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Ultrà Napoli: abusi, alcool, droga e l’odio Juve-Roma!

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di Nino Campa – Espellere i che proteggono i propri : è l’ordine di Sepp Blatter, presidente Fifa, tornato sul tifo violento dopo le assurdità in Italia e in Russia dove a S. Pietroburgo i ‘tifosi’ dello hanno invaso il campo e picchiato il capitano della Dinamo Mosca!
“Bisogna fermare i teppisti subito – dice Blatter – Ogni fine settimana ottengono una visibilità dannosa. Federazioni e Leghe devono agire. Le sanzioni esistono, vanno applicate”.

La visibilità dei media è l’altra faccia dell’omertà della stessa informazione. Tutti sanno che in Italia il calcio è in mano agli , nessuno interviene. Perchè? Conviene a tutti.
L’ultimo esempio viene da Napoli, dove Grazia Longo per La Stampa ha intervistato Mimmo dei Vecchi Lyons.
Una confessione che conferma ciò che a Napoli tutti sanno, nessuno dice: questi allo Stadio non pagano, si drogano, vivono per delinquere, spesso disoccupati o con lavori di fortuna: parcheggiatori abusivi, magliari, truffatori, spacciatori…

La Stampa di svela i rapporti Ultras-Camorra: incrocio tra criminalità organizzata, delinquenza comune, tifo da stadio. Possibile che deve venire da una giornalista per denunciare ciò che a Napoli è sotto gli occhi di tutti…De Laurentis e Polizia compresi?

Dopo l’intervista a ‘Fabrizio’, di Bergamo, La Stampa pubblica un’altro agghiacciante articolo su quelli di Napoli. La mappa della violenza da stadio si completa con gli di Roma e Milano: quando qualcuno interverrà?
Il facile conteggio documenta che i costi per le Forze dell’Ordine in occasione delle partite di calcio è di 20 milioni l’anno…pagano gli italiani. Una indecenza che ha promesso di cancellare.

Perchè non conviene a nessuno, fare la lotta a questa umanità border line?

Ecco il resoconto- di Grazia Longo.
Gli si arrangiano con 700 euro al mese, ma non rinunciano a birra, canne e soprattutto al Napoli.

Lo ‘amano’ sopra ogni cosa. Al pari dell’odio viscerale verso Roma e Juventus…
Il mondo non è al femminile, che vivono le loro giornate tra anticipi, posticipi e partite di Coppa. Giorni liberi – salvo eccezioni – martedì e venerdì.

Quando il Napoli non gioca, gli hanno tempo per mogli, figli o fidanzate solo se non c’è un incontro con il gruppo. La settimana è corta per condividere tifo al San Paolo, preparazione e organizzazione delle trasferte.

Il martedì e il giovedì si commenta, il venerdì o la domenica ci si prepara alla partita successiva. Nelle piazze-altare del tifo , quasi tutte nel centro storico, ma anche sui network, soprattutto Facebook. La passione è un distillato di orgoglio e di dipendenza.

‘Na malatia esordisce Domenico, Mimmo, 39 anni, moglie e figli che mantiene con un banchetto di frutta e verdura al mercato rionale nella periferia degradata di Secondigliano.
Da 23 anni appartiene ai Vecchi Lyons, gruppo storico di Curva A: “La curva del vero , da non confondere con i tifosi che vanno in B. Chille sono femminelle confronto a noi. L’ non è tifoso, è l’anima del Napoli”.

L’ “schifa la Roma perché fino a quando eravamo deboli eravamo gemellati, poi quando è arrivato Maradona nell’84 e pure lo scudetto ’87, è iniziata la guerra. Senza contare il vaffa… di Salvatore Bagni alla dei romanisti”.

E’ giovedì pomeriggio, Mimmo ci accompagna con la sua auto a Largo Proprio di Arianello, alle spalle dei Tribunali, ritrovo . Una Peugeot mezza scassata, il primo gesto è allacciare la cintura di sicurezza, ma Mimmo frena: “Signò, se vi mettite a cintura quelli ci sgamano subito e non ci parlano”.

Niente cintura, niente accento nordista, perché “i giornalisti già so’ considerati infami, se sono del Nord è peggio ancora”. Mimmo racconta l’adesione ai Vecchi Lyons: “Noi leoni, come tutti gli altri non paghiamo per entrare al San Paolo. Niente biglietto e niente tessera del tifoso. Non pe’ risparmià ma perché tanti di noi sono schedati dalla polizia e quindi non possiamo dare i nomi”.

Il vero del Napoli “entra allo stadio gratis, un favore di qualcuno all’ingresso oppure scavalcando i cancelli”. Il vero non prende neppure soldi dal Napoli per scenografie e trasferte.
“Ci muoviamo autonomamente, macchine o moto, e gli striscioni li paghiamo noi. Perchè non vogliamo essere controllati e vogliamo slogan che ci piacciono. Arrotoliamo lo striscione intorno al corpo, sotto i maglioni, così se qualche steward o poliziotto ci perquisisce non se ne accorge”.

L’arrivo ai Tribunali non è proprio agilissimo. Vecchi Lyons mescolati ai Fedayn stanno discutendo su come infiltrarsi in Roma-Juventus. Ma all’arrivo della giornalista…
“Una cosa però ve la diciamo – dice uno con un anellino a entrambe le orecchie, sneakers e cintura Giorgio Armani falsi – vogliamo vendicare Ciro ma pure gli vogliamo portare rispetto perché sta ancora in ospedale e quindi se botte voleranno, sarà distante dall’Opico”.
Il gruppo decide “di entrare dentro lo stadio per fare capire che con i non si scherza”.

Sempre nel centro storico, in piazza Bellini, il venerdì si ritrivano i “più potenti e rispettati Mastiffs” quelli di Genny ‘a carogna. Molti abitano a Forcella.
Uno di questi è Salvatore… “per un certo tempo Totò ‘o criminale, ma mo’ ho messo la testa a posto e non tengo guai con la legge”.

Oggi Totò ha un impiego, non un posto fisso. “Sono parcheggiatore abusivo, a 26 anni è un impiego che rende. Ci campiamo in tre: io, mia moglie e una bambina di 2 anni”.
Totò si stupisce della domanda sugli extracomunitari tra gli ‘abusivi’.
“Per carità! Nun esiste proprio! Siamo solo noi è per questo dobbiamo ringraziare il sistema”.

E che cos’è il sistema?
“Camorra, ecco cos’è. Ci protegge nel lavoro, ci protegge pure nella vita allo stadio. Così se qualcuno di noi sbaglia e magari fa na’ fesseria, tipo nu’ coltello e viene arrestato, il sistema paga pure l’avvocato. Noi siamo abituati così, divisi per quartieri e per sistema. Ogni quartiere ha il suo».

L’ Mastiffs domina gli altri, fiero della sua forza. “Simmu tutti chiatte e tatuati – spiega Totò – Quelli che vedete magrolini, so’ scugnizzi consumati dall’eroina”.
L’ Mastiffs è anche generoso: «Signò mo’ vi porto a mangiare la pizza fritta più buona di Napoli, alla friggitoria del Presidente».

In realtà ‘Da Gaetano’, che tutti chiamano o’presidente da quando Bill Clinton si fermò a mangiare “panzarotte e pizza fritta. Le vedete? Le foto stanno ancora là, all’ingresso”.
L’ Mastiffs se lavora finisce per le 4 del pomeriggio, se è disoccupato dorme fino alle 4 del pomeriggio… poi tutti in piazza Bellini o al seguito del Napoli.

e meno rollano tutti canne di marijuana e hashish. Birra in bottiglia ingurgitata come acqua minerale e sfottò a un turista di mezza età con una polo rossa a polsini e colletto gialli.
Non è una maglia della Roma, ma bastano i colori a scatenare gli insulti ‘da stadio’.