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Tre sconfitte in 1: Sarri salvo solo se batte Juve e Roma!

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di Paolo Paoletti - Contro l’Atalanta, il ha perso 3 volte:
1. Tecnicamente e tatticamente: il miglior attacco del per ben 2 volte resta a secco contro i bergamaschi; Gasperini ha dato l’ennesima lezione a Sarri bloccando il manovriero col pressing alto; contro l’attacco da 60 hanno vinto i difensori bergamaschi Caldara, Conti e Spinazzoli che hanno segnato e non fatto segnare.
2. Strategicamente: vedere in campo tanti ragazzini del settore giovanile bico è l’accusa più pesante per De Laurentis!
3. Nell’immagine: assistere al silenzio stampa del mentre oggi Papu Gomez e Petagna hanno celebrato a Sky 24 divertendosi e divertendo è un atto di incompetenza cieca.

Gasperini è la bestia nera di Sarri: in 10 sfide, per 6 volte il tecnico è andato in bianco.
Col l’avevamo già raccontato lo scorso anno nella trasferta azzurra a Marassi, dove solo Reina salvò dalla sconfitta.
Perchè?
Sarri non ha contromosse al pressing alto. Addestra squadra che sappiano manovrare, quando gli si toglie spazio tutto va in tilt.
Quasi scontato…
Come invece non lo è la pessima difesa che ha incassato 29 in 26 gare, +8 rispetto allo scorso anno!

Nella vittoria meritata dell’Atalanta, però, stavolta c’è qualcosa di più: il calo di autostima mette in pericolo tutta la stagione anche i 14 risultati utili consecutivi e i tanti compenti al gioco.
Callejon, Hysaj e Hamsik non sono pervenuti ancora una volta, ma tutto è cominciato a Madrid, dove gli azzurri si sono trivati di fronte una amara : questa squadra non è capace del salto di qualità.

Ad ognuno il suo, le responsabilità non si cancellano.
Sarri ha fatto quanti poteva e forse più dal punto di vista tattico. Molto difficile migliorare il gioco, è possibile fare di più nella testa.
C’è una scienza che può aiutarlo, si chiama neuro-linguistica: le aree di lav sono psicologia del cambiamento e programmazione motivazionale. Lo strumento è la comunicazione del cambiamento capace di costruire nuove credenze e convinzioni.

Per riuscirci però servono risultati a sorpresa superando iti sconosciuti.
Per questo la sconfitta di Madrid pesa molto più del 3-1. Peggio quella contro l’Atalanta.
Il era ed è alla ricerca di una impresa che nei giocatori spalanchi la porta del cambiamento: da tà provinciale, terza forza in serie A, ad una ruolo da protagonista assoluto.

Il salto non può esserci se s’inciampa dove ti ritieni e sei superiore.
Metabolizzato il brutto inizio di stagione addebitato al di Higauin, tutto è filato liscio tranne contro Juve e Roma dove ogni volta una scusa ha lenito il dolore.
Con l’Atalanta all’andata c’era ancora Milik, nell’utlia sua apparizione prima dell’infortunio.

Adesso, un opo, Juve e Roma sono il banco di prova da dentro o fuori: se il perde torna squadra qualunque, e il resterà un miracolo impossibile.
Per questo la Coppetta Italia e l’Opico sintetizzano tutto il lav fatto da Sarri.

Migliorabile solo con una migliore qualità dei sini. Non giovani, ma campioni fatti.
Guardare Caldara e Maksimovic è stato distruttivo. Così come la superpartita di Naingan a .
De Laurentis rifiutò di pagare 8,5 milioni al Cagliari, oggi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

E Sarri c’entra poco.

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