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Spalletti verità: abbraccio Totti, Roma bel ricordo!

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di Nina Madonna - Alla vigilia di -, Spalletti vuota il sacco: parole dolci per la Capitale, meno per l’ ed il .
Una partita speciale per l’allenatore toscano, che no a 3 mesi fa ha lottato per il secondo posto.
Riuscirà a ripetersi con l’?

LA . “Il ritorno all’Olimpico? Lo immagino per come l’ho vissuto. non mi è indifferente, ho voluto bene a quel gruppo di giocatori, ho avuto un rapporto professionale di altissimo livello e ci torno con tutto l’entusiasmo possibile. Poi loro possono accogliermi come vogliono. Se incontro sarò ben contento di aracciarlo, tra me e lui non c’è nessun conto in sospeso, da parte mia è così. Sarà un piacere. La non ha bisogno di stimoli. Noi doiamo cercare qualcosa di più per trovare delle soluzioni per essere al loro livello, per competere con squadre forti. Il nostro campionato verrà misurato da queste partite e noi doiamo farci trovare pronti. Se non giochiamo in questi campi da squadra forte verremo travolti”.

. “Deluso? Assolutamente no, l’ ha già i suoi campioni. Io sono felice di lavorare con questi giocatori che mi hanno fatto vedere di che pasta sono fatti. Sotto l’aspetto della qualità delle persone ho poco margine d’errore: questa è una squadra forte. Fossimo stati più ordinati all’inizio del si poteva mirare subito a quello che era il percorso che dovevamo fare. Invece all’inizio aiamo mirato a situazioni diverse che non si sono portate a casa. Nel calcio capita di dover modicare il percorso, io sono orgoglioso di averlo fatto con il club in base alle situazioni che ci chiamavano in causa”.

SULLA SQUADRA – “Dal mio punto di vista conta la prestazione. Ho letto di trasferta dif, campo dif, tutto vero: ma la prima qualità deve essere tua, essere squadra. Noi affrontiamo un avversario forte ma se sei organizzato nel calcio non ci sono trasferte. Dipende da come ti proponi. Non ci sono squadre fortissime, ma quelle che si giocano il risultato con te e noi doiamo sapere che ci sono occasioni nel calcio che capitano oggi ma non domani. Questa qualità di essere dentro con la testa e i muscoli ed essere un blocco unico doiamo già mostrarla nonostante il poco tempo. Se rmerei per ripetere qui i risultati di ? Non rmo nulla, non metto limiti né pongo paletti che possono essere smentiti dal lavoro dei ragazzi. Ho ducia in loro, hanno potenzialità importanti e lo sapevo anche prima. Ho a disposizione le mie stelle, qualcuna va un po’ rispolverata e di conseguenza si va a giocare come si è fatto anche in estate, quando si è visto che non ci siamo nascosti dietro ai cartelloni pulicitari: questa deve essere la nostra storia. Non possiamo modicare quello che è avvenuto ma possiamo mettere dentro un percorso importante. Dipende sempre da come lavoriamo. Quelli che alleno dal mio punto di vista sono i più forti, non penso che il mio avversario aia qualcosa di più. So di avere a disposizione potenzialità e le voglio mettere in pratica”.

. “Penso di conoscere Francesco aastanza bene. L’ho visto sorridente, perfettamente nella sua persona, ieri durante il sorteggio di . Spero faccia ciò che voleva fare, ne sarei contento. Poi io ho il mio amore da distribuire e per lui ce n’è. Ho ricevuto molta qualità da Francesco, mi ha fatto vivere partite splendide, ha segnato di grande qualità. Non ho problemi di alcun genere con lui, sono tranquillissimo. Io ormai alleno l’ e ho un vero centravanti che alleno con grande piacere, mi riempie tutti gli spazi di pensiero. A ho avuto tanti grandi calciatori, la ha un motore e una scocca forte, ha Manolas, Strootman, De Rossi, Naingan, Dzeko, Perotti, Alisson… Dicono siano in difcoltà col terzino destro, lo sceglierei volentieri e metterei Florenzi per l’affetto che nutro per lui, lo rivedrei in campo come avversario, è bene che giochino quelli forti. C’è Emerson che doveva fare il parcheggiatore a Trigoria e invece giocherà in perché è fortissimo. Ventura me lo chiese prima di convocarlo”.

INSEGNAMENTI. “Quella mezzora contro la orentina quando aiamo aassato il livello della nostra qualità non voglio rivederla. Doiamo essere continui, una squadra che si accende subito e spinge, doiamo essere una squadra che ha facilità di palleggio, un blocco unico intorno alla palla, che dà continue letture di alzare la linea difensiva o aassarla con gli attaccanti. Ci saranno momenti in cui saremo costretti ad aassarci per la forza dell’avversario”.

‘STELLE DA RISPOLVERARE’ – “I nostri calciatori hanno qualità, il discorso è in generale, non creo delle difcoltà psicologiche. Perisic e Icardi hanno fatto vedere di essere due da Gran Premio, sono partiti forte. Qualcuno deve migliorare, doiamo migliorare nell’essere squadra, blocco, nell’essere nelle condizioni di dividersi i vantaggi e gli svantaggi durante una partita di calcio. Domenica scorsa Perisic ha fatto vampate per rientrare, ma state tranquilli che quei 100 metri gli vengono restituiti per le sue qualità”.

. “C’era bisogno di due direttori? Cos’è cambiato sul ? Capisco il suo punto di vista, servireero approfondimenti. Ma si va a giocare a e non mi metto a fare polemiche. Noi aiamo una società forte, nell’ tutti hanno un ruolo ben denito, tutti fanno il loro lavoro. Ho chiesto tre-quattro giocatori e sono arrivati. Dalbert era nel mirino della società, Vecino e Borja li conosco bene e li ho chiesti, poi siamo stati costretti a sterzare perché Kondogbia faceva richieste che all’inizio pensavamo di far rientrare, poi ha continuato e i direttori sono stati bravi a portare a casa un giocatore forte come Cancelo. Poi non dipende dai direttori se inizialmente si pensava di arrivare a una certa quota e poi non è stato più possibile a causa di paletti, ree e buon senso che nel calcio va usato. Essere dentro le ree è fondamentale, qualcuno deve iniziare a farlo. Poi aiamo conosciuto meglio la nostra squadra e siamo riusciti, anche se c’è da fare qualcosina, a creare un gruppo forte che possa soddisfare le nostre ambizioni”.

DALBERT E CANCELO. “Io penso che chiunque di noi sia chiamato a fare un lavoro aia la convinzione di poter mettere mano allo stesso e dare indicazioni. Si sta ricercando un modo di stare in campo che prevede equi. Loro sono molto offensivi, che per noi vanno bene perché noi vogliamo essere propositivi. Ma al contempo c’è da alternare questa caratteristica. Ci sono dei tempi di scappata per il reparto difensivo che bisogna conoscere, basta poco perché l’avversario prenda il tempo alla linea difensiva. Questa deve comportarsi come un blocco unico e in questo c’è da fare qualche passettino. Poi se li lasci andare a briglia sciolta sono cavallini che vanno oltre le possibilità. Cancelo è più attratto dal ruolo di terzino, non è uno da spalle girate. Ha bisogno di partire da dietro e questo lo facilita. Poi però c’è una fase difensiva perché troveremo esterni fortissimi. Sono due giocatori da ”.