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Tutti i sassolini di Walter: Pallotta fa altro calcio!

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di Romana Collina – Walter Sabatini ha salutato. Non tutti, sopratutto tra i sti.
Al suo posto, almeno per adesso lascia Frederic Massara, suo collaboratore.
L’ ds ha spiegato l’addio con una incontro a Trigoria: molti sassolini nelle scarpe, accuse velate e dirette, la rivendicazione del suo calcio che non è più quello di Pallotta!!!

“Vi ringrazio per essere qui. La prima volta che sono entrato qui stavo meglio, poi l’alta pressione ha cambiato un po’ le cose. Non mi ricordo la mia prima conferenza stampa, potrei tornare su alcune cose, ma andiamo avanti. Non sarà un o definitivo, questa è ancora la mia squadra. Non ci sarò fisicamente, ma sarò comunque partecipe. La rosa è di livello, c’è la possibilità di fare un grande campionato con un ottimo allenatore come Spalletti. Il nostro ciclo è positivo. Emotivamente parlando mi dispiace non aver salutato il pulico della Roma al Circo Massimo, questo è per me un rammarico. Ho sempre pensato che le varie squadre con le quali aiamo lavorato avreero potuto competere per lo . Non dico che sono arraiato per questo, ma triste certamente. Concludo dicendo che sono stato il direttore sportivo della Roma, esclusivamente il direttore sportivo della Roma in questi anni. Ho fatto tutto pensando alla Roma in primis. Questa esperienza non è stata per me una frazione di vita, ma la vita. Tutto quello che è successo prima di venire è un po’ opaco, dico di aver vissuto per la Roma, sono geloso di questo sentimento e sono preoccupato perché, avendo magari un altro ruolo in futuro, farò fatica dopo questa esperienza”.

EREDITA’.”Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato con me. Qui ci sono persone alle quali ho voluto veramente tanto bene, nonostante non sia un uomo che ama esternare i miei sentimenti. La mia esperienza qui è stata sostenuta da parecchie persone. Ci sono professionisti eccezionali, fidatevi di loro”.

TRE RICORDI. “Sicuramente quando sono entrato qui per la prima volta. Penso di aver fatto qualcosa di importante, ma non di trionfale. Volevo che la Roma riuscisse a imporsi sotto tutti i punti di vista, e in quel momento pensavo potesse succedere sul serio. Non dimentico la vittoria nel e voglio citare Ibarbo, tanto criticato. Lo aiamo comprato per una certa cifra, ovvero 2 milioni di euro in prestito, ed è stato ceduto al Watford. Quella vittoria contro la Lazio, in cui lo stesso Ibarbo insieme a Iturbe, la porto con me. Ricordo anche il di Bradley a Udine, nella vittoria importantissima per il nostro record. Negativamente parlando, non posso non citare la sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Lazio”.

TOTTI. “Tutti vogliono Totti, io gli darei il o Nobel per la fisica. Meriteree il Pallone d’Oro per tutto quello che ha regalato al calcio italiano e mondiale. Le sue giocate sono uniche. Nessuno potrà riprodurre le sue gesta, e questo non vale anche per altri grandi . Normale che la sua grandezza possa oscurare il resto del gruppo, c’è grandissima attenzione intorno a lui. La crescita degli altri calciatori ne risente”.

PROGETTO VINCENTE. “Massara ha lavorato con me, è molto competente e adesso toccherà a lui. Ho grandissima fiducia nei suoi confronti, lo vedrete lavorare al meglio e con molta educazione. La Roma avrà un futuro, anche con lui. Qui ci sono anche altri dirigenti importanti, poi qualcuno mi spiegherà perché ha la ferrea volontà di distruggere qualsivoglia figura che lavora in questa società. Io ho fatto tanti errori, lo avete sempre sottolineato, ma vedo che c’è sempre la tendenza a far diventare Baldini e Baldissoni dei dirigenti non capaci. Attenzione, non vi sto accusando e mi prendo le mie responsabilità. Il mio non è un attacco alla stampa, ma certi atteggiamenti sono da sottolineare. Forse è meglio che la Roma sia debole, così è più facilmente attaccabile. Io non devo difendere nessuno, parlo di un problema generale. Fidatevi di questi dirigenti, non criticateli sempre. Lo ripeto, non sto criticando nessuno anche perché alcune vostre critiche mi hanno anche aiutato. Dovete sostenere la Roma, un club che deve lottare per il massimo. In estate aiamo provato a migliorare la rosa per vari motivi, anche se ovviamente è molto più semplice raggiungere i risultati con un progetto che non muta spesso”.

CRESCITA. “Se vendo Benatia e compro Manolas non faccio un danno, ma produco dell’utile. Certo, ci sono dei rischi, ma l’ho fatto con l’unico obiettivo di non indebolire la squadra. Se vendo Ljajic, al quale voglio bene, e vado su Perotti, beh… credo che io lo faccia per migliorare la Roma. Alcune operazioni sono state fortunate, altre meno, ma sempre con un unico obiettivo: essere competitivi. Certo, non aiamo vinto, ma daremo sempre fastidio a chiunque. Non credo di aver prodotto dei danni durante il . L’unica pecca è stata la continuità. Senza questa si parte svantaggiati”.

PALLOTTA. “Sono convinto sappia il valore di questa società e della piazza in cui si trova. La gente vuole il bene della Roma, lui lo sa perfettamente. La questione è culturale, è un imprenditore americano che sta attento alla statistica, mentre io sono un europeo crepuscolare e solitario. Lui vive e pensa al calcio così come pensa alle sue azienda, io sono diverso. Da qui qualche problema e la rescissione contrattuale, il nostro è un buon rapporto. La Roma è viva, aiamo una media-punti importante, sia con Garcia prima che con Spalletti ora. Non è stanco, anzi. Per lui è una passione e un privilegio. Vuole rendere questo club forte, sa perfettamente che lo stadio saree una grande cosa per essere competitivi a livello internazionale. Vuole andare avanti, speriamo aia successo”.

RINNOVI. “Naingan ha chiesto un adeguamento, la società sta valutando. Si sta trattando, niente è ancora definito. I giocatori devono rendersi conto che aiamo perso il preinare di Champions League, un danno per tutti, quindi ci sono delle valutazioni differenti da fare. I contratti saranno eventualmente rivisti da Baldissoni, ma non sono la nostra priorità. Ora testa al campo, vogliamo fare delle cose importanti. Tornando a me, vado via dalla Roma perché sono cambiate alcune ree del calcio. Io voglio fare il mio calcio, faccio fatica ad adeguarmi a nuovi criteri. Il presidente, con i suoi collaboratori, puntano giustamente su altri punti statistici, mentre io vivo con istinto e immaginazione. I numeri possono aiutare, ma a volte tradiscono. Credo a quello che vedo quando noto un calciatori, io non voglio combattere per idee differenti. Da sempre ho la mia idea di calcio e non intendo cambiare. Al momento in società si punta su altro. A volte mi sveglio di notte e penso ad alcuni calciatori che si possono prendere, a volte sbaglio. E penso al povero Piris, che onestamente non era da Roma”.

CHI RESTA. “Io sostituito da una macchina? No, ma da una cultura differente. E io non sono all’altezza, nonostante, voi lo sapete, aia una certa idea di me. A volte mi definite presuntuoso. Ho perso un giocatore di recente che adesso sta facendo molto bene, è stato uno dei motivi che mi ha portato a lasciare. Sto male per questo giocatore, fate una ricerca e capirete a chi mi riferisco. Questo episodio è stato decisivo, mi ha fatto capire che non devo più essere io il ds della Roma”

BALDINI E COMMISSIONI. “Lo spiegherà lui o la società. Pallotta mi ha chiesto se avessi provato fastidio, ma ho risposto negativamente. La mia decisione era presa, è un grande acquisto per la Roma, seppur di ritorno. Le commissioni? Quante avete riso per le commissioni? Così si acquistano i calciatori! Allora pago una commissione per arrivare a un giocatore. Ma voi ridete per le commissioni… Ascoltate: gli individui, non la stampa, tengo a sottolinearlo, dovreero venire con me in tribunale a ridere e tirare fuori quei fatti a cui hanno sempre fatto riferimento”.

NUOVA ROMA. “Non faccio una scelta sapendo di avere delle coperture. Al momento non ci sono offerte. Sono un disoccupato, ma ho voglia di calcio. Spero possano arrivare delle chiamate”.

DISTACCO TIFOSI. “Me lo chiedo perché. Non capisco perché il tifoso non possa affezionarsi a Perotti, oppure a Salah e Dzeko, nonostante le vostre critiche. Tanti giocatori sono forti, magari vi affezionerete a Bruno Peres”.

RIMPIANTI. “Tantissimi, almeno cento. Non è stato facile cedere alcuni giocatori, ma soprattutto Lamela. Quell’operazione mi ha ucciso. Ho voluto comprarlo per mandare un segnale forte a tutti gli altri club, non fu facile prenderlo, ma prendemmo un giocatore splendido. Venderlo è stato un grande dolore grande, ma questo vale anche per altre cessioni. Sempre arrivano dei suggerimenti per il , ma non ascolto mai. Forse una sola volta in 20 anni”.

Concludiamo qui, è stato un piacere. Attenzione: nessun attacco alla stampa, bensì agli individui”