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Silvio the end: in 11 giorni guerra Pdl e decadenza. Rivolta Ebrei!

SARA' VOTO PALESE PER DECADENZA, L'IRA DI BERLUSCONI

di na Collina – Il dado è tratto. Silvio ha convocato il Consiglio nazionale Pdl per il 16 novembre. Anticipato di 18 giorni per fare la conta su chi sarà l’esercito da mettere in campo dopo la decandenza. Il voto in Senato è stato fissato per il 27. Giorni avvelenati dalle continue fesserie che Berlusca regala ai media, l’ultima sui figli-ebrei che ha fatto rivoltare nella tomba il popolo di Dio!

1. PDL. Le lettere sono quindi partite per informare tutti i componenti, circa 800, sulla decisione dell’ex capo del . Inizialmente la data prevista per l’assise era l’8 dicembre. Nella lettera con cui viene convocato il Consiglio nazionale del Pdl si dà appuntamento ai partecipanti al palazzo dei Congressi alle ore 10. L’ordine del giorno prevede l’apertura dei lavori con la relazione del presidente e a seguire adempimenti conseguenti l’Ufficio di presidenza del 25 ottobre.

2. Scontro in Senato sulla decadenza. Il Pdl attacca il presidente chiedendo il rinvio del voto fissato per il 27 novembre. Per non ci sono i presupposti per invalidare la decisione di giunta. Questione chiusa. Di parere opposto il Pdl: ‘I lavori del Consiglio di presidenza non si sono conclusi perché è mancato il numero le – ha detto Schifani – Ove il presidente li ritenesse conclusi, chiediamo l’immediata convocazione di un nuovo Consiglio di presidenza per sapere qual è l’organo del Senato davanti a cui si può appellare la decisione della giunta’.

3. Rivolta degli Ebrei. Intanto non si placa la bufera sulle dichiarazioni di che ha paragonato le condizioni dei suoi figli a quelle degli ebrei al tempo di Hitler. “Una polemica smaccatamente strumentale su una frase estrapolata da un ampio sto. La mia storia, la mia amicizia verso Israele, la mia coerente azione di in favore dello Stato di Israele, non consentono alcun dubbio sulla mia consapevolezza della tragedia dell’Olocausto e sul mio rispetto del popolo ebraico”.

“I miei figli dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler. Abbiamo davvero tutti addosso”, ha risposto a Bruno Vespa per il suo pmo libro alla domanda se sia vero che i figli gli hanno chiesto di vendere e di andare via. “Sono italiano al 100 per cento. In Italia ho le mie radici. In Italia sono diventato quello che sono. Ho fatto qui l’imprenditore, l’uomo di , il leader politico. Questo è il mio paese, il paese che amo, il paese in cui ho tutto: la mia famiglia, i miei amici, le aziende, la mia casa, e dove ho avuto successo come studente, come imprenditore, come uomo di e come uomo di Stato. Non prendo neppure in considerazione la possibilità di lasciare l’Italia”. “Il primo sentimento è stato di non volerci credere, che fosse impossibile che capitasse a me tutto questo, e da lì il rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi, perché tutte sarebbero comunque ingiuste. Sono stato assalito da una profonda indignazione, che da allora non mi ha lasciato mai. Ho molto pensato a quanto soffrirebbero mio padre e mia madre se fossero qui. E mi sono chiesto come avrebbero voluto che mi comportassi. Credo con la stessa dignità che mi hanno sempre insegnato”. Così Silvio , in un passaggio del libro di Bruno Vespa, parlando della sua situazione.

Ebrei italiani, da paragone offensivo memoria – Un paragone ”non soltanto inappropriato e incomprensibile ma anche offensivo della memoria di chi fu privato di ogni diritto e, dopo atroci e indicibili sofferenze, della vita stessa”. Lo ha detto il presidente dell’Unione delle Comunita’ ebraiche italiane Renzo Gattegna commentando le dichiarazioni di Silvio a Bruno Vespa. Gattegna ha poi sottolineato che ”l’Italia repubblicana è un paese democratico. La Germania nazista era una spietata dittatura governata da criminali che teorizzavano e commettevano i più gravi delitti contro l’umanità. Contro gli ebrei i nazisti si accanirono con spietata crudeltà tanto che, alla fine di quel tragico periodo, gli ebrei dovettero contare oltre sei milioni di morti”. ”La vita degli ebrei d’Europa sotto il nazismo – ha aggiunto il presidente dell’Unione – fu segnata da un vortice nero di violenza, persecuzione, morte. Una catastrofe che non è soltanto del popolo ebraico ma dell’umanità a” Per Gattegna ”ogni paragone con le vicende della famiglia è quindi non soltanto inappropriato e incomprensibile ma anche offensivo della memoria di chi fu privato di ogni diritto e, dopo atroci e indicibili sofferenze, della vita stessa”.

4. BLA-BLA. Bondi, se Pdl accetta decadenza io non ci sto – “Se il Pdl- si avvia a diventare un partito di correnti, animosamente contrapposte sulla base di ragioni di puro potere, e se la prospettiva è quella di accettare supinamente, pur con qualche vibrante dichiarazione di facciata, la decadenza di dal Parlamento, oltre al fatto di dover votare a qualunque costo una legge di stabilità che contribuirà a peggiorare la crisi e la sofferenza di tutti gli italiani, personalmente dopo tanti anni di onesto impegno non potrò approvare e riconoscermi in queste scelte”: lo scrive il senatore del Pdl Sandro Bondi.

M5S insiste in Aula Senato,votare oggi decadenza – “Come preventivamente comunicato per iscritto, chiedo che sia discussa nella seduta odierna” la “decadenza del senatore Silvio ”. Tra gli applausi dei senatori M5S, la capogruppo Paola Taverna torna a chiedere nell’Aula di Palazzo Madama di votare subito la decadenza del leader Pdl. Ieri Taverna aveva annunciato che avrebbe ripetuto la richiesta ogni giorno e così fa, in apertura di seduta. Il presidente Pietro si riserva di “determinare il momento” in cui sottoporre all’Aula la richiesta del M5S.

5. DOPO ALFANO. Colazione di lavoro a palazzo Grazioli -Fitto – Pranzo di lavoro oggi a palazzo Grazioli tra Silvio e il capofila dei lealisti Raffaele Fitto. Alla riunione, a quanto si apprende, oltre all’ex ministro, saranno presenti Denis Verdini, Sandro Bondi, Altero Matteoli e Maurizio Gasparri.