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Villa Antonio svela il Napoli: tutto su Rejna!

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di Paolo Paoletti – Il Napoli si ritrova a Castelvolturno, sabato parte per Dimaro.
Al momento solo 2 novità: Valdifiori e Rejna. Darmian è sfumato, Allan non si chiude per l’impuntatura di Inler, Romagnoli è un sogno, che deve andarsene è stato il primo ad arrivare a Casa Napoli, Higuain e Insigne vivono tormenti… E Sarri ammette che il primo obiettivo è vincere lo scetticismo dei tifosi!

A Villa Antonio, osservatorio privilegiato delle vicende azzurre, invece è tutto chiaro!
“Rejna è tornato adesso e vedremo cosa farà. Fosse rimasto lo scorso anno, ora saremmo in Champions”: Antonio De Angelis fantastico padrone di casa del paradiso di fronte il Castello Aragonese di Ischia Ponte, non le manda a dire.
Lui portiere dell’Ischia Anni Sessanta, nella stagione 1969-70 stabilì il record di imbattibilità in campionato per 713 minuti. Che ancora resiste…

“Una squadra si fonda su pilastri, il primo è il portiere. Quando De Laurentis rifiutò il a Reja fu scritta la sentenza del . Oggi chi paga la responsabilità aver scelto un campionato con Rafael e Andujar?”

Antonio, oggi alleva portieri. ‘Ischia Soccer’, ha vinto il campionato giovanile con l’Ischia, giocando sotto quella bandiera con ragazzini di un altro vivaio.
Su tutti i portieri, sono i migliori per la categoria. Perchè per questo ruolo si è tagliati da piccoli.
“Comincio dallo spostamento laterale e la chiusura degli spazi all’attaccante. Piccoli passetti orizzontali e sulla bisettrice del tiro…se non hai questi fondamentali non puoi giocare in porta. Rafael non li ha, come è finito nel giro della nazionale brasiliana?”

De Angelis spiega: “Un portiere vale 7-8 punti a campionato. Para tutto il parabile e guida con autorevolezza la difesa. Oggi saremmo di nuovo in Champions. Invece sta al Real Madrid dopo un anno disastroso e il Napoli pena l’ennesima rifondazione. Sepe deve restare, perchè Rejna ha un’età e viene da infortunio lungo e serio. In quel ruolo non si può staccare mai, lo spagnolo non gioca da un anno”.

Preziose verità affidate al vento, Antonio anticipa il fantasma del prossimo anno: un Rejna a rischio è il primo pericolo per Sarri. Che ne ha già tanto di suo da risolvere: “Un allenatore esordiente a Napoli può anche funzionare se indovina tutto e protetto da una società forte. Il Napoli non ha una società, via dentro Giuntoli che cambia?”

Nulla, non è cambiato nulla. Perchè De Laurentis fa tutto ed il contrario, addossando colpe e responsabilità a chi è pagato per assumersele. Perfino si è stufato ed ora Sarri, vive una occasione irripetibile che parte già ad handicup…la piazza da riconquistare!

“Un po’ come ad Ischia. Vogliono Taglialatela presidente, ma qui alla partita siamo in 1000-1500, non di più. Anche se vinci…il pubblico vede la gara applaude o fischia e torna a casa. Tutto finisce lì. Con un presidente nell’edilizia vivemmo un boom perchè era un dare-avere, contributo di tanti ischitani per la squadra di in cambio di case a prezzi stracciati…”.
Cosa di cui Ischia ha sofferto per anni, abusivismo edilizio che ha stroncato l’Isola Verde più bella d’Italia!

“Con Dino Celentano ci eravamo illusi, si è ritrovato solo. Lui era innamorato di Ischia, ci veniva da bambino. L’ho visto crescere… bello, brillante, latin lover con la sua moto all’ultima moda. Era sempre da me al Medusa, stabilimento dei Vip: calciatori, giovani bene, belle donne. Una ferita al cuore la notizia della sua scomparsa”.
Gìà, Dino Celentano, l’uomo che lottò per Diego , volato lassù qualche giorno prima dell’anniversario che ogni anno ricorda ai napoletani come si vince nel pallone.
Cinque luglio 1894…”Napolitani sono molto contento di essere qui con voi…”.
Diego al San Paolo Parole cominciò l’epopea del Napoli, con quattro palleggi davanti a 70.000 persone. Ma De Laurentis che ne sa?

“Il Napoli ha avuto sempre grandi portieri. Da i a Zoff, che arrivò per Bandoni altro grande. Zoff è il prototipo del portierone: affidabile, serio, essenziale. Quando sei costretto a volare, vuol dire che hai sbagliato qualcosa prima. Oppure è un vezzo, come lo era per Luciano Castellini e Pino Taglialatela. Il Napoli ha vinto con Garella, un tipo alla Zoff ovviamente meno tecnico. Mentre Pino aveva grandissime doti atletiche e poca tecnica di base. Il figlio per fortuna è più portiere e promette bene”.

Non mente, Antonio De Angelis, mai. E il successo anche Villa Antonio, dove la cortesia trionfa.
Covo da sempre di tifosi competenti: rifugio frequentato da Sivori e Altafini e meta anche di Leo Messi, la scorsa estate, ancorato nella Baia della Villa Rossa sotto il Castello per la festa di Sant’Anna e il riposo che sana le ferite. Anche quelle di un perso in finale contro i tedeschi.

Da Antonio tutto è possibile, baluardo contro i tanti isolani della Juve e dell’ che pupullano sull’Isola.
Ma la Villa vince con il senso vero dello sport, tra una buona cena sulla splendide terrazze a mare ed un tuffo a mezzanotte, che molti fanno prima di andare a letto, nelle tante camere con vista.

L’estate da Antonio è appena comincia, quando le vacanze del sono già finite.
Allora Antò, stavolta che ci aspetta…?
Chiede Sandro Collina, promotore finanziario di successo e supertifoso azzurro “senza niente a che fare con l’arbitro”.
“Guagliù, è dura…fin quando non arriva un competente dietro la scrivania, il Napoli è destinato a soffrire.

Sandro si rabbuia e gira lo sguardo verso il mare, il rombo di un motoscafo da 12.000 euro per ogni pieno di benzina, richiama De Laurentis.
Il cinepresidente ne comprò uno uguale dal povero Franco Ambrosio, anche lui ad un passo dal Napoli post .
Chi va per questi mari…