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Sugc: la lista fake news Calcio Napoli è inqualificabile!

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“La lista delle presunte ‘fake news’ che il Calcio ha fatto con la collaborazione di un sta di una radio privata è inqualificabile.
La quotidiana proscrizione offende il lavoro di professionisti che vengono esposti alle reazioni scomposte degli ultrà, come è accaduto di recente.
Per quanto riguarda il col sarà segnalato al consiglio di disciplina dell’Ordine dei sti”, è quanto afferma il segretario del Sindacato unitario sti della Campania, Claudio Silvestri.

USSI. ‘Ussi Campania – Gruppo ‘Felice Scandone’ rileva che cio’ che sta accadendo negli ultimi giorni in riferimento alle cronache che riguardano il Calcio va “assumendo sempre di piu’ contorni inquietanti e irreali sui quali e’ d’obbligo fare alcune considerazioni, nonche’ avanzare un appello al buonsenso a tutte le componenti – Societa’ e sti – perche’ si sta realizzando un gioco al massacro che non serve a nessuno, tanto meno ai si della squadra azzurra che sono il terminale e le vere vittime di certi comportamenti distorti”. “E’ evidente e innegabile che negli ultimi giorni si e’ fatto particolarmente insistente, soprattutto in rete, un modo di fare smo che e’ l’antitesi di quello corretto e professionalmente inappuntabile al quale si dovrebbe sempre ispirare il lavoro dei colleghi. Oggi, pero’, il Calcio ha alzato il tiro in maniera impropria ed eccessiva, aentando critiche alla stampa in modo irrituale, inventando addirittura – complice anche il disinvolto e censurabile atteggiamento di una testata radiofonica e di un sta che si e’ prestato al gioco al massacro dei suoi stessi colleghi – un odioso giochino finalizzato a mettere alla berlina gli autori di alcune infelici uscite stiche ma, assieme con essi anche il lavoro serio e responsabile – e dunque la credibilita’ – di un’a categoria”, si legge in una nota. L’Ussi della Campania “respinge fermamente tale atteggiamento irridente e condanna senza tentennamenti chi, come il Calcio e il sta che si e’ prestato a questa messinscena, hanno leso in maniera insopportabile la dignita’ della stampa sportiva. L’Ussi della Campania ha da tempo chiesto al Calcio un colloquio costante sui temi della correttezza e della deontologia professionale e sul rispetto reciproco nei rapporti tra le componenti, che dovrebbero sempre improntare le reni tra chi ‘produce’ le notizie e chi e’ chiamato a divulgarle. Questa richiesta e’ stata sempre disattesa. Oggi siamo addirittura arrivati al punto di dover sentire irridere e mettere alla berlina i sti da parte del Calcio , anche e soprattutto perche’ la Societa’ non ha mai saputo o voluto creare un dialogo, aprire unea di credito con chi si fa garante di un modo di fare smo serio e responsabile, accettandone la collaborazione finalizzata alla creazione di un rapporto sano e costruttivo”. Cio’ detto, l’Ussi della Campania ricorda a tutti, prosegue la nota “che esistono linee guida di condotta per i cronisti sportivi – sancite tra l’altro nel Testo unico dei doveri del sta e nel Decalogo di autodisciplina del smo sportivo – alle quali chi e’ impegnato nel nostro mestiere non puo’ sottrarsi. L’Ussi della Campana invita pertanto i colleghi a mantenere un comportamento professionale deontologicamente corretto e a evitare di diffondere notizie e informazioni destituite da qualsiasi fondamento, eventualmente al solo scopo di catturare consensi sui media o contatti sulle pagine dei propri siti. Il smo e’ una professione seria e gli operatori dell’informazione hanno una grande responsabilita’ sulle spalle. Le notizie vanno pubblicate solo se adeguatamente verificate attraverso le fonti ufficiali o quanto meno se vi e’ la certezza assoluta che fonti diverse da quelle ufficiali siano attendibili al di la’ di ogni ragionevole dubbio. Di qui l’appello al buonsenso e alla moderazione rivolto a tutti: ai sti perche’ lavorino con serieta’, professionalita’ e in maniera deontologicamente irreprensibile, al Calcio perche’ abbandoni la strada dell’ irrisione e dello scherno e faccia re semmai le proprie ragioni attraverso strade piu’ adeguate, senza rinunciare, o peggio rifiutare, un dialogo istituzionale costruttivo con l’ organismo di categoria”.

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