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Tuffi e fondo 2 ori: Italia chiude Europei-show!

Tuffi: Europei; Bertocchi-Pellacani oro sincro 3 m

Italia-show a Glasgow con 2 medaglie nelle specialità della 25 km del in acque libere. L’azzurra Arianna Bridi ha trionfato nella gara più lunga del fondo, chiudendo prima davanti all’olandese Sharon Van Rouwendaal, argento, e alla francese Lara Grangeon.

La maratona da 25 km, regala anche il bronzo di Matteo Furla.
L’azzurro ha chiuso la prova in 4h57’55″8, alle spalle dell’ungherese Kristof Rasovszky (4h57’53″5) e del russo Kirill Belyaev (4h57’54″6). Quinto l’altro azzurro Simone Rufni.

Il salto in simbiosi dal trampolino da una parte, dall’altra la maratona estenuante nelle acque gelide e plumbee del bacino scozzese. Con una nota comune: l’, doppio, dell’Italia in questi Europei di Glasgow che si chiudono ancora sotto il segno dell’azzurro, che così tanto ha marcato la rassegna continentale. Nella piscina dei tuf Elena Bertocchi e Chiara Pellacani non fanno rimpiangere l’assenza dello storico duo Cagnotto-Dallapè e vanno a prendersi l’ nel trampolino sincro da tre metri: un che lascia l’Italia regina della specialità, dopo gli otto titoli europei consecutivi conquistate dalle due campionesse ora mamme. La nuova coppia azzurra ha subito lasciato il segno: e la baby Pellacani (15 anni e 11 mesi) ha battuto il record di Tania che aveva vinto la sua prima medaglia europea a 17 anni.

“Non mi sembra vero, sono ancora sulla giostra” sorride la tuffatrice na, che nel duo è quella che dà il via al salto. In tandem funziona così. “Lascio dare il tempo a lei, io la seguo – conferma Elena – Ci siamo allenate stamattina e poi subito in gara, senza pressione. Aiamo cominciato a crederci col passare dei tuf e alla ne ce l’aiamo fatta. Grazie a tutti per il tifo, il sostegno tecnico e morale, l’affetto che ci dimostrate. Siamo strafelici”. “Si, eravamo tranquille – prosegue Chiara – e questa è la cosa che mi è piaciuta di più della gara, dopo la vittoria ovviamente”. “Brave! Sono partite senza troppa pressione, riuscendo alla ne a metterla alle inglesi – i compenti di Tania Cagnotto – Una gara ottima. La dimostrazione che quando si lavora bene il risultato prima o poi arriva, anche quando meno te lo aspetti”.

E l’ennesima giornata super per le acque azzurre si è completata con la gara più faticosa, l’minabile 25 km in cui però l’ultima zampata è dell’Italia. Arianna Bridi, quarta nella 5 km e ottava nella 10, si tiene dentro le energie residue per andare a sprine dopo 5h19’34”6 e una grande rimonta fatta di bracciate e fatica. La mano al traguardo è quella dell’azzurra che ha la meglio sulla campionessa olandese Sharon van Rouwendaal (doppio sulle altre distanze). Successo completato dal bronzo tra gli uomini di Matteo Furlan (4h57’55’8). “E’ stata una gara durissima con onde e la muta che è una cosa che proprio non sop – le parole della 22enne trentina, neo campionessa europea -. Sono stata brava a mantenere la calma. La parte più difcile è stata quando ci hanno raggiunto i maschi. Aiamo dovuto cambiare ritmo radicalmente per cercare di rese in gruppo e sfrute il più possibile la scia, ma soprattutto non rimanere troppo staccate Era importante conquise una medaglia dopo le gare in settimana dove avevo sbagliato molto e non ci ho creduto aastanza perché i podi erano alla mia portata”. Si porta a casa il bronzo che arricchisce il curriculum personale e il bottino azzurro a Glasgow, ma fa polemiche sulle condizioni Furlan.

“E’ davvero difcile gareggiare così perché la muta è troppo itante. Già a metà gara ho dovuto prendere antidolorici per le spalle; le braccia non riesci a muoverle con naturalezza. Viene itato chi è più dotato – continua l’azzurro, vicecampione della distanza – Resto contrario all’utilizzo oligatorio della muta. Avrei nuotato senza”. L’Italia intanto sorride e il medagliere ringrazia: 8 ori, 12 argenti e 19 bronzi. Uno show.