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Una notte, 30 anni fa: Diego, ciò che nessuno può rifare!

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di Paolo Paoletti - Da più parti si è aperto il cassetto dei ricordi: 29 giugno 1984, l’Ultima Notte che cambio per sempre il calcio no.
Il dopo una trattativa durata 50 giorni acquista Diego Maradona dal per 13 miliardi.
Mai un no aveva speso tanto, mai il aveva avuto il miglior giocatore del Mondo.
Diego lo era già e dopo 3 anni d’Azzurro, arrìvò il primo scudetto del , fatto storico per e il calcio tutto.
Perchè?

aveva accettato e vinto la sfida impossibile. Il Dg Antonio Juliano sostenuto dal Consigliere Dino Celentano tratto in segreto il giocatore che Ferlaino non voleva e per cui fece l’impossibile per raggiungerlo. Una città unita nella battaglia contro la Catalogna na, una delle regioni più ricche e potenti d’Europa. Italo Allodi il manager più illuminato che promise e mantenne la parola data: vincere! Dove non aveva mai vinto nessuno.
Trent’anni fa cominciò l’epopea più incredibile del nostro calcio, la lotta a , , , Roma: 2 scudetti, una Coppa Uefa, la dei record con 13 vittorie in 13 partite.
Quel resta un simbolo, oltre i successi, i titoli, i campioni.
E’ il simbolo di come si può e deve fare. Maradona è il più grande insegnamento che Allodi colse, normalizzando l’exploit dell’orio napoletano.
Italo mi disse: in 2 anni si può e deve vincere. Programmi e pianificazioni sono un falso: serve un coeso, un pubblico passionale, managemet competente e risoluto. Così bastano due anni per vincere. Così fu.

Il trentennale di Maradona resta di grande attualità, ben oltre i ricordi. E’ lezione viva, incancellabile, vademecum per chi vuole avere un rapporto serio con e i napoletani. Una lezione per De Laurentis. vuole vincere, non partecipare. Chiede titoli non piazzamenti. Serietà non .
Tante volte il prima di Diego aveva sfiorato il sogno. Tra mille ataviche difficoltà: colera, terremoto, disoccupazione, la questione meridionale.

Tanti ci avevano provato: Roberto Fiore con Sivori e Altafini, Juliano con Vinicio prima e Marchesi poi. Con Clerici, Savoldi, Klor e Dirceu…
Da Don Achille Lauro a Ferlaino, generazioni di e di napoletani.
Con Diego e Allodi, il sogno si compì. Ecco l’unicità dei fatti: vincere, non immaginarlo. Sfiorarlo.
Maradona trasformò la delusione in consapevolezza, il ciuccio di fichella in Pegaso, i si in ambasciatori di . Il in serbatoio della Nazionale, dove fino ad allora aveva trovato spazio solo Juliano e Dino Zoff.

Questa è la lezione per Aurelio De Laurentis. vuole, può, deve vincere. Il resto non conta.
Chi dice il contrario mente. Chi finge il traguardo ruba.
e i napoletani hanno già visto come si fa. E non dimenticano.

Grazie Diego per averci regalato questo grande tesoro.