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Silvio resta: no cinesi, via BB e Galliani!

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di Nina Madonna - “Brocchi? Non so se resta. La squadra? Complimenti, hanno dato tutto”. Come scavare la fossa al Milan…
Silvio Berlus dopo l’ennesima debacle all’ prende le distanze dai risultati ivi non dal che appartiene al Gruppo ninvest.
Un Berlus risoluto nel ‘non’ voler vendere né tutto né una parte del Milan. La cessione spinta dai media e cavalcata con furore dal malumore dei tifosi rossoneri, non trova riscontro a Palazzo.

Così il futuro prossimo rossonero resta to agli umori di Silvio e alla lotta di famiglia che è sopratutto una guerra per la spartizione del tesoro di Arcore. Poco importano le isterie degli ultimi anni, la mezza dozzina di da Allegri in poi…
A Palazzo tutti negano che il problema non sia l’allenatore, ma il presidente e l’accozzaglia di ‘giocatori’ consegnata al tecnico di turno!

Niente . Ma la ci sarà…
A termine il mandato di , stritolata dalla battaglia di casa. Anche Galliani cambierà aria, anzi settore destinato a responsabilità commerciali e di marketing innanzitutto per i diritti televisivi.
Arriverà un nuovo amministratore unico.

Con l’addio di Braida manca un direttore ivo, quanto meno capace di scovare talenti a buon mercato e di acquisti meno cari, lasciando cadere gli affari sempre e solo con Preziosi e Raiola.

Rimpasto dirigenziale, e poi?
Il nuovo ds dovrà ‘scegliere’ l’allenatore, prendendo atto che la rosa attuale va smantellata, ma migliorata con innesti credibili. Sono 3 anni che il Milan è cacciato dall’Europa, un assurdo per il più titolato al mondo.
La coppa Italia perduta insieme a tutto degli ultimi anni, impone al Milan un repulisti. Anche per salvare Silvio, primo imputato. Che vuole rese padrone non immaginario ma indispensabile, dato storicamente irreversibile.

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