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Tonfo Champions, Agnelli: colpe Lega!

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di Antonella Lamole - La ha scoperto tutte le debolezze del calcio italiano: 2 pareggi stentati di Milan e , 1 pesante sconfitta del .
Nel mirino della critica c’è sopratutto la a 2 soli punti dopo 2 turni e nell’ambito della relazione finanziaria annuale, il presidente della Andrea Agnelli ha indirizzato una lettera agli azionisti, nella quale ha sferrato un attacco frontale alla Lega di : “Mentre i campionati dei paesi più evoluti evidenziano incrementi di ricavi, collettivi ed individuali, nonché di competitività iva, la Lega rimane in una terra di mezzo che rischia di essere spazzata via dalla polarizzazione in atto”.

“La si è trasformata, ha saputo ricostruire la cultura della vittoria sul campo, che l’ha sempre contraddistinta, e ha saputo trovare le risorse umane, morali e finanziarie per invertire la rotta. Ora deve essere in grado di sollecitare con efficacia, presso gli organismi di del calcio, quelle riforme necessarie perché l’Italia torni a essere leader in Europa. Il nostro Paese, in questi ultimi 12 mesi, non ha compiuto alcun passo in avanti in tal senso” scrive Agnelli.

Che poi torna a stuzzicare la Lega e il suo operato: “Lega Professionisti deve ritrovare capacità di dialogo sereno, foriero di risultati concreti, e, soprattutto, di programmazione. La Lega deve sì adoperarsi per consentire ai club maggiormente impegnati sul fronte domestico di consolidare l’equio tra competitività iva e risorse finanziarie, ma ciò senza intaccare, anzi, auspicabilmente incrementando, le possibilità dei grandi club di competere nelle coppe europee e sul mercato globale con i migliori brand nazionali”. E ancora, anche sull’incremento del brand all’estero “la Lega Professionisti deve conquistare un ruolo più attivo, commercializzando all’estero i diritti collettivi con maggiore visione e programmazione strategica”.

Non manca qualche appunto di carattere ivo: “Ho spesso definito nei dialoghi privati e pubblici questa stagione come “l’appuntamento con la Storia”. Lo confermo. Dagli anni Trenta del secolo scorso, nessuna è riuscita a conquistare tre scudetti consecutivamente. Questa è la testimonianza concreta di quanto sia ripida la salita che abbiamo appena iniziato. E’ un’occasione che non vogliamo farci sfuggire, ma sappiamo quanto la competizione sia cresciuta. Non bisogna averne paura ma esserne consapevoli”. E infine “la partecipazione alla UEFA League non deve essere considerata un semplice traguardo stagionale, bensì un ricorrente obiettivo medio di una più ampia strategia di medio-lungo termine, volta a incrementare l’attrattiva dei colori bianconeri sul mercato globale”.