno avrebbe scommesso 1 euro su questo trionfo, diventato possibile con 24 vittorie nelle ultime 25 partite!!!
Come si è sfogato Andrea Agnelli: “Tutti pronti a celebrare il nostro funerale. Invece… semplicemente abbiamo scritto la storia! Gruppo innito…”. Impossibile, infatti, vincere uno in 25 partite su 38!

La stagione si è trasformata in una marcia trionfale, in cui molti – sopratutti i vecchietti- hanno dato il meglio.
Allegri ha tenuto la barra a dritta, la società ha saputo sostenerlo nel momento difcile, il poker di difesa: Buffon-Bonucci-Barzagli-Chiellini ha ribadito che in Italia si vince non prendendo gol; Pogba ha meritato la 10 scelta quasi provocartoriamente ad inizio stagione; Dybala la sorpresa più inattesa: gli manca solo 1 gol per eguagliare il primo anno di Carlitos Tevez.

In questi uomini c’è l’essenza di un’impresa che passa alla storia del calcio italiano. E non solo!
I Voti.

ALLEGRI 9. Ha saputo gestire i tempi e i modi di utilizzo di tutto il gruppo, senza mai curarsi delle critiche e senza perdere il controllo della situazione, anche durante quell’inizio disastroso. Con un po’ di fortuna sarebbe andato avanti anche in Champions League.

BUFFON 9. Hai voglia a dire che il merito è tutto della difesa, però superare un record di imbattibilità nell’era in cui i portieri sono strapenalizzati dal regolamento è un’impresa da campione vero, mettendoci anche del suo in tante occasioni.

NETO 6. Un voto al coraggio, quello di aver scelto lo scomodo ruolo di vice Buffon. Accontentandosi di una presenza contro il Frosinone.

BONUCCI 8. Sempre più leader, sempre più convinto della propria forza e integrato nel mondo Juve. Non a caso ha attratto l’attenzione di grandi europei pronti a investire tantissimo su di lui. Il suo anticipo su Higuain in -Napoli un bel pezzo di .

CHIELLINI 7,5. Stagione pesantemente condizionata dagli infortuni che gli hanno impedito di esserci in alcuni momenti chiave. Ma quando è stato bene ha sempre fatto il suo.

RUGANI 6,5. Per un lungo pezzo di stagione è stato a guardare, perché Allegri ha provato a gestirlo in maniera da non “bruciarlo”. L’ultimo periodo invece l’ha visto entrare nei meccanismi con una sicurezza che conforta per il .

CACERES 6. Voto di stima per un giocatore che prima di bloccarsi per un grave infortunio ha sempre mantenuto la sua caratteristica di base, che è quella della duttilità e dell’adattabilità.

BARZAGLI 8. Passano gli anni, ma la classe è sempre quella. Mai un intervento fuori tempo, mai un fallo buttato via. L’età anagraca conta no a un certo punto quando c’è questa capacità di stare in campo.

AL SANDRO 7,5. E’ costato tantissimo e da lui ci si aspettava altrettanto. Ha fatto una buona stagione, ha messo in mezzo palloni importanti e si è integrato come doveva, ma se fosse costato meno meriterebbe mezzo voto in più forse.

EVRA 8. La personalità è il suo biglietto da visita. Nei momenti decisivi della stagione ha parlato da leader e si è comportato di conseguenza, dando un grande esempio a quelli che non avevano capito veramente il valore della maglia bianconera.

LICHTSTEINER 7,5. Non si può muovere alcun appunto a questo giocatore che se avesse il contachilometri probabilmente dovrebbe farselo truccare da quanto corre. Certo con il passare del tempo è sempre meno facile unire quantità a qualità. Ma tutti gli allenatori vorrebbero gente così.

LEMINA 7. Una piccola scommessa della società che l’ha preso in chiusura di mercato in prestito. Non sarà un fenomeno ma tutte le volte che è stato chiamato in causa ha risposto “presente”.

POGBA 9. Ogni tanto fa sorgere il dubbio: ma non si sarà mica reso conto davvero di quanto è forte? Sarebbe un male, perché farebbe scattare la presunzione. La prestazione successiva a questo tipo di dubbio è sempre stratosferica e allora è evidente che la Juve si trova in casa uno dei fuoriclasse del nuovo millennio. Con la speranza di poterlo tenere.

MARCHISIO 8,5. Ha la consapevolezza della sua forza, ha il dna juventino totalmente radicato dentro, ha fatto sia la mezzala sia il Pirlo no a quando il ginocchio non l’ha costretto a uno stop che si prevede molto lungo, grave perdita per la Juve e per la Nazionale.

KHEDIRA 8. Quando si ha la coccarda di campione del mondo cucita addosso, si creano delle aspettative che vanno rispettate. Il tedesco l’ha fatto no in fondo, dando un grandissimo spessore al centrocampo e dimostrandosi un grande leader in una squadra che ne è comunque ricca.

STURARO 7. Stagione di transizione dopo i primi mesi di adattamento. Impiegato per un numero non esagerato di partite, si è comunque fatto trovare sempre pronto quando è stato chiamato in causa.

PADOIN 7. Era diventato suo malgrado simbolo del mancato funzionamento bianconero iniziale, perché Allegri lo metteva in mezzo al campo forse per dimostrare di essere in difcoltà nelle scelte. Poi si è preso un po’ di spazio e alla ne ha anche fatto un gol che l’ha trasformato in idolo.

ASAMOAH 6,5. Martoriato dagli infortuni non è più riuscito a dare l’apporto che ai tempi di Conte l’aveva reso protagonista. Non ha più lo stra atletico di quei tempi ma si sa disimpegnare anche centrocampo.

PEREYRA 6. Ad Allegri garba molto quando sta bene. Il problema è che quest’anno le condizioni le ha vissute poco. Resta comunque una buona scelta per il .

HERNANES 6,5. Colpo dell’ultima ora nel mercato estivo, si è adattato a giocare in varie posizioni e pur non totalizzando un grande minutaggio ha dato il suo apporto di tecnica.

CUADRADO 7. Nel campionato italiano questo giocatore può fare la differenza e infatti ha risolto diverse situazioni. La sfortuna della è quella di non aver ssato un diritto di riscatto abbordabile, perché in questo modo Conte se lo vuole riprendere al Chelsea.

DYBALA 9,5. Merita mezzo voto più di chiunque altro perché un anno fa eravamo qui a chiederci se fosse il sostituto ideale di Tevez, se non fosse troppo pesante per lui la maglia numero 21 di Pirlo, se potesse adattarsi al clima di una grande squadra. Il primo anno bianconero è stato fantastico, gol segnati, movimenti giusti, tutto quello che un attaccante moderno deve saper fare.

MORATA 7,5. Qualche malumore per certe panchine, qualche cattivo pensiero soprattutto a metà stagione, però in linea di massima la stagione è stata positiva sia dal punto di vista dei gol sia da quello del lavoro per la squadra.

MANDZUKIC 8. Macchinoso in partenza, ha impiegato un po’ di tempo per capire bene l’Italia e il nostro modo di giocare. Poi si è messo in linea di galleggiamento, ha segnato gol importanti e ha mandato un messaggio chiaro anche a quelli che lo ritenevano poco bello da vedere: sull’utilità non ci sono dubbi.

ZAZA 7. Si è messo diligentemente in coda e si è tenuto dentro qualche malessere a un certo punto della stagione. Poi ha dato sfoggio di sicurezza nei propri mezzi e ha segnato con una media altissima, compreso il gol della svolta- contro il Napoli al .