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SOS Mou rischia l’infarto, ma tiene a bada City e United.

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di Mary Bridge - Chi non avesse visto la vittoria del Chelsea, sofferta, sullo Stoke City, può chiedere a José , agitato come non mai sulla panchina dei Blues. Ennesimo “Special One Show”.

Sempre più forte la leadership in er del Chelsea di : nella 31esima giornata i Blues rischiano qualcosa di troppo ma alla fine riescono ad aver ragione dello Stoke per 2-1, tenendo così a distanza le dirette concorrenti per il titolo.

Tre punti d’oro anche per lo United, che in casa travolge l’Aston Villa. Nel lunch match, l’Arsenal sconfigge 4-1 il e lo estromette dalla corsa al quarto posto che vale la Champions.

Ripartenza perfetta per la di , che non s’inceppa nonostante la sosta di due settimane per le Nazionali: a Stamford Bridge ci pensa Eden Hazard ad aprire le danze, con il belga freddissimo dal dischetto al minuto 39. Pallone da una parte, Guzan dall’altra. I padroni di casa sembrano in totale controllo, ma al 44′ un gioiello di Adam illumina Stamford Bridge: lo scozzese, dalla sua metà campo, alza la testa e con un esterno sinistro di rara precisione e bellezza sorprende Courtois che passeggiava tranquillamente fuori dalla propria area. Una magia, quella dello scozzese, che mette paura ai Blues: a prenderli per mano ci pensa ancora una volta Hazard. E’ dell’ Lille l’assist vincente per il definitivo 2-1 di Remy, che chiude nel migliore dei modi una discesa vertiginosa del compagno che spezza in due la difesa dei Potters. Seconda vittoria di fila per il Chelsea, in vetta alla er con 70 punti.

A Old Trafford non perdona il Manchester United di Van Gaal, che rifila un secco 3-1 all’Aston Villa: a lanciare i Red Devils è una doppietta di Ander Herrera, con il basco che apre e chiude le marcature del match al 43′ e al 92′. Nel mezzo ci sono un sensazionale di Rooney (controllo volante col sinistro e girata sotto l’incrocio con l’altro piede) ed il momentaneo 2-1 di Benteke, che a 10′ sfrutta la mezza papera di De Gea per accorciare le distanze. Ma non basta a fermare la truppa di Van Gaal, che sale al (62 punti) alle spalle dell’Arsenal grazie al quinto successo di fila. Per la squadra di Sherwood si tratta invece della seconda sconfitta consecutiva, con i Villans solamente a +3 dalla zona retrocessione. Sale proprio al terzultimo posto il Qpr, che travolge a domicilio il West Bromwich (4-1 per gli Hoops al The Hawthorns). Rimane all’ultimo posto con 22 punti il Leicester di Cambiasso (apre le marcature proprio l’ ) nonostante la vittoria dei Foxes per 2-1 sul West Ham. Tre punti anche per Everton e Swansea, che tra le mura amiche battono Hull City e Southampton.

ARSENAL- 4-1
Inarrestabile la marcia dell’Arsenal, che dal 10 febbraio ha vinto tutte le partite giocate tranne il clamoroso capitombolo nell’andata degli ottavi di Champions contro il Monaco. Quella contro il è la settima vittoria consecutiva in er per la squadra di , che sale almeno provvisoriamente al secondo posto in attesa degli impegni di City e United. Bastano otto minuti ai Gunners per aprire e chiudere la pratica: tre reti che demoliscono il e le sue ambizioni di . La sfida si stappa al 37′ con Bellerin che riceve da Ramsey, s’incunea nella difesa dei Reds e batte Mignolet con un secco sinistro a giro. Tre minuti dopo Ozil fissa il 2-0 con una perfetta punizione man sul palo del portiere. Al 45′ Sanchez trova il tris con un siluro da fuori area sotto la traversa, sempre su servizio di Ramsey. La ripresa conta poco, perché l’Arsenal gestisce con saggezza il vantaggio e il esce lentamente dalla partita. Ad un quarto d’ora dal termine Bellerin commette una leggerezza e stende Sterling in area, dal dischetto va Henderson che prova a dare nuova linfa alle speranze di rimonta degli ospiti. E invece al 91′ Giroud chiude i conti con lo splendido 4-1 in contropiede (sinistro all’anino su passaggio vincente di Sanchez) che fa impazzire l’Emirates: 13esimo centro in campionato per il francese, uno in meno del compagno di reparto cileno. L’Arsenal è in piena corsa per l’accesso diretto alla Champions, il con ogni probabilità dà l’addio al treno delle prime quattro. E Balotelli, ancora una volta, osserva dalla tribuna.