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Vergogna: Israele e Putin vanno cacciati dal Mondo!

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Ansa - Israele continuerà i suoi attacchi ad Hamas per neutralizzare i tunnel. E’ la decisione – secondo Haaretz – presa dal gabinetto di sicurezza di Israele al termine di una riunione durata 5 ore. Il gabinetto ha deciso che l’esercito potrà permettere altre tregue umaniie nelle zone dove non si combatte.

L’attacco israeliano alla scuola Onu a Gaza è un atto “ingiusticabile”: lo ha detto il segreio generale dell’Onu Ban Ki-moon, secondo quanto riportato dal suo vice Jan Eliasson.

I morti a Sajaya – secondo l’agenzia palestinese Maan – sono 17, mentre i sono saliti a 160. I colpi dell’artiglieria israeliana – hanno detto testimoni oculari citati dalla Maan – hanno centrato il della città. Tre soldati israeliani sono morti nel pomeriggio di oggi nel sud della Striscia, mentre altri 27 sono rimasti durante le ultime 24 ore nelle operazioni a Gaza. Lo ha detto il portavoce milie. Il totale dei milii morti sale così a 56.

Non appena alle 15.00 e’ cominciata la tregua umaniia di quattro ore, da Gaza sono partiti razzi verso Ashkelon, Ashdod e la costa. Lo dicono i media. Il sito web israeliano Ynet ha precisato che la sospensione delle ostilità riguarda solo alcune zone, e non la Striscia a.

L’agenzia dell’Onu per l’aiuto ai rifugiati palestinesi (Unwra) “condanna nei modi più fermi questa grave violazione del diritto nazionale da parte dell’esercito israeliano”: lo dichiara in un il capo dell’agenzia Pierre Krahenbuhl riferendosi al bombardamento di stamattina della scuola Onu.

Sei membri dello stesso clan familiare sono stati uccisi oggi da un colpo dell’artiglieria israeliana nel rione di Tufah, presso Gaza . Tre delle vittime sono bambini. Lo riferisce l’agenzia di stampa Maan.

Dalla mezzanotte scorsa sono 44 i palestinesi morti durante gli attacchi israeliani sulla Striscia. Lo riporta l’agenzia palestinese Maan. Secondo alcune fonti il totale dei morti sarebbe ora di circa 1260, oltre 200 sono bambini.

Il Vaticano muove la sua diplomazia per la ne delle ostilità a Gaza e la ricerca di una pacicazione. La Segreteria di Stato ha inviato alle ambasciate accreditate presso la Santa Sede una “Nota verbale” per richiamare i recenti appelli sul Medio Oriente rivolti dal Papa dopo gli ultimi Angelus. Lo riferisce Radio Vaticana.

“Israele ha esaurito l’opzione milie”. Parola dell’ex presidente Shimon Peres che ha osservato che lo Stato ebraico deve lavorare per fare in modo che Gaza sia posta di nuovo sotto il controllo dell’Anp di Abu Mazen. Parlando con i giornalisti, Peres ha osservato che la soluzione alla crisi di Gaza deve essere diplomatica.

Il Gabinetto di sicurezza israeliano e’ stata convocato dal Benyanim Netanyahu per oggi alle 14.00 locali (le 13.00 in ) per discutere la situazione con Gaza. Intanto i razzi continuano ad arrivare sulle zone sud di Israele, compresa Beer Sheva e Ashkelon. Uno di questi e’ stato cettato dall’Iron Dome nell’area di Ofakim. Le sirene di allarme sono risuonate anche ad Ashdod. Lo segnalano i media.

”Cinque cannonate” sono cadute nel perimetro della scuola dell’Unrwa (l’ente dell’Onu per i profughi) a Jabalya ed una di esse ha centrato una classe piena di sfollati. Lo ha affermato un portavoce dell’Unrwa, An Abu Hasna, secondo cui nella scuola ci sono ”circa 20 morti e diverse decine di , molti dei quali in modo grave”. ”L’esercito israeliano conosceva la ubicazione della scuola”, ha precisato. In un primo commento un portavoce milie israeliano ha detto che l’episodio e’ oggetto di una inchiesta, ma siccome i combattimenti sono ancora in corso non e’ stato ancora possibile avere dal terreno informazioni dettagliate. Ha aggiunto che e’ probabile che dalla scuola sia stato aperto il fuoco verso l’esercito. Ieri l’Unrwa ha reso noto che – per la terza volta in due settimane – in una delle sue scuole e’ stato scoperto un deposito di razzi dei gruppi armati palestinesi. ”Abbiamo denunciato il fatto al governo palestinese di riconciliazione nazionale – ha detto Abu Husna – che vedra’ il da farsi. Qull’episodio rappresenta una grave infrazione della nostra neutralita’ ”.

Nella notte 8 persone sono rimaste vittima di raid a Gaza, Khan Yunis, Rafah e Shati.

IL PUNTO SULLA GUERRA AL 29 LUGLIO (di Massimo Lomonaco)

Al 22esimo giorno di guerra e dopo una notte infernale di su Gaza con “almeno 100 morti” per un totale di quasi 1200, di cui circa 230 bambini, si torna a parlare della possibilità di una tregua umaniia. Una fonte milie israeliana ha rivelato che “sono stati raggiunti gli obiettivi afdati” all’esercito e che ora “la leadership politica deve decidere se andare ancora avanti o ritirarsi” dalla Striscia. Ad annunciare quella che poteva essere la svolta – mentre Gaza è al buio per i bombardamenti che hanno messo fuori uso l’unica centrale elettrica – è stato l’Olp per bocca di Yasser Abed Rabbo. Da Ramallah ha fatto sapere che le delegazioni delle fazioni palestinesi riunite al Cairo, con la mediazione egiziana e del leader Abu Mazen, avrebbero annunciato a breve una tregua umaniia di 24 ore (con disponibilità di estenderla no a 72 ore), accettata anche da Hamas, e senza nessuna precondizione per Israele. A breve stretto giro di posta tuttavia – come è già avvenuto altre volte nelle settimane scorse – Hamas da Gaza ha negato l’intesa.

“Prenderemo in considerazione un cessate il fuoco – ha detto il portavoce Sami Abu Zuhri – quando Israele si impegnerà a rispetlo a sua volta, con garanzie nazionali”. In serata Abed Rabbo ha confermato tuttavia che lo stesso Khaled Meshaal, capo in esilio di Hamas, ha “acconsentito alla proposta di cessate il fuoco avanzata dall’Autorità nazionale palestinese”. A chiudere lo spiraglio sono arrivate poi le parole del capo delle brigate Ezzedin al-Qassam, Mohammed Deif, alla radio e alla tv di Hamas: l’organizzazione non accetterà “nessun cessate-il-fuoco senza la ne dell’aggressione (milie israeliana) e senza l’eliminazione dell’assedio”. Che trattative serrate siano in corso al Cairo l’hanno rivelato anche altre fonti, secondo le quali però ancora l’intesa non è stata raggiunta. A premere per una tregua sono tornati anche oggi sia il segreio generale dell’Onu Ban Ki moon sia il capo della diplomazia Usa John Kerry. Il primo ha ammonito sulle “conseguenze devastanti” che avrebbero altri spostamenti di popolazione all’no della Striscia. Mentre Kerry ha detto che Israele vuole un cessate il fuoco che consenta di smantellare i tunnel, sottolineando di parlare con Netanyhau “due, tre, quattro volte al giorno”. Netanyahu, ha aggiunto, ha chiesto agli Stati Uniti di aiue a raggiungere una tregua. Parole che, rimbalzate in Israele, sembrano aver provocato una nuova frizione tra Kerry e Netanyahu . Fonti dell’ufcio del hanno negato che Netanyahu abbia chiesto agli Usa di muoversi per un cessate il fuoco umaniio a Gaza.

“E’ stato Kerry – hanno riferito le fonti ai media – a sollevare l’opzione per una tregua e non l’opposto”. Inoltre Netanyahu avrebbe detto al segreio di Stato Usa che l’operazione “è necessaria per proteggere i civili israeliani e per stoppare i tunnel”. La tv di stato israeliana ha anche reso noto il testo della telefonata dei giorni scorsi tra Barack Obama e lo stesso Netanyahu dal quale emergerebbe un tono piuttosto perentorio da parte del presidente Usa nei confronti dell’alleato, con la richiesta immediata di mettere ne all’escalation milie. Ma nell’attesa che lo scontro si fermi, sono le armi a continuare a parlare: la notte a Gaza è stata un diluvio di dopo la forte ripresa dei razzi di ieri e il tentativo di un commando di Hamas di inltrarsi nel sud di Israele. Ad essere colpita, tra gli altri obiettivi, è stata la centrale di Gaza, l’unica della Striscia, che brucia da ore e che lascerà al buio gli abitanti di Gaza in quelle poche zone dove ancora c’era elettricità. Gli sfollati sono circa 300mila e i forni sono stati presi di assalto. E Israele ha avvisato abitanti di altri rioni, specie nel nord della Striscia, di lasciare le case in vista di nuovi attacchi. Hamas – secondo la tv israeliana, ma da Gaza non ci sono conferme – avrebbe aperto il fuoco su un gruppo di palestinesi che due giorni fa a Beit Hanun, nel nord, “protestavano per le condizioni in cui erano venuti a trovarsi”.

Cinque persone sarebbero rimaste uccise, altre decine ferite. L’esercito israeliano – che ad oggi conta 53 soldati morti – ha scoperto, e ucciso, cinque “terroristi” che uscivano da un tunnel a Khuza nel nord della Striscia. Anche i razzi (2612 in tre settimane) sono arrivati nel sud dello Stato ebraico e in serata la Jihad islamica ha rivendicato il lancio verso la zona di Gerusalemme, a un passo dalla Cisgiordania. La notte scorsa tre razzi sono stati cettati sopra Tel Aviv. Continua intanto a salire il tragico bilancio di vite umane: mentre stasera almeno altri 13 palestinesi sono stati uccisi sotto i bombardamenti, gli ultimi dati dell’Ufcio per il Coordinamento degli Aiuti Umanii dell’Onu registrano, a ieri, 229 bambini rimasti uccisi.