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In sosta, Aru: il Giro è lungo, posso ancora vincere!

Giro d'Italia 2018

Il primo giorno di pioggia vera sul 101° Giro d’ coincide con il secondo giorno di riposo della corsa, per favorire il rientro da in Sicilia.

bagnato e, il diretto interessato spera, fortunato per Fabio Aru che, con il do Paolo Tiralongo (l’ Astana che lo ha seguito da ‘coach’), si concede un paio d’ore di ‘relax attivo’ in bici, fra le province di Chieti e Pescara.

Il ‘ dei quattro mori’ è reduce da una bruciante scontta sulla salita del Gran Sasso d’ che, però, non avrà le conseguenze di una resa.
Aru è più che mai deciso e determinato a riscatsi quando la strada ricomincerà a salire.
Non è venuto al Giro per fare il comprimario.

“Cosa c’è alla base del distacco subito ieri? Semplice. Non avevo le gambe. Le somme, però, le tireremo a , la sera di domenica 27. Adesso non è il momento di fare il consuntivo di una corsa che deve ancora dire , perché in due week-end possono accadere tante cose. Certo, 2’36 di rido dal non è poco, ma non è nemmeno un’eternità; la squadra crede in me e io farò quanto è nelle mie possibilità per non deludere i compagni”. Aru garantisce che “la grinta è quella di sempre”, e che ieri è stata “solo una questione di gambe”, non di condizione appmativa o di particolari disagi. “Ieri – ammette – dovevo salvarmi e perdere il meno possibile. Non ho perso poco, ma alla ne sono arrivato a poco più di un minuto (1’14″, ndr). Il Giro, però, è lungo.