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Spalletti brucia: il passato distrugge!

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di Nina Madonna - L’Inter ha un solo vero problema: è l’Inter… l’ambiente di Milano, tifosi, vita notturna, distrazioni, club difcile da gestire, che scottano. Per questo l’impresa di e Moratti, il mitico Triplete, resterà inarrivabile. Come le Coppe Campioni e Intercontinentali dell’Inter di Angelo Moratti: Sarti, Burnich, Facchetti, Bedin, Guarneri, Picchi, Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez, Corso!

Il passato dell’Inter, il paragone costante con quello che è stato, pesa. Ne è certo Spalletti che spiega: “Le maggiori difcoltà nascono da questi continui paragoni con i problemi degli anni precedenti. Questi paragoni portano a pensare che non ci si possa far niente se non aspete che sia passata la tempesta. Quando invece noi avremmo bisogno di reazioni forti e immediate”.

Perché, nel mirino, c’è sempre l’obiettivo e un bilancio che dipende fortemente dal raggiungimento almeno del quarto posto: “Che voto mi darei in caso di raggiungimento della ? In caso di raggiungimento mi darei 10, cioé il massimo. Se non ce la facessimo, il voto lo potrei dare dopo aver visto come non è stata raggiunta e chi è arrivato davanti”.

Intanto qualche primo bilancio può essere già fatto e qualche voto essere segnato sul registro della sua prima stagione interista: “Potrei considerare una prima parte del campionato da 9 e una seconda parte da 4 – dice Spalletti -, ma il commento sotto saree sempre lo stesso per entrambi i periodi: ho dato tutto quello che avevo ogni giorno”.

Il tutto per provare a colmare il gap con Juve e Napoli: “Quando riusciremo ad avere la stessa continuità di risultati che per il momento è molto differente potremo colmare il gap. Il tempo è come un elastico che si accorcia e si allunga. La competenza professionale, insieme a un livello di sforzo e di lavoro continuativo fuori dal , è l’ingrediente che separa la realtà dal sogno”.

Nei sogni, o nelle illusioni per dire meglio, c’è anche la “formazione virtuale” di cui Spalletti comincia a parlare con una certa costanza. Uno “speciale” undici, glio di un mercato incompleto, che il tecnico nerazzurro ha più volte ribadito di voler afdare ai suoi : “Partiamo dal presupposto che io non mai nessuno, ma difendo sempre la squadra. A pranzo ci aiamo scherzato sopra e, visti i miei ultimi risultati, loro hanno detto che se aspirassero ad allenare una squadra, quella dovree essere la mia. Ho una conoscenza profonda delle persone che compongono questa società e posso dirvi che l’unico loro obiettivo è il bene dell’Inter”.

Sul mercato, per diversi motivi, c’è anche Mauro Icardi, corteggiato da Real Madrid, Psg e United… “Perché dovree rese all’Inter? Perché la maglia a righe gli sta meglio rispetto alle altre che sono tutte a tinta unita. E poi, avendolo conosciuto, è il carattere della persona a fare la differenza: lui non è di amano cambiare senza aver… lasciato il segno a livello di squadra”.

Tra i nuovi arrivati ha lasciato n qui un’ottima impressione Ranha: “Cosa può dare? Intanto chiama “fratello” ogni compagno e già questo è esempio da seguire. Ma è soprattutto quando passa loro la palla che li tratta da veri fratelli. La qualità dei suoi passaggi è la dimostrazione di quanto sia capace di far migliorare l’Inter”.

E anche dal miglioramento della sua squadra passerà parte del bilancio di una stagione: “A ne anno si fanno gli “inveni” in tutte le aziende e vengono fuori i numeri e le analisi che possono far cambiare idea a chiunque. Lavoro ogni giorno con il massimo impegno per poter rese all’Inter il più a lungo possibile, magari raggiungendo anche qualche risultato importante”.

Inne la . Se la gc pensasse a Spalletti per la panchina azzurra, cosa risponderee? “Che il mio futuro è sempre quello che sto vivendo e la squadra che sto allenando. Difcile raggiungere obiettivi se non sei dentro anche al tuo futuro. Quindi il mio futuro in questo momento è ripore l’Inter in ”.

Chi è quindi l’uomo giusto per la panchina dell’Italia?
“Ancelotti. Ha il tutto che piace a tutti”.

Qual è il sogno della sua carriera? “Il mio sogno da tecnico è poter giocare una partita a scopa su un aereo con il presidente della Repulica nel viaggio di ritorno dopo aver vinto una nale”.