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Silvio resta: no cinesi, via BB e Galliani!

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di Nina Madonna - “Brocchi? Non so se resta. La squadra? Compenti, hanno dato tutto”. Come scavare la fossa al Milan…
dopo l’ennesima debacle all’ prende le distanze dai risultati sportivi non dal club che appartiene al Gruppo Fininvest.
Un risoluto nel ‘non’ voler vendere né tutto né una parte del Milan. La cessione spinta dai media e cavalcata con furore dal malumore dei tifosi rossoneri, non trova riscontro a Palazzo.

Così il futuro prossimo rossonero resta to agli umori di e alla lotta di famiglia che è sopratutto una per la spartizione del tes di Arcore. Poco importano le isterie degli ultimi anni, la mezza dozzina di esoneri da in poi…
A Palazzo tutti negano che il problema non sia l’allenatore, ma il presidente e l’accozzaglia di ‘giocatori’ consegnata al tecnico di turno!

Niente . Ma la rivoluzione ci sarà…
A termine il mandato di Barbara, stritolata dalla battaglia di casa. Anche Galliani cambierà aria, anzi settore destinato a responsabilità commerciali e di marketing innanzitutto per i diritti televisivi.
Arriverà un nuovo amministratore unico.

Con l’addio di Braida manca un direttore sportivo, quanto meno capace di scovare talenti a buon e di acquisti meno cari, lasciando cadere gli affari sempre e solo con Preziosi e Raiola.

Rimpasto dirigenziale, e poi?
Il nuovo ds dovrà ‘scegliere’ l’allenatore, prendendo atto che la rosa attuale va smantellata, ma migliorata con innesti credibili. Sono 3 anni che il Milan è cacciato dall’Europa, un assurdo per il club più titolato al mondo.
La perduta insieme a tutto degli ultimi anni, impone al Milan un repulisti. Anche per salvare , primo imputato. Che vuole restare padrone non immaginario ma indispensabile, dato storicamente irreversibile.