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Solo Erikson e Mou, la serie A è per italiani!

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di Paolo Paoletti - Perchè chiamare allenatori stranieri?

De Boer è l’ultima fesseria del , senza spiegazioni, che Thohir pagherà molto caro con la poltrona.
Moratti è pronto a tornare presidente, Capello a ricominciare in panchina.
Ma la domanda è: Mancini arrivato quarto con una squadra a metà non valeva De Boer?

Il primo problema è questo: i nuovi ricchi che stanno entrando nel fanno danni inenarrabili perchè non sanno nulla di calcio e della , molto più complessa di altri campionati.
Il secondo valuta Milano, con Roma e Napoli, piazza difficilissima in cui bisogna sapersi muovere. Cosa impossibile per chi arriva dall’oriente e neanche si trasferisce a vivere in Italia!

Problema che tocca Thohir, ma anche Pallotta, i cinesi nel futuro del Milan, perfino mai accettato dai napoletani nonostante le origini torresi.

In Italia solo Eriksson () e Mourinho (Inter) hanno vinto in panchina.
Liedholm (scudetto Roma) non era più svedese da quando il Milan lo accolse nel trio Gre-No-Li!
Quest’anno Bielsa ha capito ed è fuggito prima di arrivare alla . Sampaoli era venuto solo a prendersi un caffè.

Rafa , che non è uno stupido, è scappato da , non da Napoli. Ma aveva già fallito proprio all’Inter.
Eppure unico vero tentativo del cinepresidente di correre con la . Finito male, perchè servono , competenze, dedizione… mettendo da parte gli interessi personali, sopra economici cui nessuno rinuncia, figuriamoci Aurelio!!!

In Italia, insomma, devono allenare gli italiani. Che sanno farlo con fatica anche all’estero, non il contrario.
Perchè? Perchè i maestri della tattica siamo noi.

Capello, Ancelotti, Mancini, Conte, Claudio Ranieri il quale si è preso la più grande rivincita della carriera a Leicester.
Ma anche Guidolin e Mazzarri hanno fatto fortuna altrove. Ognuno pari al suo valore.
I primi chiamati dai più grandi : Madrid, City, Bayren Monaco, . Gli altri da società minori pur sempre in Premier, dove Ranieri ha sbancato vincendo addirittura il campionato.

Lippi, invece, ha aperto la via della seta: vincendo dai cinesi, dove è tornato dopo aver lanciato testimoni come Ferrara e Cannavaro.

Che c’entra De Boer all’Inter?
Quattro partite, 2 sconfitte, 1 pari, 1 vittoria: 3 gol fatti, 6 subiti, unico marcatore Mauro Icardi. Questo è il calcio di Frank de Boer. Attenuante essere arrivato quando il piatto era già a tavola. Poteva anche non accettare.
Per liberarsene Suning deve spendere altri 1,5 milioni, male minore rispetto ad un’Inter inguardabile, allo sbando, senza futuro.

Il nostro è un campionato duro e complicato, chi arriva da fuori va in difficoltà. Così si spiegano quelle di tutti i tecnici stranieri sbarcati in Italia.
Presentarsi all’improvviso in è un salto nel buio per chi chiama, più di chi risponde.
Ora Thohir paghi togliendo il disturbo.