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Tre anni di vergogne: Tavecchio scompaia!

++ Tavecchio in lacrime "debacle azzurra è tecnica" ++

di Paolo Paoletti - Ore decisive alla vigilia di un consiglio federale dagli esiti tutt’ora imprevedibili con la “sducia” da calciatori e la Pro.
Scenari:
1. probabile commissariamento del Coni,
2. per gestire la nuova assemblea elettiva,
3. prosecuzione del mandato.

E’ il momento quindi per ripercorrere i 3 anni di di Carlo Tavecchio da presidente del calcio no.

Per la precisione 39 mesi vissuti pericolosamente tra gaffes, riforme, un Europeo merito di Conte e la storica einazione al mondiale in Russia.

Tavecchio appare sull’orlo della resa: i suoi più stretti collaboratori gli indicano nelle la strada migliore per uscire dal momento più buio della sua gestione.
Ma lui ribatte che vorrebbe tentare ancora di resistere.

Sono stati 3 anni difcili: da ex n.1 dei Dilettanti alla presidenza gc.

Subito lo scivolone su ‘Opti Poba’, la squalica per 6 mesi.
Che non impedisce la gaffe sugli “ebreacci”.
In mezzo però alcune riforme, il rivoluzionario ok alla Var, sempre tra ostacoli e detrattori: no alla rielezione del marzo scorso meno bulgara della prima ma blindata per il pmo quadriennio.

Il mondiale senza l’, primo dopo 60 anni, da il colpo di grazia in Federazione.
Un percorso che aveva raccolto i cocci di una federazione azzerata dopo il flop ai mondiali brasiliani del 2014. Ma dall’11 agosto di quell’anno, giorno della elezione a n.1 federale, si è visto un po’ di tutto, in una partita tra situazioni ereditate e problemi insoluti come il falento del Parma, le riforme dei campionati, calcioscommesse.

Che l’era di Tavecchio in gc fosse nata all’insegna della polemica lo si e’ visto subito con il passaggio a vuoto dell’ex presidente della Dilettanti poco prima di prendere il posto di Abete alla Federcalcio, quell’Opti’ Poba di cui si scusò subito, lasciando però a critici e detrattori un argomento buono per metterlo sotto accusa. Tavecchio supera la prima tempesta, diventa presidente della federazione e comincia il lav del post Mondiale con un colpo inatteso: l’ingaggio di Antonio Conte alla guida della nazionale. Contratto innovativo, con diritti di immagine inclusi, intervento dello sponsor, e comincia l’avventura: al nuovo ct il compito di ricostruire la squadra, a Tavecchio quello di supportarlo nella battaglia con i club trovando l’equilibrio migliore. Risultato, tra arrabbiature di Conte con la e risultati del campo, l’ riparte e si qualica in anticipo agli Europei. Torneo continentale in cui quell’ da lavori in corso era riuscita a einare la Spagna e nire la corsa ai , ma ai rigori davanti alla grande .

La gc di Tavecchio esce rafforzata dall’europeo e lavora ai cambiamenti normativi: vara il tetto alle rose con indicazioni precise sul numero di ni e provenienti dal vivaio. E’ il primo passo delle riforme, che prosegue con le norme sul fair play nanziario e il lancio dei centri federali; ma al centro c’e’ la madre di tutte le riforme, la riduzione della serie A a 18 squadre, lanciata e pero’ subito incagliata nelle secche della . Ma i guai sono sempre dietro l’ano e spesso arrivano dal’interno: di Felice Belloli, successore di Tavecchio alla guida dei Dilettanti, nel verbale di una riunione del direttivo denisce ”4 lesbiche” le calciatrici. Nuova bufera, e Tavecchio, ancora sotto pressione, ne esce spingendo Belloli a lasciare. Rieletto il 6 marzo scorso dopo aver battuto lo sdante Andrea Abodi, Tavecchio sperava di essersi messo alle spalle i guai peggiori. Ma restavano quelli delle Leghe: commissario di quella di A ha cercato di scavallare anche gli ultimi ostacoli.

Ma il peggio doveva ancora arrivare: per scongiurarlo aveva denito un’apocalisse se l’ non fosse andata ai mondiali. L’incubo è diventato tà.