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Trentennale? ADL e De Magistris sono ridicoli!

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di Paolo Paoletti - Niente San Paolo per gli Scudetto 1987 dopo Trent’anni!
Che sia stato o De Laurentis a vietarlo è una vergogna, come il fatto che il Trentennale di quell’impresa sia stata una ‘festa’ di paese e non un tributo universale – nel senso di partecipazione corale della città – per un evento culturale di sociologia del calcio che andrebbe studiato nelle Università!

Come è possibile che entrare al San Paolo per tutti o alcuni dei protagonisti di quella impresa non so,lo sportiva sia vietato?
Il portone giallo lato distinti che consente l’ingresso allo era chiuso… Bruscolotti portavoce dell’iniziativa – sbagliata per come prevista e organizzata – Bruscolotti è rimasto fuori con tutti i compagni invitati. Impossibile anche un simbolico giro di campo sulla pista d’atletica. Una vergogna. Volevo vedere se c’era Maradona…
E se Diego tornando al Camp Nou o alla Bombonera si sentisse dire vietato l’ingresso!!!

“Questo è il massimo – accusa Bruscolotti – tenere fuori la squadra che ha vinto mentre vediamo gente che si sta allenando. Non so da chi sia partita la cosa, ma è una vergogna. Non so cosa dire, è assurdo. Il Comune ci ha ricevuto, ci ha dato un riconoscimento, con l’assessore avevo parlato, dovevano venire anche l ad accompagnarci. Avevamo chiesto la pista, non il campo che è di De Laurentis. Non so chi sia stato, ma se è stato lui ha fatto un’altra cosa degna di lui. Io mi vergognerei al posto di chi ha deciso. Appello? Mai, preferisco stare fuori. Ha dimostrato di nuovo cosa signica per lui il vecchio , se è stato lui. Siamo andati in giro a rivivere quei momenti con la gente, volevamo solo fare una passeggiata”.

Con Bruscolotti erano scesi dal bus turistico ttato per un giro in città, anche altri… il secondo portiere Di Fusco, i difensori Volpe, Renica, Carannante e Ciro Ferrara, Bruno Giordano.
Incassato il no al San Paolo, gli sono risaliti sul bus per andare a Casoria – altra vergogna – dove era in programma una partita tra vecchie glorie, artisti e sti.

COMUNICATO DEL COMUNE
In relazione al mancato ingresso allo San Paolo di di una delegazione della squadra vincitrice dello scudetto del 1987, l’assessore allo Sport del Comune di Ciro Borriello precisa che “per l’attuale regime contrattuale che regola i rapporti tra amministrazione comunale e Ssc l’uso del terreno di gioco e delle aree circostanti il manto erboso sono di esclusivo utilizzo della Ssc che ne sopporta, tra l’altro, i costi di manutenzione no al termine della stagione agonistica in corso”.
“Quindi in assenza di un’autorizzazione da parte degli utilizzatori esclusivi del terreno di gioco appare davvero ingeneroso nei confronti di Palazzo San Giacomo addebitarci il mancato ingresso nell’impianto proprio nel giorno in cui il , a nome dell’intera città, ha voluto incontrare e premiare uno ad uno i campioni, i ed il Presidente dello scudetto.
“E’ quindi del evidente – conclude Borriello – che poteva essere concesso un breve giro del campo ai protagonisti di quella storica vittoria”.

QUELLO DEL : “NOI NON ABBIAMO VIETATO NULLA”
“E’ vero che il Calcio ha l’uso esclusivo del terreno di gioco del San Paolo, ma è altrettanto vero che la società non ha alcuna competenza sulle aree circostanti. Dunque il Calcio non ha alcun titolo per autorizzare chicchessia a calpestare la pista di atletica, cosa che eventualmente può fare solo il Comune di ”.
Il responsabile operativo, vendite e marketing del Calcio , Alessandro Formisano, chiarisce la posizione della società.
“La dimostrazione che non avessimo nulla in contrario – spiega Formisano – sta nel fatto che, dopo aver appreso dalla stampa di questa celebrazione al San Paolo, abbiamo predisposto dalle 11 la presenza di quattro steward a bordo campo afnché presidiassero il terreno di gioco, per evitare il rischio di danni al manto erboso”.
“Penso anche che si può organizzare qualunque cosa, se concordata. Noi, in ogni caso, non abbiamo vietato nulla a nessuno”.

Solito gioco delle 3 carte: e De Laurentius andate a lavorare!