ULTIM'ORA

Solita Inter: Icardi, poi Handa regala 3 punti alla Juve.

Soccer: Serie A; Inter-Juventus

di Nina Madonna - illude, Handanovic omaggia: la Juve con Marchisio e Morata, ringrazia e sbanca .
Per Mancini e Thoir Europa sempre più lontata, pessimo compleanno per !

Le 70 candeline dell’ex presidente sono rimaste nel cassetto, niente da festeggiare all’. Thohir in tribuna è vitreo.
Il derby d’Italia si chiude con la Juve per 2-1, i nerazzurri dicono addio all’Europa.

La Juventus gioca un primo tempo da schiaffi, zeppa di riserve, svogliata e distratta.
L’ invece parte bene ma difetta nell’ultimo passaggio, sciupa troppo, colpisce un palo, e poi si arrende.

La partita la decide una clamorosa papera di Handanovic che lascia passare un tiro molle di Morata, comunque il migliore in campo.
I bianconeri soffrono fino a quando Allegri decide di dare una svolta: aggiusta la squadra con Llorente, Ogbonna e Pogba e alla fine vince con la fortuna dei forti e quella dose di classe della migliore squadra italiana e finalista in Champions e Coppa Italia.

La Juventus delle riserve parte al piccolo trotto, si risparmia, sembra a corto di motivazioni, il pensiero e’ rivolto alla finale di Coppa Italia ma soprattutto a . I ‘superstiti’ di Madrid sono appena quattro: Morata, Bonucci, Marchisio e Lichtsteiner e l’ – che ha voglia di vincere – ha gioco fa. L’ con Kovacic al posto di Guarin (infortunato) e Shaqiri trequartista invece di Hernanes squalificato, e’ subito pericolosa con che di solito contro la Juventus si esalta: tiro da 25 metri dopo un paio di minuti. I bianconeri rispondono con una percussione irresistibile di Morata ma il suo sinistro si infrange sull’esterno della rete. Al 5′ e’ Shaqiri a spedire alto sulla traversa, poi al 9′ arriva il vantaggio dell’: gran destro di Brozovic deviato con il corpo da che mette a segno il sesto gol in cinque partite. La Juventus marcia a ritmi lenti con qualche incursione si stile da parte del suo uomo migliore, Morata: al 22′ sinistro splendido sul quale e’ bravo Handanovic a chiudere sul primo palo.

L’ potrebbe raddoppiare con ma un ottimo Storari gli chiude lo specchio da distanza ravvicinata. La Juventus cerca il pareggio e lo sfiora con un bel colpo di tacco di Matri per Sturaro, Handanovic salva in corner. I campioni d’Italia sembrano cedere, la difesa barcolla e non riesce a nere il duo -. Al 39′ Shaqiri colpisce il palo, sulla ribattuta l’arbitro fischia il fuorigioco di Brozovic che aveva messo in rete. Per l’ sembra una passeggiata ma al 42′ arriva su rigore il pareggio bianconero: Vidic stende Matri proiettato a rete, trasforma Marchisio. Si riapre la partita e – nella ripresa – la gara cambia faccia. Morata si divora due clamorose palle gol, di piede e di testa praticamente a porta vuota. Al 20′ Allegri capisce che e’ ora di cambiare: chiama Llorente al posto di Matri. Poco dopo l’ protesta per un fallo di mano in area da parte di Romulo. D’Ambrosio al 26′ ha una buona occasione ma il suo sinistro al volo non ha l’esito sperato. L’ cerca il gol partita con Brozovic e ma al 38′ Handanovic consegna la alla Juventus: Morata calcia debolmente, palla che rimbalza, confonde il portiere e finisce in rete.

I nerazzurri accusano il colpo e questa volta i pizzini non sortiscono alcun effetto sulla squadra demoralizzata. Poco prima del gol entra anche Pogba che non gioca bene ma semina il panico tra le fila nerazzurre scompaginando una difesa gia’ molto stanca. Mancini non puo’ fare piu’ nulla e deve inchinarsi alla Juventus che si comporta da grande squadra, gioca e vince una partita che forse poteva anche lasciare andare. Allegri torna a da vincente e si accomiata dallo che una volta era casa sua con una e tanti sogni per l’immediato futuro. La sua squadra e’ solida e intelligente, il suo allenatore calmo e sicuro. Mancini aspetta Thohir al varco per un faccia a faccia – probabilmente domani – nel quale si deve fare un bilancio e soprattutto vanno tracciate le linee programmatiche per la prossima stagione. C’e’ molto da fare e tanto da investire perche’ senza capitali non si va lontano. L’impronta dell’allenatore ha cambiato molto la squadra ereditata da Mazzarri e tuttavia restano le lacune e le ombre.

Poca qualita’, molta mediocrita’ e un Kovacic che si spegne come una candela. L’attacco si affida in buona sostanza a , bravo nel gol di area e di rapina, ma poco abile nel far salire la squadra e non sempre decisivo nei momenti che contano. Il centrocampo e’ privo di luce, la difesa non e’ abbastanza solida. L’ si gioca tutto nelle ultime due partite. L’Europa e’ importante ma il futuro lo e’ di piu’. Tutto e’ nelle mani di Thohir il quale deve ancora dimostrare che tipo di presidente vuole essere, se, soprattutto, vuole ispirarsi a , a quella voglia di vincere che reso ogni sogno possibile.