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Tema: meglio i bomber o i difensori?

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di Paolo Paoletti - Sembra la giornata dei cannonieri: doppiette di Quagliarella, Higuain, Bacca, reti decisive di Icardi e Babacar…
Ma non è proprio cosi! Se il Napoli ha vinto le prime due dell’anno segnando 10 gol tra Bruges e Lazio, già 10 in campionato – miglior attacco – la testa della classica Mancini l’ha conquistata con appena 5 reti ed 1 solo subito, miglior difesa.
Higuain ne ha fatti 4 in 4 gare, con due doppiette, ma il Napoli a 5 punti e 6 gol incassati è ancora nella parte destra della classica.
Mentre il Torino di Ventura, secondo con 10 punti, ha segnato 9 reti e subiti 6. Quagliaerella ancora sugli scudi ma non più di Maksimovic, infortunatosi, e Glik!

La quarta vittoria su 4 dell’ ha invece prodotto già 4 punti di vantaggio sulla Roma, 6 sul , 7 sul Napoli, 8 sulla Juve.
Presto per tirare somme, ma il tema è forte: come si vince il campionato, per lo scudetto cosa conta di più?
Mancini è sulla buona strada, il bel gioco arriverà. La difesa bunker, la migliore con 1 solo gol subito contro il Carpi, è la chiave della partenza lampo.

Vittorie risicate, con 1 gol di scarto, di Jovetic contro l’Atalanta e Carpi, Guarin nel derby, Icardi a Verona contro il Chievo: questa è cinica quanto imperforabile, anche a Verona dove mancavano sia Juan Jesus che Miranda fuori anche nel derby e Murillo uscito a 20′ dalla ne.

Mancini tiene l’ottimo Medel al centro della difesa e lanciato titolare il nuovo Telles. Sfruttando l’ottimo momento di Santon, destinato a partire, ora in costante crescita.
Ora che Icardi si è sbloccato, Mancio deve lavorare sul suo potenziale. Mercoledì sera a prossima puntata contro il Verona.

IL BALLO DELLA QUAGLIA. Fabio Quagliarella è l’autentico leader e trascinatore del Toro dei miracoli, secondo da solo sulla scia dell’ e secondo in quanto a gol segnati: 9 (contro i 5 dei nerazzurri, tanto per dire…). Il bomber di Castellammare di Stabia – unico dei 23 azzurri a salvarsi dal so 2010, si gode a 32 anni il suo ennesimo magic moment. Di una carriera che avrebbe potuto regalargli qualche soddisfazione in più se solo Fabio fosse stato compreso meglio da due suoi illustri allenatori che lo hanno avuto alle dipendenze utilizzandolo poco e male: Walter Mazzarri prima, nel Napoli e Antonio Conte, poi, nella Juventus. Con Ventura il feeling è scattato immediato: e così Quagliarella, capitano senza fascia, che indossa Glik, è diventato il faro granata. E magari Conte potrebbe restituirgli con gli essi ciò che gli aveva tolto ai tempi della Juve: quando, nonostante Quaglia avesse la miglior media gol e segnasse gol pesanti anche in , era sempre l’ultima scelta dell’attacco bianconero.

HOEDT BRUTTA STATUINA. Per carità, niente da dire. Gran gol quello di Higuain che ha aperto le marcature in Napoli-Lazio. Bello il movimento, forte e precisa la conclusione a rete del Pipita. Da censurare, con un voto pari al numero di maglia (2), l’opposizione (si fa per dire…) dell’olandese Hoedt. Che la Lazio ha pescato in Olanda nell’ultimo mercato estivo. E che forse si sta rendendo conto che giocare nell’Az Alkmaar in Eredivisie non è la stessa cosa che farlo nella Lazio in Serie A.

MINIMO SFORZO, MASSIMO RISULTATO. E’ l’ manciniana: non entusiasma, vola in classica. Ha vinto le prime 4 partite di campionato con lo scarto di 1 gol: 1-0 alla orentina, 2-1 a Carpi, 1-0 al e 1-0 a Verona in casa Chievo. Che al Bentegodi ha ritrovato i gol del suo capitano e della scorsa stagione, Maurito Icardi. Il Mancio sorride sornione alle domande che lo incalzano sul tema scudetto. Sa benissimo, per esempio, che la Grande di Mourinho non era mai partita così forte: 10 punti su 12 sia nel 2008-09 che nella magica stagione successiva, quella del . E ricorda altrettanto bene che la sua dal gioco migliore (quella della sua prima annata in nerazzurro, nel 2004-05) nelle prime 4 giornate di punti ne raccolse soltanto 6.

AFFARISSIMO MURILLO. Sarà che non esistono più i di una volta, quelli che sapevano fare la differenza in zone di campo in cui solitamente ci si aspetta di vedere la magia del dieci o del centravanti. Quelli che sapevano prendersi la scena per un tackle fatto come la divina legge del calcio comanda, o per un gladiatorio contrasto spalla contro spalla. Sta di fatto che se ci si avvicina ad un difensore che possa almeno esser denito tale, il prezzo sale alle stelle. Il calcio evolve, a volte bene a volte meno, alla ricerca di caratteristiche che rendano lo spettacolo più succoso. “Oggi vogliono che il difensore giochi, gli insegnano a guardare la palla e non sentire l’avversario. Com’è possibile che ci siano attaccanti da sessanta gol? Sarà anche colpa delle difese, no?”, dichiarava Fabio Cannavaro pochi mesi fa, denunciando un problema che sta divenendo accademico.

SOSPETTI INIZIALI – Un assurdo con cui l’ stessa ha convissuto. La coppia di centrali Ranocchia-Juan Jesus non ha mai dato garanzie, e per ripartire, la società ha rivoluzionato la difesa. Tra i primi colpi di Piero Ausilio, c’è Jeison Murillo, colombiano di 23 anni bloccato dall’ già a gennaio. Destava sospetti, un po’ perché i sud-americani non entusiasmano, ma soprattutto perché Murillo è stato strappato al Granada dei Pozzo per 8 milioni di euro. Niente per come i pozzo vendono i talenti.

GIA’LEADER. Invece l’avvio di stagione ha zittito tutti: Murillo è subito diventato leader difensivo. Cattivo sull’uomo, concentrato per 90′, l’ex di Granada e Deportivo Cali indossa la maglia nerazzurra con disinvoltura. Cosa mai riuscita in 4 anni a Ranocchia stremato dalle responsabilità. Un affarissimo se il per Alessio Romagnoli, ottimo prospetto, è costato 25 milioni di euro più bonus.