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Tunisia, 2 italiani morti e 2 dispersi: non girate il Mondo!

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ANSA - o incerto nella carnecina di stampo jihadista al museo Barbo di Tunisi. Delle quattro ‘possibili’ vittime ne comunicate dalle autorità tunisine, “due sono feriti, ma ci sono due dispersi” ha detto ad Agorà, stamani, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.
Se i dispersi dovessero risule , il o salirebbe a 4.

“Oggi in tutti i livelli di allerta di mobilitazione delle forze di sicurezza sono al massimo e concentrati sulla minaccia terroristica”. Così il ministro degli esteri Paolo Gentiloni ad Agorà pur precisando che “tecnicamente” siamo in una “fase di pre-massima allerta” terrorismo perché l’intelligence non ha “minacce speciche”. Il ministro esorta da una parte a non cedere a “nessun allarmismo”, ma dall’altra sottolinea che “è chiaro che tutti i meccanismi di allerta in sono al massimo. “Dobbiamo proteggere i nostri conni, i nostri concittadini ed alzare i livelli di sicurezza sui possibili bersagli del terrorismo”, tutte cose – ha assicurato Gentiloni – che “il ministero interno sta facendo”. “I nostri servizi di intelligence sono attivi, abbiamo rafforzato la presenza navale nel Mediterraneo e nora – ha aggiunto – non esistono elementi di connessione tra fenomeno migratorio e terrorismo, ma nessuno può in teoria escluderlo”.

Costa Crociere conferma nella sua pagina Facebook che la nave Fascinosa ha lasciato il porto di Tunisi all’1,55 di questa notte. Al momento della partenza il ndante ha informato che il numero dei passeggeri che non hanno fatto ritorno alla nave e’ sceso a 13. Dodici persone della Costa Care team e due dirigenti della sede centrale, sono operativi a Tunisi “per rimanere in contatto con le autorita’ locali per assicurare l’assistenza necessaria. Altre tre perone del Costa Care team arriveranno a Tunisi oggi”.

Costa Crociere è “in stretto contatto con il ministro degli Affari Esteri, le autorità locali di sicurezza, il ndante di Costa Fascinosa, e l’agente portuale locale per monitorare la situazione e seguire la sua evoluzione”. La societa’ armatoriale ”esprime la propria vicinanza a tutte le persone coinvolte nei tragici eventi e alle loro famiglie”.

ATTACCO A TUNISI. Ha lasciato il porto de La Goulette questa mattina alle ore 6.00 per raggiungere anche la nave da crociera Msc Splendida. Ne dà notizia il sito ufciale della compagnia di gazione che comunica che nella città di Tunisia rimarrà un team di assistenza per i passeggeri coinvolti nella strage del museo del Bardo di ieri.
E’ di due e tre feriti accertati, e una donna dispersa il o dell’attentato di Tunisi per il Piemonte. La regione e il suo capoluogo, Torino, pagano il prezzo più alto dell’attacco al museo del Bardo rivendicato dall’Isis. Un vissuto “con grande angoscia dall’intera comunità”, sottolinea il sindaco Piero Fassino, che segue la vicenda in costante contatto con la Farnesina e con l’ambasciata na di Tunisi. Degli ni che domenica scorsa si sono imbarcati sulla Costa Fascinosa, a Savona, per una crociera nel Mediterraneo di una settimana i torinesi sono una ottantina. Tra questi molti, 31, partecipano a un viaggio organizzato dal circolo ricreativo del Comune di Torino. Un viaggio low cost, una vacanza fuori stagione in compagnia di colleghi di lavoro, amici e parenti, che si trasforma in un incubo. “Sparano, aiutateci”, dice al telefono Carolina Boti, impiegata dell’ufcio Patrimonio del Comune di Torino. La donna è la prima a riuscire a mettersi in contatto con Torino, via telefono. Poi più nulla. E’ ormai notte quando il Comune di Torino rende noto che si trova in un ospedale della capitale tunisina. “E’ stata ferita e sottoposta ad un intervento chirurgico – riferisce il primo cittadino – ma non sarebbe in pericolo di vita”. Non ce l’ha invece fatta suo marito, Orazio , informatico. “Se è successo qualcosa a mamma e papà…”, diceva tra le lacrime il glio Simone, prima di essere informato delle condizioni dei genitori.

Tra le vittime dell’attentato c’è anche Francesco Caldara, 64 anni, pensionato di Novara. Era in vacanza con la compagna Sonia Reddi, ferita a una spalla e a un braccio e ricoverata anche lei in un ospedale di Tunisi, dove è stata operata. Ferita in ospedale anche Anna Abagnale, un’altra dipendente del Comune di Torino ostaggio degli attentatori al Bardo. Non si hanno invece notizie di Antonella Sesino, al momento dispersa, mentre Antonietta Santoro e il marito sono riusciti a raggiungere la Costa Fascinosa dopo una fuga avventurosa, grazie anche all’aiuto di una guida del posto.

Terrore a Tunisi, la ricostruzione dei fatti – Cinque uomini armati travestiti da milii hanno assaltato il celebre museo del Bardo, nel cuore di Tunisi, accanto al Parlamento, che forse era il loro obiettivo originario, dal quale sarebbero stati respinti. C’è stata una sparatoria, un assedio con decine di turisti presi in ostaggio – tiche le immagini di ragazzi e bambini seduti a terra nel museo twittate dagli stessi ostaggi – e poi si è consumata la strage: 22 i , secondo l’ultimo o diffuso dal , e almeno una cinquantina di feriti. Ma il o, avvertono dalla Farnesina, “è ancora in evoluzione”. Ci potrebbero essere infatti un paio di dispersi, che dopo ore ormai dall’attentato si dispera possano essere scampati all’attacco.

L’Isis ha espresso il suo plauso per l’attacco, ma non una piena rivendicazione. Due degli attentatori, entrambi di nazionalità tunisina, sono , mentre tre membri del commando sarebbero riusciti a fuggire. In serata due sospetti sono stati arrestati. Gli altri sono due tunisini, tra cui un agente di polizia, e, oltre agli ni, polacchi, tedeschi, spagnoli, colombiani.

Se si esclude un fallito attacco suicida a Sousse nel 2013, era dal 2002, quando un attentato alla sinagoga di Djerba fece 19 , che i terroristi non sparavano ‘nel mucchio’ in Tunisia, colpendo anche nei momenti di massima tensione quasi esclusivamente politici, poliziotti, milii. Al momento dell’attacco, nel luogo della sparatoria erano in circolazione tre bus turistici con i partecipanti alla crociera sulle Costa Fascinosa e Msc Splendida. La Farnesina ha fatto sapere infatti che durante l’operazione sono stati messi in salvo cento connazionali.