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Vergogna Malagò: i tagli al calcio diventano taglietti!

malago

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di Paolo Paoletti – Invece di non commentare, Malagò spieghi questa ridicola retrcia sui tagli dei contributi alla Federcalcio!
Da 25 a 18 milioni, diventa un ‘taglietto’ che perde la sua prima e vera efficacia: dire agli sprechi del calcio, agli interessi privati dei presidenti, all’arroganza di un gruppo di che dietro Tavecchio usa soldi blici in dispregio dello sport di base, obbligo verso i cittadini!

Manca che i nuovi li paghino gli italiani e che la defiscalizzazione dei biglietti faccia aumentare le tasse. Malagò, come Renzi, ha perso!
Come hanno perso gli italiani ai quali sono stati sottratti 6 milioni di euro da destinare agli altri sport minori ma meglio ancora alla prartiuca sportiva di base che deve iniziare nelle scuole. !
Malagò, preferisce non commentare: “Tutto quello che dicono Tavecchio e Uva mi va bene”.

“Recupereremo una cifra consistente”. Soddisfatto e trionfante il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, al termine del confronto con il n.1 del , Giovanni Malagò. Due ore di confronto – a cui hanno preso parte anche il segretario generale del , Roberto Fabbricini, il vice segretario, Carlo Mornati, e il direttore generale della Federcalcio, Michele Uva – al termine del quale “la soluzione sembra vicina”, come dice lo stesso Uva. Il taglio ai contributi della federazione resta ma subirà uno sconto significativo: dagli iniziali 25 milioni (deliberati dalla Giunta ) poi scesi a 22,5, raschiando un po’ in materia di mutualità, Legge Melandri, e sul ‘tesoretto’ a disposizione del (per riequilibrare le posizioni delle federazioni maggiormente penalizzate dai nuovi criteri) si dovrebbe arrivare a un taglio finale di circa 18 milioni. “E’ stata individuata una soluzione di massima che potrebbe salvaguardare le reciproche esigenze di budget – recita il comunicato del -.Tale soluzione sarà portata all’attenzione della prossima Giunta del in programma il 18 novembre a e successivamente al Consiglio Federale della Figc del 20 novembre”.

E Tavecchio non nasconde la propria soddisfazione: “La soluzione la stiamo ancora costruendo ma c’è la disponibilità da entrambe le parti di trovare una soluzione finale, facendo un po’ di sacrifici e utilizzando delle risorse interne da ambo le parti per agevolare le pressanti richieste iniziali. Ci troviamo davanti a una soluzione iniziale dove ci tolgono il 30% di un impegno già previsto a bilancio, non è fa anche dal punto di vista di bilancio sistemarla. Noi chiediamo dei sacrifici da parte del e nostri per rientrare nei conti. Dobbiamo incorniciare la soluzione dal punto di vista giuridico perché è un’operazione insolita per i sistemi italiani”.

In mattinata il n.1 di via Allegri, all’assemblea elettiva della Dilettanti, aveva detto che sarebbe andato da Malagò come “ambasciatore” della federazione. “Cosa diranno le componenti? Bella domanda, già stasera avrò i primi riscontri”, assicura al termine del confronto. Nell’incontro con le componenti in programma mercoledì 12, infatti, dovrà tenere a bada i “falchi” della Figc, tra cui il presidente della , Mario Macalli che in mattinata aveva tuonato: “Se si pensa che qualcuno abbia chinato la testa ha l’impressione sbagliata. Questo atto può essere la fortuna delle nostre società perché qualcuno ha toccato qualche cosa che da anni bisognava tirare fuori”. Poco priva aveva annunciato il ricorso a giuristi e alla consulenza del professor Victor Uckmar, ex presidente della Covisoc, sulla legittimità o meno dell’uso del marchio del calcio per le scommesse: “Se le risposte corrispondono a quello che penso, abbiamo trovato la chiave per portare a casa i soldi che ci daranno un più tranquillo rispetto a quello che potevamo avere”. “Ricorre a Uckmar? Lo può fare, è presidente di Lega. Io sono presidente federale -aveva invece spiegato Tavecchio – Non sono in grado di dire se l’utilizzo dei marchi sia legittimo o illegittimo, io nella vita faccio economia non faccio giurisprudenza, ma è possibile, può essere la chiave di volta del discorso. Se fosse vero che l’utilizzo non è legittimo ce n’è per tutti”.

In serata, poi, l’intesa con il .

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