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Sponsor in fuga, più degli spettatori: serie A da ridere!

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di Paolo Paoletti - In serie A le maglie sono vuote. Da ridere la richiesta di De Laurentis di aumentare gli spazi sponsor: 7 squadre su 20 di non hanno neanche il primo! Mai così scarso l’appeal del nostro deriso dal confronto col resto dell’: Premier, Bundesliga, Ligue 1 non hanno un buco libero sulle maglie dei club, in Liga disponibili solo quelle di Valencia e Levante.

Anche la quotazione del main sponsor di tutto il campionato scompare nel raffronto: Tim paga 15,750 milioni di euro l’anno, 50 milioni di sterline a stagione la Barclays per targare la Premier League. Ed è già previsto un rialzo!

La Roma made in Usa ha quotato il costo per il suo ‘main sponsor’: 14-15 milioni, confermato dal gentile rifiuto a una compagnia aerea nazionale che ne ha offerti 4, massimo 5 quanti si accontenta di ricebvere il Napoli dalla Lete.

La Lazio è da 8 anni senza sponsor fisso. Lotito tuona: “non svendo il nostro marchio per metterci uno sponsor”.
Il Genoa è realtà insolita: McVityie’s è co-sponsor, non quello principale, ma a minimo garantito nel contratto di ‘marketing agent’ con l’advisor Infront.

A parte casi isolati, il trend negativo di riguarda il sistema. La causa-fuga o degli sponsor in Italia, nonostante il l’inserimento del un terzo marchio sul retro delle divise, è l’immagine pessima della serie A percepita all’estero.
La crisi generale influisce, molto peggio fanno gli stadi obsoleti e vuoti.
e dirigenti credono di andare avanti solo con la torta dei diritti tv…l’addio dei Pop Player al nostro e l’assenza di strategie di marketing e promozione sui social media e dei diritti d’immagine dei calciatori sono allarme vecchio.

La nuova serie A accusa 50mila abbonati in meno nel 2014-15 al netto di squadre promosse e retrocesse. I nuovi stadi sono diventati una barzelletta: la Juve ha fatto seriamente e da sola e ne trae i benefici. L’Udinese ha cominciato la ristrutturazione del Friuli, la Roma ha firmato l’accordo col Comune per il nuovo impianto. Ma i prezzi di biglietti e abbinamenti salgono inversamente alle percentuali di presenze oggi appena al 56,6%.
Da ridere rispetto a (96%), Inghilterra (95%), Francia (70%) e Spagna (68%).

Il Milan sta rinnovando immagine e know-how. Berlusconi, tra Casa Milan, loghi di design e slogan come ‘Senza te non siamo noi’ prova a fermare l’emorragia di abbonati: dalle 23.500 del 2013-14 il Milan è crollato alle 16mila tessere fin qui vendute.

Peggio del Milan sta il Napoli.
De Laurentis dovrebbe vergognarsi: abbonati praticamente scomparsi, dai 15.000 a 6.000. Disamore della migliore piazza italiana per il mercato ridicolo per le promesse scudetto.
La Lazio, addirittura è ad un quarto rispetto l’anno scorso: appena 7.000 su 23mila. La curva in contestazione permanente contro Lotito e i capi ultrà che fanno la tessere adl tifoso solo per andare in trasferta. Lo spot “Quasi amore” col bimbo che bacia l’aquilotto è da truffa.

Tutti in difficoltà.
L’Udinese accusa -4000 abbonati, la Fiorentina -3.000, il -2.500, il Verona -2.000.
La conferma le 28mila tessere.
‘C’ero, ci sono, ci sarò’ è lo sloga dalla campagna della Samp che ha difeso i numeri dello scorso anno come Cagliari, Sassuolo e Genoa.
Top secret la situazione dell’ ferma a 31 mila.

Soddisfazione solo per Empoli che raddoppia a 5000, Palermo oltre 8000, Cesena verso i 12 mila. IL salto dalla B alla A funziona.
Atalanta e Torino puntano i 10.000 abbonati.
I granata possono contare sul ritorno in , i bergamaschi puntano sui prezzi: -20% secco sugli abbonamenti ed in regalo un piumino mimetico. Caso unico in Italia.

Poi la Roma. Superati i 26mila, 3000 in più dello scorso anno. “La caccia ricomincia, unisciti al branco” è lo spot che ha suscitato scalpore e indignazione dopo la morte di Ciro Esposito, tifoso del Napoli.

Gli stadi vuoti, vorrebbero la politica dei òèrezzi bassi come a Bergamo ma l’ingordigia dei vince.
Ritocchi al rialzo, eccoli: Campione d’Italia a +6,9%. Fiorentina +6%, Milan +5,5%, Roma +4,5%.
Napoli e altri hanno confermato i prezzi.
Riduzioni per e famiglie o promozioni innovative, le offrono un po’ tutti. Come l’abbonamento pluriennale del Genoa e la possibilità di rivendere le partite dell’abbonamento alla Juve.

Il offre ‘Porta un crociato’…caccia all’amico per lo sconto.
Investire in un team di pubblicitari piuttosto che in uno nuovo è il massimo che hanno fatto i club.
Il italiano resterà sempre mediocre perchè lo sono i padroni del vapore!

Rassegnamoci.

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