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Tony Servillo, chi lanciò Sorretino: con Paolo e Giuliano, viva Napoli!

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di Paolo Paoletti - “Lo dico senza retorica, ma la vita a volte è davvero bella. Ho volato a Los Angeles per onorare il palco, il pubblico e il mestiere”. Toni Servillo al Verdi di Padova, 48 ore dopo aver alzato l’Oscar con Sorrentino per ‘La grande bellezza’, è in scena con il fratello Peppe in ‘Le voci di dentro’, di Eduardo de Filippo. “Per me è vera gioia essere riuscito ad unire il successo di un film ad Hollywood e il mestiere di attore”.

Che cosa si sono detti Paolo Sorrentino, Toni Servillo e Nicola Giuliano dopo la vittoria dell’Oscar…?

“Devo dirvelo in italiano o in napoletano? Con Paolo e Nicola, ci siamo abbracciati tutti e tre e ci siamo detti che abbiamo cominciato insieme, abbiamo fatto il primo film insieme, è stata una lunga strada, ci siamo ricordati del punto da cui siamo partiti sino dove siamo arrivati adesso, a questo Oscar, a qualcosa che non avremmo mai potuto immaginare potesse succedere un giorno. E invece è accaduto e ci siamo ricordati del grande affetto che ci e che ci ha fatto fare certe cose, perché sì, ci vuole il talento, ma ci vuole anche l’amicizia. Siamo stati bravi e fortunati e ci siamo voluti molto bene in tutti questi anni”.

Jep Gambardella, protagonista del miglior film straniero a Los Angeles, è il re dei mondani, colui che non solo voleva le feste, ma avere anche il potere di farle fallire, a questa festa ha portato fortuna, il privilegio di fare cinema… “Il fatto che ti svegli la mattina è dici che bello, vado a lavorare. L’importante però è ricordarselo sempre che noi abbiamo questo privilegio”.

Nato dalla decennale collaborazione-amicizia tra Paolo Sorrentino, regista, Toni Servillo, attore e il produttore Nicola Giuliano…
“Io e Paolo ci siamo conosciuti sul set di un film prodotto da Teatri Uniti, società di Servillo. Lui allora faceva l’autista, volontario, non pagato. Un giorno lui mi ha fatto leggere una cosa che aveva scritto, e subito ho pensato che quel ragazzo aveva un talento letterario straordinario. Ci siamo pro di lavorare insieme e l’abbiamo fatto”.

Tanto bene da arrivare all’Oscar, che non è un punto di arrivo.
“Faremo altri film, abbiamo già un progetto che stiamo portando avanti ma per scaramanzia non ne voglio parlare – dice Giuliano – Un Oscar è anche una grande responsabilità. E’ facile d’ora in poi sentirsi dire ‘quell’altro era più bello’. Ma non si può vivere per paragoni. L’unico modo per fare questo lavoro è innamorarsi follemente della pma cosa che farai, non fare mai niente per calcolo, niente di studiato a tavolino, l’unica cosa scientificamente provata al cinema è che niente puo’ essere scientifico. L’unica cosa che si puo’ fare è abbracciare un progetto e crederci e fare tutto il possibile affinchè diventi la cosa migliore che puo’ essere. Poi i film riescono bene o male, l’importante è lavorarci come se fosse la cosa migliore che fai, altrimenti diventa un lavoro come un altro e si perde la magia di quello che fai”.