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No Russia, no party: come Tavecchio potrebbe arrendersi alle dimissioni.

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di Romana Collina - Come funzionerà il Consiglio Federale di lunedi 20 novembre?

Sono 17 i consiglieri che dovranno voe domani la fiducia a Tavecchio, viste le assenze dei rappresentanti delle due Leghe di A e B commissariate, che alzano il conteggio a 21.

I 9 PRO PIU’SIBILIA. Nove sono ancora pro Tavecchio e si tratta di: Carlo Tavecchio (presidente), Ermelindo Bacchetta (Lnd), Karl Runnger (Lnd), Giuseppe Caridi (Lnd), Antonio Cosentino (Lnd), Renzo Ulivieri (Aiac), Luca Perdomi (Aiac), Marcello (Aia). L’Assoallenatori, guidata da Renzo Ulivieri, voterà ancora per Tavecchio, nonostante le minacce di alcuni componenti di lasciare l’associazione (soprattutto Massimiliano , che ha già reso manifesta questo tipo di decisione). Particolare invece la situazione di Cosimo Sibilia, dell’Lnd, che al momento è ancora indeciso, essendo sia uomo di Tavecchio che del Presidente del Coni Giovanni Malagò. Il presidente Tavecchio si potrebbe dimettere anche avendo la maggioranza risicata o comunque potrebbe crollare proprio a causa dei Dilettanti, che sono oggetto di forti pressioni politiche e che sono rappresentati proprio da Sibilia, che si tirerebbe dietro gli altri consiglieri dell’Lnd a lui ti, ovvero Bacchetta, Runnger, Caridi, Cosentino, mentre Montemurro, sempre dell’Lnd, vota già contro.

GLI 8 CONTRO. Ecco invece gli otto che voteranno contro Tavecchio: in primis Damiano Tommasi (Aic), ma anche Umberto Calcagno (Aic), Simone Perrotta (Aic), Sara Gama (Aic), Gabriele Gravina ( Pro), Giancarlo ( Pro), Stefano Rosso ( Pro) e Andrea Montemurro (Lnd).

MONTEMURRO, CALCIO A 5, SCARICA TAVECCHIO. Ecco le dichiarazioni di Andrea Montemurro, presidente del Calcio a 5 in passato grande elettore di Tavecchio, che voterà contro la permanenza dell’attuale presidente: “Con risultati così negativi in una grande azienda non dico che sarebbero andati tutti a casa, ma di certo ci sarebbe stata la rivoluzione. Dal punto di vista umano e personale mi dispiace molto per Tavecchio, che ora è divenuto il “punching ball” di tutti e che ho sostenuto in campagna elettorale insieme al mio presidente diretto Cosimo Sibilia. Il mio voto però non è scontato: chiediamo alcune innovazioni profonde e sostanziali. Sentirsi responsabile è giusto perché una posizione cosi importante come quella del presidente implica sempre e inevitabilmente delle responsabilità. Al di là del risultato del playoff comunque e di una sfida che sul campo può essere sempre condizionata dagli episodi, io sono stato l’unico a sollevare in tempi non sospetti e dopo la mia elezione nel dicembre 2016 un problema non to esclusivamente al presidente Tavecchio: la struttura del Italia. Prima dell’estate insieme a Sibilia, con cui ci sono intenti comuni, ho fatto mettere a verbale il fatto che mi dissociavo dal modo in cui Italia gestisce le nazionali di Calcio a 5. È assurdo il fatto che io, pur eletto dalle società, non ho poteri gestionali enemmeno posso in qualche modo coadiuvare. Praticamente non abbiamo alcuna voce in capitolo, ma se ad esempio al prossimo Europeo le cose andassero male chi sarà responsabile? Io non avrei colpa in caso di disfatta né meriti in caso di successo e non penso sia logico, anche perché la nostra disciplina è diversa dal calcio. Prima della mia elezione è stato prolungato il contratto a un CT che non era in scadenza e che io mi sono così ritrovato, senza cone che è a capo di cinque selezioni e se un giorno avesse la febbre si paralizzerebbe tutta l’attività. E anche a livello organizzativo ci è stato impedito di partecipare al ‘Mundialito’ in Thailandia e di sfidare l’Argentina in un’amichevole: danni gravi per un movimento in crescita come il nostro. Il diggì Michele Uva e Renzo Ulivieri sono responsabili quanto Tavecchio. Ricambio generazionale? Non conta l’età, servono semplicemente dei bravi manager da giudicare in base ai risultati e i risultati di tutte le Nazionali, da quella di Ventura e l’Under 21 fino a quella femminile sono sotto gli occhi di tutti. Per non parlare del Calcio a 5, dove siamo usciti al Mondiale contro l’Egitto. Se fossimo stati in una grande azienda di fronte a questi risultati non dico che sarebbero andati tutti a casa, ma di certo ci sarebbe stata una rivoluzione. E il calcio è importante anche a livello economico e sociale nel nostro Paese. Non chiudo la porta a Tavecchio ma neanche voglio lasciargliela aperta a priori. Con lui ho parlato nei giorni scorsi e l’ho trovato moralmente a terra, ma gli ho detto quello che chiediamo come Calcio a 5. Voglio vedere se riuscirà davvero a presene delle idee innovative e se avrà la forza per sostenerle, il mio voto non è scontato. Malagò è una persona di spessore e illuminata che veramente sta cambiando lo sport italiano. Ha fatto dichiarazioni pubbliche molto importanti ma per quanto mi riguarda non so se Tavecchio abbia fatto bene o meno a rese in sella. Lo si scoprirà domani dalle proposte che porterà in consiglio. Serve un rilancio”.

PUNTO ANCELOTTI. Situazione di profonda incertezza, dunque, al momento: anche se le di Tavecchio sono più vicine di quanto si poteva pensare fino a qualche giorno fa. La considerazione più semplice in merito al Consiglio Federale di domani, per coloro a cui essa la futura guida tecnica della Nazionale italiana, è che con un nuovo presidente sarebbe più fa convincere Ancelotti ad asssumere la carica di ct. Un Ancelotti che sta opponendo resistenze proprio a causa della figura di Carlo Tavecchio, con il quale non è assolutamente convinto di lavorare.

COLPO DI SCENA. E se Tavecchio si dimettesse? Fulvio , esperto della vita federale in Via , rivela su Repubblica che il presidente FIGC sta maturando la decisione di dimettersi. Potrebbe accadere già nel Consiglio Federale, a causa delle pressioni nei suoi confronti del popolo del calcio dopo l’eliminazione Mondiale.

L’annuncio del no in Consiglio del presidente di Pro Gravina e l’ostilità dichiarata dell’Assocalciatori guidata da Damiano Tommasi e di una parte degli allenatori ( è pronto a lasciare il consiglio direttivo, seguito da altri tecnici, in contrapposizione con Renzo Ulivieri), ‘costringe’ Tavecchio a riflettere: non avrebbe più i numeri li per rese alla guida della Federazione.

La scelta dell’ex presidente della Dilettanti, arrivata a poche ore dal clamoroso sfogo a ‘Le Iene’, rinnega l’vista con cui Tavecchio ha addebitato tutte le responsabilità del azzurro all’ex ct Ventura.

Si prepara un mezzogiorno di fuoco. Vedremo se l’Italia del calcio, almeno per un a volta, avrà il coraggio della dignità!