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“Usciamo da un guerra”, gli effetti della recessione durata 6 anni!

Crisi: sciopero edili; Cgil, beffa il no a rinnovo contratto

di Nanà Tornese - “La profonda re, la seconda in 6 anni, è finita. I suoi effetti no”, l’avviso è del centro studi di Confindustria.
Parlare di ripresa è quindi “improprio e suona derisorio. Il Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte e”. Danni commisurabili solo con quelli di una guerra”.

L’impatto sulla crescita della Legge di Stabilità all’esame del Parlamento sarà “molto piccolo”, dello “0,1 o 0,2″ punti sul Pil del 2014. Lo indica il direttore del centro Studi di Confindustria, Luca Paolazzi. Poi, nel 2015 la manovra avrà “un effetto restrittivo della stessa entità di quello espansivo del 2014″.

STIPENDI FERMI, CRESCITA A MINIMI 1992. Dall’inizio della crisi (fine 2007) si sono persi 1 milione e 810 mila Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno). L’occupazione è rimasta ferma nella seconda metà del 2013 e ripartirà dal 2014. Si arresta così “l’emorragia occupazionale”: per l’anno pmo il Centro studi di Confindustria prevede un +0,1%, per il 2015 un +0,5%.

Il 2013 si chiuderà peggio delle attese stima il Csc che ha rivisto dal -1,6% al -1,8% le stime per il Pil. Resta invariata al +0,7% la previsione di crescita per il 2014. Mentre gli economisti di via dell’Astronomia nella prima stima sul 2015 prevedono una crescita dell’1,2%.

“Le persone a cui manca il lavoro, totalmente o parzialmente, sono 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Anche i poveri sono raddoppiati a 4,8 milioni”. E’ il o di sei anni di crisi. “Le famiglie hanno tagliato sette settimane di consumi, ossia 5.037 euro in media l’anno”.

Il centro studi di Confindustria prevede ”traiettorie economiche ad alta incertezza”, e affianca così alle previsioni sugli scenari economici anche “una simulazione che ingloba una evoluzione meno benigna”, nella quale “la debolezza dell’economia impone una manovra da un punto di Pil per rispettare gli impegni europei”. In questo scenario B, “il credit crunch si protrae nel 2015, l’aumento del commercio mondiale è più nuto, lo spread non si restringe”; ed “il risultato è che l’Italia si blocca nuovamente”.

Confindustria rivede in leggero rialzo il tasso di disoccupazione del 2013, dal 12,1% stimato a settembre al 12,2% indicato nelle previsioni diffuse oggi. Il tasso di disoccupazione comunque resta stabile oltre il 12% anche nel 2014 (12,3%) e nel 2015 (12,2%).

“Una occasione mancata”. Così il rapporto di Confindustria bolla la Legge di Stabilità all’esame del Parlamento. Secondo le quantificazioni del , evidenzia il rapporto, “comporterebbe un peggioramento dell’indebitamento netto nel 2014 per circa 2,6 miliardi, un miglioramento nel 2015 di 3,5 miliardi e nel 2016 di 7,3″ “Complessivamente si tratta di vento modesto sul 2014 che ritocca marginalmente il deficit: in termini di Pil si tratta di qualche decimale (0,2%). E “per il 2015 e 2016 la correzione del disavanzo coincide sostanzialmente con le dimensioni delle clausole di salvaguardia”. “L’vento principale proposto è quello sul cuneo fiscale – rilevano ancora gli economisti di via dell’Astronomia – ma le risorse stanziate non sono in grado di incidere significativamente”.