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Tre sconfitte in 1: Sarri salvo solo se batte Juve e Roma!

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di Paolo Paoletti - Contro l’Atalanta, il Napoli ha perso 3 volte:
1. Tecnicamente e tatticamente: il miglior del campionato per ben 2 volte resta a secco contro i bergamaschi; Gasperini ha dato l’ennesima lezione a Sarri bloccando il Napoli manovriero col pressing alto; contro l’ da 60 gol hanno vinto i difensori bergamaschi Caldara, Conti e Spinazzoli che hanno segnato e non fatto segnare.
2. Strategicamente: vedere in campo tanti ragazzini del settore giovanile orobico è l’accusa più pesante per De Laurentis!
3. Nell’immagine: assistere al silenzio stampa del Napoli mentre oggi Papu Gomez e Petagna hanno celebrato a Sky Sport 24 divertendosi e divertendo è un atto di incompetenza cieca.

Gasperini è la bestia nera di Sarri: in 10 sfide, per 6 volte il tecnico è andato in bianco.
Col Napoli l’avevamo già raccontato lo scorso anno nella trasferta azzurra a Marassi, dove solo Reina salvò dalla sconfitta.
Perchè?
Sarri non ha contromosse al pressing alto. Addestra squadra che sappiano manovrare, quando gli si toglie spazio va in tilt.
Quasi scontato…
Come invece non lo è la pessima difesa che ha incassato 29 gol in 26 gare, +8 rispetto allo scorso anno!

Nella vittoria meritata dell’Atalanta, però, stavolta c’è qualcosa di più: il calo di autostima mette in pericolo tutta la stagione anche i 14 risultati utili consecutivi e i tanti compenti al gioco.
, Hysaj e Hamsik non sono pervenuti ancora una volta, ma è cominciato a Madrid, dove gli azzurri si sono trivati di fronte una amara : questa squadra non è capace del salto di qualità.

Ad ognuno il suo, le responsabilità non si cancellano.
Sarri ha fatto quanti poteva e forse più dal punto di vista tattico. Molto difficile migliorare il gioco, è possibile fare di più nella testa.
C’è una scienza che può aiutarlo, si chiama neuro-linguistica: le aree di lavoro sono psicologia del cambiamento e programmazione motivazionale. Lo strumento è la comunicazione del cambiamento capace di costruire nuove credenze e convinzioni.

Per riuscirci però servono risultati a sorpresa superando iti sconosciuti.
Per questo la sconfitta di Madrid pesa molto più del 3-1. Peggio quella contro l’Atalanta.
Il Napoli era ed è alla ricerca di una impresa che nei giocatori spalanchi la porta del cambiamento: da realtà provinciale, terza forza in serie A, ad una ruolo da protagonista assoluto.

Il salto non può esserci se s’inciampa dove ti ritieni e sei superiore.
Metabolizzato il brutto inizio di stagione addebitato al di Higauin, è filato liscio tranne contro e dove ogni volta una scusa ha lenito il dolore.
Con l’Atalanta all’andata c’era ancora Milik, nell’utlia sua apparizione prima dell’infortunio.

Adesso, un opo, e sono il banco di prova da dentro o fuori: se il Napoli perde torna squadra qualunque, e il Real resterà un miracolo impossibile.
Per questo la Coppetta e l’Opico sintetizzano il lavoro fatto da Sarri.

Migliorabile solo con una migliore qualità dei singoli. Non giovani, ma campioni fatti.
Guardare Caldara e Maksimovic è stato distruttivo. Così come la superpartita di Nainggolan a .
De Laurentis rifiutò di pagare 8,5 milioni al Cagliari, oggi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

E Sarri c’entra poco.