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Una Lega di cialtroni: no al Grande Torino!

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di Paolo Paoletti - Dire no al Grande Torino è atto di rozzezza propria del attuale. Show-, vuoto… senz’anima! Come sono chi rappresenta i club: presidenti, Lega, Beretta controfigura di Agnelli e Galliani. All’assemblea di lunedi ha minacciato tutti di denuncia. Non c’entra il rinvio di Chievo-Torino, segno di gratitudine doveroso verso chi ha fatto del un mito.
Domenica 4 maggio cade l’anniversario del Grande Torino ed i Caduti di Superga. Eroi dimenticati che il di oggi non merita.
Bacigalupo, Ballarin, Maroso; Grezar, Rigamonti, Castigliano; Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola è il Torino 1948-49, grande, grandissimo. L’ultimo. Squadra immortale che ha offerto fino a 10 giocatori su undici alla .
Quel Toro è il simbolo di rivincita dell’Italia del Dopoguerra anche nel . La speranza dopo la catastrofe della Grande Guerra.
Il Grande Torino appartiene a tutti noi, fili e non. E’ la storia del mondiale, ovunque onorato. E celebrato ogni anno e per sempre dai tifosi del Benfica che non dimenticheranno quel viaggio in Portogallo di Valentino Mazzola e compagni che volarono fin lì per omaggiare un campione portoghese che lasciava.
Lasciarono anche loro, non solo il sudore sul campo, ma la vita. Che non era più soltanto la loro vita.
Nella sciagura di Superga, nell’urlo del botto dell’aereo schiantatosi sulla collina, morì un pezzo d’Italia: l’emozione, il coraggio, il talento di quei granata diventati leggenda.
Lunedi in lega si dissertava sul conbtratto Infront per i diritti tv. E l’unica cosa che i presidenti hanno ricordato è il limite di 1 miliardo da superare per confermare l’advisor.
Sul Grande Torino, Beretta ha : “Lo spostamento di Chievo-Torino avrebbe comportato un disallineamento fra squadre in lotta per le coppe o la salvezza, ma garantisco la vicinanza della Lega ai tifosi del Torino”.
Disallineamento…
Che parolaccia. Degna di questi cialtroni affaristi ben rappresentati da un dirigente di banca.
IL in Italia è destinato a morire. E’ già morto. Tra lotte intestine, interessi personali, specuni sul movimento calcistico ed i , la guerra alla . Sì, il italiano è contro chi rappresenta l’Italia e quindi non poteva che essere contro il dovere di celebrare il sentimento stesso del incarnato dai Granata del ’48-’49.
La richiesta del popolo granata è stata respinta per ‘disallineamento’.
Al Bentegodi prima di Chievo-Torino si osserverà1 minuto di silenzio e le due squadre indosseranno il lutto al braccio.
Beretta e Lega, disonorate il . TEVI!!!!!!!

PS. Il retroscena riguarda il bellissimo striscione di omaggio esposto giovedì dalla curva delle Águias: “4 maggio 1949, Lisboa non dimentica: onore al Grande Torino”. Il Benfica aveva chiesto all’ di ricordare Mazzola e compagni. Per la non c’erano problemi, sempre che la non avesse nulla in contrario.
A Lisbona Record pubblica che i bianconeri si sarebbero opposti, nello sconcerto portoghese.

I Diabos Vermelhos della curva lusitana avrebbero deciso di esporre comunque l’omaggio del Benfica al Grande Torino per la gioia della curva granata che domenica contro l’Usdinese aveva ringraziato con un “Obrigado Benfiquistas”.

La considera la ‘sparata’ lusitana portoghese, “totalmente priva di fondamento” sottolineando che un omaggio al Grande Torino non recasse alcun fastidio. Alla accusano che da Lisbona stiano arrivando attacchi provocatori. Una ‘tattica’ che non trova consensi.