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Cesare, l’ultimo Bearzot: perchè salverà il calcio italiano se…

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di Paolo Paoletti - Prandelli si, Prandelli no?
non aveva scelta, Cesare è il miglior Ct che la Nazionale possa avere oggi.
Allegri, , Spalletti, , Capello, candidati a sostituirlo per motivi diversi, non avrebbero garantito niente di più.

ha poca esperienza internazionale, Allegri sarebbe stato un ripiego dopo il dal , Spalletti deve riprendere confidenza con il italiano, è troppo dandy, Capello ha una leaderschip troppo forte per avere a che fare con le società, oltre ad essere il tecnico della Juve retrocessa per poli.

In Sudafrica 2010 fu un disastro: da del mondo 2006 fummo sbattuti fuori da Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Una vergogna.

Cesare Prandelli ha ricostruito in poco tempo una Nazionale vera.
Al primo scoglio è arrivato fino in fondo, vicecampione d’ 2012, dopo essersi qualificato imbattuta e con la migliore difesa.
In Confederations Cup 2013, prova generale dei prossimi Mondiali, nonostante tutto è arrivato terzo, medaglia di bronzo ai rigori contro l’Uruguay, nostro avversario a giugno nella fase a giorni.

Attualmente l’Italia è all’ottavo posto nel ranking Fifa: Non è stata teste di serie per una sbagliata gestione delle amichevoli che paga il potere dei club e una cultura italica sbagliata.

Nel prossimo biennio Cesare sarà ufficialmente supervisore di tutte le nazionali, lavoro sui si è sempre dedicato fruttando in secondo posto all’Europeo 2013 Under 21.

Si è qualificato per i Mondiali brasiliano imbattuto e con 2 turni d’anticipo.

Per stile e bravura, Prandelli è l’ultimo Bearzot del italiano. Rispetto a Enzo guidare una Nazionale già 4 volte campione del mondo, oltre il titolo Europeo e quello Olimpico. Ricordando che i suoi azzurri deve sceglierli in un campionato ai massimi per presenze straniere: 68% contro il 32% di giocatori italiani.

Ha voluto il codice etico, crede nei valori di lealtà e correttezza. Sa come prendere i più scalmanati come Balotelli, lavora all’antica con bastone e carota.
Avrebbe voluto più tempo, ma è sabotato dai club. Già Lippi ne rimase schiacciato sbottando…”della Nazionale frega niente a nessuno”. Sarà ma Cesare è riuscito a imporre a tutti l’onore della maglia azzurra.
E’ equilibrato e disincantato, la vita gli ha proposto tante gioie ed intenso dolore.
Si è rifatto una storia sentimentale dopo aver rispettato la scomparsa della moglie e l’affetto dei figli.

E’ insomma una persona seria.
Nei prossimi 2 anni ha un onere importante: cambiare il italiano, rilanciandolo in Italia e all’estero. Può riuscirci nonostante gli interessi distorti dei presidenti.

Perchè il italiano ha bisogno di talenti, rispetto delle ree,
stutture, esempi e modelli cui rifarsi.
Prandelli con i nuovi centri federali, la supervisione su tutte el nazionali li, vetrina imprescindibile per i vivai dei club, il cambio generazionale dopo 2014, può incidere fortemente sul futuro prossimo.

Ci riuscirà, se non lo fanno fuori prima!