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Vardy minacciato di morte, paga l’esonero di Ranieri!

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di Mary Bridge - E’ stato protagonista della fiaba che ha girato il mondo: il Leicester campione di Premier!
Adesso però gli si ritorce contro e Jamie Vardy ha denunciato di aver subito minacce di morte!
Perchè?
Fino al 23 febbraio scorso quando la società comunica l’esonero del tecnico no, Vardy era stato considerato un pupillo di King Claudio. Oggi il va rivisto alla luce di quanto sta accadendo…

MINACCE. Insulti, fischi e altro… per l’attaccante inglese. The Guardian scrive che Vardy ha dichiarato di essere stato gravemente minacciato insieme alla sua famiglia. “La storia è lì, sulla bocca di tutti e ognuno prende la versione che più preferisce sentendosi in diritto di minacciare te, la tua famiglia, i tuoi bambini…” ha detto l’attaccante. “Cerco di andare avante e sopportare, ma quando ti tagliano la strada più e più volte e in hai i tuoi figli diventa molto diffi non aver ”. “Il mio nome, io, sono stato considerato il motivo, o uno dei tanti, che ha portato all’esonero di , ma non è assolutamente così. L’incontro che poi ne ha visto il licenziamento è avvenuto subito dopo la gara col Siviglia mentre ero impegnato in un test anti-doping della durata di tre ore”.

MOTIVI. Ad aggravare la situazione di Vardy e dei suoi compagni considerati suoi complici è stato il tardare a postare un messaggio di solidarietà o di vicinanza nei confronti di chi li aveva guidati alla vittoria del la stagione precedente. “Non ho postato nulla subito perché è successo dopo la partita, ero tornato da Siviglia, sono tornato stanco, ho messo i bambini a letto e sono andato a dormire”. Il messaggio alla fine è arrivato “in ritardo perché non sapevo cosa dire; è diffi trovare le parole per una persona che è stata tanto importante. Anche se – ammette – è strano che i messaggi siano arrivati tutti dopo che i ne hanno sottolineato la mancanza”.

CONFERME. Dopo l’esonero di il Leicester, però, è tornato a volare vincendo quattro partite e passando il turno in qualificandosi ai quarti di League dove affronterà l’Atletico Madrid, risultati, questi, che avvalorano l’ipotesi di un ammutinamento dello spogliatoio ai danni dell’allenatore no. “Ho subito accuse e insulti in ogni da quel giorno, ma fa parte del gioco. Se non ho denunciato – conclude Vardy – è perché non ho prove certe e nessun filmato”.