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Non siamo fenomeni, Spagna lontana!

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di Paolo Paoletti - L’Italia torna a casa! La piccola Roja ci ha menato di brutto con un 3-1 che brucia molto più di quanto dica il risultato. A Cracovia, il protagonista è stato Saul, un centrocampista che forma la tripletta decisiva, in gol al 53’, 65’ e 74’.

Bernardeschi pareggia al 62’, ma Gagliardini si becca un meritato rosso e l’Italia crolla.
Anche qui la nota è abbastanza fa: difendersi è una cosa, vincere un’altra.
La nale Germania-Spagna, conferma che il calcio italiano è lontanissimo dai vertici poer problemi strutturali dovuti alle politiche dei cui la GC non sa opporsi.

GIGIO. Altra nota riguarda Donnarumma: l’Italia non è uscita per colpa di Gigio ma beccare 6 gol su 10 tiri nello specchio della porta in 4 gare è troppo.

Nessuna papera, ma avrebbe potuto fare di più, soprat sul tiro dalla lunga distanza del secondo gol di Saul. Il gol che ci ha steso.
Colpa del rinnovo con il Milan che lo ha certamente destabilizzato?
In campo non era tranquillo e si e visto. Ma il calo del portiere era cominciato già nel nale di campoionato.

I numeri: 6 gol su 10 tiri. Vuol dire solo quattro, parate. Uno dei punti di forza di Di Biagio è stato un boomerang. Il Cittì ha provato a proteggerlo, ma a 18 anni e tutte le fragilità della sua età bisognava evitare ciò che invece è stato acuito da e dal Milan. Gigio è cresciuto troppo in fretta, non bastano 196 cm per essere un gigante davanti al primo nodo di una carriera importante.
Donnarumma ha bisogna di vacanze , di superare la , di fare vita da adolescente per un po’.

IL CITTI’. Il 6 giugno, quando Di Biagio diramò i convocati per gli Europei in Polonia, in molti sono caduti nel tranello: da anni non si vedeva una Under 21 Nazionale ricca di talento e di titolari in Serie A: e forti.
Bernardeschi, Berardi, Gagliardin, Donnarumma, Rugani, Caldara, Conti… certezze nei loro .

“E’ la Nazionale più forte di sempre” si disse. Oggi, 22 giorni dopo, gli Azzurrini tornano a casa einati dalla Spagna con la sensazione che qualcosa non è andata come avrebbe dovuto, non è andato come tutti speravano.

MATURITA’. Già all’esordio battere la Danimarca è stato più dif del previsto ma e Petagna avevano messo da parte le perplessità. Che la Repubblica Ceca, fa esplodere: un 3-1 che rende dif il passaggio del turno,a sopra lancia ombre sulla del gruppo apparso arrogante e svogliato.
La sulla Germania resta agli annali ma con i retropensieri del Citti ceco…

La Spagna era fuori categoria, e non c’è mai stata partita. Il 3-1 sta addirittura stretto agli spagnoli, che hanno fatto vedere cosa signica essere fenomeni.
Prima della Germania la domanda era esplicita: i campioni cambiano la storia, i nostri ne saranno capaci? Ovvero Berardi e Bernardeschi sono dei fenomeni?
Asensio e Saul hanno confermato di esserlo.
Berardi e soprat Bernardeschi, hanno provato a dire la loro con meno grinta e forza di volontà.
Il divario nello scontro diretto ha chiarito con evidenza i dubbi.

L’Under 21 si è smarrita in se stessa.
Donnarumma che incassa 2 gol da 30 metri, ha chiosato il concetto di fenomeno.
L’Italia paga ancora la poca degli effettivi: da Berardi espulso e assente in seminale per un giallo evitabile contro la Germania; a Gagliardini che perde la testa subito un tunnel, scalciando da dietro l’avversario, nel momento clou della gara.
Errori gravi, che fanno tornare sulla terra tutti, in primis questi Under appesantiti da titoloni ad uso e consumo ed un malacalcio che in Italia ritiene enni ancora di prospettiva.

IL CITTI’. Di Biagio ha le sue colpe. La formazione contro la Repubblica Ceca è stata illogica, togliendo certezze ad una squadra che non ha ricambi. Dubbi anche sulla scelta di Petagna contro la Spagna, dopo opache prestazioni nonostante il gol alla Danimarca.

Non ha convinto neanche la sua gestione della seminale: Petagna andava tolto subito dopo il pari, Chiesa era l’unico in grado di dare spinta alle ripartenze.

TURBATIVE. Le voci di mercato, hanno estremizzato le aspettative sui giocatori di talento ma da dimostrare. Vincere l’Europeo sarebbe stato un miracolo e le seminali, obiettivo minimo, era il massimo raggiungibile.
L’Italia ha perso 2 partite su 4 per 3-1 ed è passata grazie alla Danimarca.
Non ha mai dato l’impressione di determinare il risultato invece di subirlo, nella singola gara e nel torneo complessivamente.
Gli Azzurrini tornano, e l’amaro in bocca è ben più amaro di scoprire che molti si erano sbagliati.