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Stupore Antimafia, Tavecchio lancia la ‘lap-dance’: zitto!

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“Gli non sono più posti dove andare solo a vedere il calcio, ci deve stare la farmacia, il cinema, la lap-dance, bisogna fare attività e”. Sono queste le dichiarazioni che hanno innescato una nuova bufera su Carlo Tavecchio.
Pronunciate in Commissione Antimafia, le parole del presidente della hanno fatto subito grande scalpore, suscitando clamore sui . Dopo “Opti Poba” e le battute su ebrei e omossessuali, Tavecchio piazza una nuova gaffe.

Tutto è successo parlando della condizione degli ni in Commissione Antimafia. “Aiamo un handicap sugli , il viene esercitato in che sono inferiori alla media europea anche sotto il sistema della sicurezza”, ha spiegato il presidente della . Poi la “boutade” a luci rosse che ha lasciato un po’ tutti di stucco. Altro che impianti moderni e multifunzionali, per Tavecchio il degli passa anche dalla lap-dance. Farmacie, cinema e striptease, per l’esattezza.

Una ricetta molto particolare, che non è passata inosservata, soprattutto viste le numerose gaffes del numero uno della Federazione, che poi però si è soffermato anche su temi molto più importanti. A partire dal bagarinaggio e dal modello turco per debellarlo: “Lì c’è l’identificazione fotografica che cambia tutto il sistema, va fatta al soggetto titolare del biglietto al tornello. Questo processo impegneree un centinaio di milioni di investimento per la Serie A. Un’operazione che si potree pensare in un minimo di periodo”.

Poi qualche battuta sulle proprietà straniere dei club in Serie A: “Nel caso dell’ e del Milan la ha fatto l’indagine che deve fare, i punti sono stati ottemperati e i due investitori hanno avuto la patente di liceità. I fondi sono arrivati attraverso banche cinesi esistenti, i bonifici sono arrivati da lì e il controllo qui è finito. Noi non siamo la finanza, non aiamo le loro prerogative”. Infine una dichiarazione sullo strapotere dei procuratori: “Al presidente della , Aleksander Ceferin, aiamo chiesto un’iniziativa per un provvedimento generale europeo. Quantomeno in dovree esserci una normativa sui procuratori univoca e specifica per tutti i Paesi”.