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Stupro CR7? “Crimine abominevole, contrario a tutto ciò che sono”.

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di Marco Innocenti - “Nego fermamente le accuse che mi hanno rivolto. Considero lo stupro un crimine abominevole contrario a tutto ciò che sono e in cui credo. Non aenterò il circo mediatico creato da col che vogliono cercare di promuoversi a mie spese”. Il doppio tweet in lingua ghese prima, e in inglese poi, arriva quando erano da poco passate le 16:10, dal suo account Twitter, seguito da quasi 75 milioni di persone. ha voluto mettere un punto denitivo alle accuse provenienti da una donna statunitense, oggi 34enne, riferite in un’vista al settimanale tedesco Spiegel.
Per la donna, Kathryn Mayorga, l’avrebbe violentata in una camera d’albergo il 13 giugno 2009 a Las Vegas.
È la città in cui lei viveva, e nella quale CR7 era in vacanza. In un secondo tweet, il ghese ha poi aggiunto: “Aspetterò con serenità l’esito di qualsiasi tipo di indagine perché nulla pesa sulla mia coscienza”.

IL CASO. Ha preso forza negli giorni. Dopo le riveni della donna al Der Spiegel, la polizia di Las Vegas aveva deciso di riaprire il caso di presunto stupro. Secondo le ricostruzioni, quella sera la Mayorga fu effettivamente sottoposta in ospedale ad accertamenti medici. E la polizia di Las Vegas ha confermato che il giorno dell’aggressione era effettivamente venuta dopo una telefonata della vittima, senza pore avanti l’inchiesta perché la Mayorga non aveva fornito dettagli né sul luogo dell’incidente, né sulle generalità dell’aggressore. Kathryn Mayorga, che attualmente soffre di una sindrome da disturbi post traumatici, ha dichiarato di aver taciuto per 9 anni come conseguenza di un accordo di riservatezza da 375mila dollari e di essere stata poi convinta a denunciare la vicenda ispirata dal movimento #Metoo.

CR7 REPLICA. Dopo la notizia riferita dal settimanale tedesco, aveva replicato in modo secco per la prima volta attraverso una diretta su Instagram nel corso della quale aveva risposto a tante domande dei suoi fans: “Fake news. Vogliono farsi blicità attraverso il mio nome. È normale. Facendo il mio nome vogliono acquisire fama. Ma è parte del mio lav. Io sono un uomo felice, è tutto a posto”. Il suo avvocato, Christian Schertz, aveva minacciato querele parlando di “una clamsa zione dei diritti personali del mio cliente”.