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Ultrà, a chi non conviene cacciarli dagli stadi?

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di Paolo Paoletti - Quando era al Real Madrid, Capello accusò: “Nel calcio italiano ndano gli ultras”.
ndare’ fu una provocazione, ma chiarì il concetto: i club ‘tollerano’ i gruppi organizzati di tifosi anche i violenti.
Violenza che non è sempre atto di aggressione, ma atteggiamento intimidatorio dalle pretese di sconti sui biglietti, spesso addirittura gratis, fino alle minacce dirette a calciatori e .

Cosa è cambiato 10 anni dopo l’accusa di Capello?
Nulla, anzi!

‘Il Fatto Quotidiano’ blica le carte dell’inchiesta della Procura di Torino inoltrata anche alla : contatti tra la – nello specifico Marotta e Agnelli – e ultras collusi con esponenti della ‘ndrangheta.
A Napoli la stazione a De Laurentis per il caro biglietti ha ottenuto l’improvvisa e ingiustificata riduzione rispetto alle strategie dichiarate del cinepresidente.
Lotito è in guerra perenne con la curva, che va dalla diserzione alla minacce dirette!

Andazzo che nessuno riesce a fermare, nell’escalation di disordine e arroganza purtroppo spesso alimentato dai presidenti ad uso e consumo delle necessità della piazza.
Dalle livornesi B.A.L. che guidavano Cristiano Lucarelli, ai giocatori del Genoa forzati a spogliarsi delle maglie sul campo, fino all’incredibile interruzione del derby tra Roma e Lazio con capitan Totti, costretto a interloquire in mondovisione con gli scalmanati che minacciavano di tutto di più?

Come ho ancora negli occhi la corsa di Hamsik, convocato sotto la curva da tale …. nel delirio di Napoli-Fiorentina, finale all’Olimpico di Coppa Italia cominciata e finita con la morte di Ciro Esposito.

Appena pochi mesi fa: i fatti allucinanti già passarti nel dimenticatoio di Cagliari e Milano: Storari degradato dalla fascia di capitano e poi ceduto al Milan; minacciato dai tifosi della curva per le minacce di morte sparse al telefono proprio dal centravanti capace di rivolgersi alla Barras Brava conosciute in Argentina.

Cagliari e Inter, per rese alle ultime assurdità, non hanno mai preso posizione contro i tifosi, preferendo tener buona la piazza!
E un anno fa, James , presidente della Roma, si schierò apertamente contro le frange di tifo che ancora oggi ritiene l’Olimpico casa loro e la Roma di loro proprietà. Risultato? Sommossa mediatica in tutte le radio del tifo capitolino con l’invito a disere le partite.

Gli ultras fanno e disfano proprio perchè la squadra per cui tifano ha bisogno di loro: sostegno, scorte, piccoli privilegi nella vita quotidiana. “Siamo noi che ti sosteniamo, siamo noi che veniamo allo stadio, siamo noi che ti difendiamo, perciò tu società sei nostra. Quindi devi fare quello che diciamo noi…” atteggiamento praticato senza distinzione dalle Alpi al canale di Sicilia.

Chi si oppone a tutto ciò e fino a che punto?
Nessuno. Certamente non i presidenti, altrettanto la Lega, figuriamoci la Federcalcio!!!

Mozart e Da Ponte nel 700 ne hanno fatto un capolalvoro dell’operina: “Così fan tutte”.
Tranne la Lazio di Lotito, il quale nel suo latino borgao è riuscito almeno a circoscrivere il tifo violento.

I presidenti tutti se ne lavano le mani per interesse economico e timore di rappresaglie violente.
ma come dimostra il caso il problema e assai più vasto e oltre i confini dell’ambito calcistico.
C’è un problema della difesa della legalità in questo Paese, che non è più garantita.
Chi ha fiducia che istituzioni e forze dell’ordine riuscirebbero a sradicare il fenomeno e garantire l’incolumità di chi denuncia?

Un tale di che si trovava a Napoli con 3 amici, furono testimoni di uno scippo: si recarono in commissariato per denunciarlo.
Raccolte le denuncie, al signore di fu chiesto di rese almeno una settimana a Napoli o comunque di ritornare per il cosiddetto riconoscimento all’americana.

Il signore rispose che non poteva perché lavorava negli Stati Uniti e comunque c’erano ben altri tre testimoni disponibili, che tra l’altro, abitavano a Napoli. “Già – gli risposero – proprio per questo non possono. Troppo pericoloso. Chi li difende?”

A Palermo Zamparini aveva in tribuna collusi con la ma; la ‘ndrangheta è interessata al bagarinaggio dello Stadium.
Proprio il nuovo stadio bianconero ha posto l’ultimo problema: il tifo a portata di mano è un strumento efficacissimo contro gli avversari, ma se si ritorce contro per scarsi risultati diventa un boomerang ingestibile.

Se poi scopriremo che veramente Andrea Agnelli si è rivolto agli Ultrà per la vendita di abbonamenti. Allora bisogna solo chiudere bottega!