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Sky-Mediaset un ‘cartello’ di bugie per truffare il calcio. Sos giovani!

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di Paolo Paoletti - Diritti tv, in apparenza è guerra tra e , con il pieno coinvolgimento delle redazioni ive.

Venerdì 20 giugno nel corso del pre partita di -Costa Rica, sui canali è stato trasmesso un messaggio letto da Ilaria D’Amico, in riferimento ai diritti tv 2015-18 di . La conduttrice ha auspicato che la sfida dei diritti tv sia “leale e corretta e che a vincerla sia chi ha segnato più ”. Sottolineando la speranza che non siano cambiate “le ree in corsa”, l’appello si è concluso con questa frase: “È importante per il futuro del calcio no, per i principi sui quali si basa, per milioni di tifosi”.

Oggi 21 giugno, nell’edizione delle 13.00 di ‘ ’, condotta da Mino Taveri su 1, si precisa: “C’è un’altra partita in corso, per i diritti di 2015-18. Lunedì 23 giugno è prevista l’assemblea di . , nella metafora della partita, giocatore esattamente come , ha affidato a Ilaria D’Amico un appello: vince chi segna di più rispettando le ree. Ecco, il punto sono le ree, che non possono essere evocate per gli altri e disattese….”

Le cose stanno così: i diritti del calcio non possono essere più assegnati a chi paga di più. Ma devono andare a chi riesce ad essere terzo e fedele alla deontologia professionale. Proprio come chiede per l’assegnazione dei diritti.
paga più di e nasconde più di : niente critiche ai , i non si toccano, i giocatori hano sempre ragione, gli allenatori sono bacchettati con stizza solo quando non si presentano alle viste.
La Tv ha rovinato il calcio e ne è ostaggio.

Ognuno può rovinarsi come crede, nessuno può utilizare un mezzo devastante come la televisione per raccontare bugie e realtà distorte. Mio figlio Paolo, ha smesso di giocare a calcio a 14 anni, dopo aver avuto consapevolezza che le immagini di una partita dicono una cosa, i commenti altro.
Tutto questo è vergonoso. Io faccio questo mestiere dal 1978, non mi sono mai sognato di tradire le ree della professione. Mi è toccato di tutto anche gli scoop più amari scritti con la morte del cuore la ragione del giuramento fato quando ho superato l’esame da profesionista.

Non è più così, e siamo diventati tutti schiavi delle fesserie che raccontano qui e là, guardando qui e guardando là.
Non c’entra la D’Amico o chicchessia. E’ il mestiere che è finito. Meglio dichiararsi e fare tutti i tifosi, il calcio non ha bisogno di viste a pagamento, veti dei , inviati a comando, opinionisti d’area…

Scandalosi ma veri tutti i teleradiocronisti tifosi, ma buttate la tessera però. Oppure la straccio io!